Papa Francesco alla ricerca dell’Europa

Francesco a Lesbo

L’impatto umano ed emotivo è stato grande nonostante la rapidità della visita del Pontefice a Lesbo nel campo simbolo dei rifugiati. Papa Francesco si conferma l’unico leader con una visione sul lungo termine. Ci voleva proprio Lui per fare capire all’Unione Europea, soprattutto a una parte dell’Unione Europea, che sulla politica estera sta sbagliando tutto e che sulla gestione della tragedia umanitaria dei migranti si giocano gli assetti del Mediterraneo di domani. Ha lanciato ancora una volta un messaggio di pace e speranza allungando una mano concretamente tesa al mondo islamico.

Non solo. Nel suo discorso, il Santo Padre ha voluto ricordare il popolo greco e ringraziarlo per la generosità dimostrata nei confronti dei rifugiati, nonostante le note difficoltà attraversate dal Paese. Lo ha fatto di fianco a un premier, Tsipras, quanto mai compiaciuto e per una volta tanto in posizione di forza rispetto agli altri Paesi dell’Unione.

Le parole di Papa Francesco hanno rappresentato un secco monito per quella parte di Europa che prima ha sottoposto la Grecia a pesanti misure di austerity perché rispettasse le regole di bilancio, ma che ha voltato la spalle quando si è trattato di questioni legate all’umanità.

Per una macabra ironia della sorte, questa emergenza umanitaria la stanno pagando i più poveri dell’Unione Europea e gli ultimi del Mediterraneo. Papa Francesco è andato a lanciare il suo messaggio proprio in mezzo a loro, tracciando idealmente quella che dovrebbe essere la politica comune dell’Unione Europea.

La palla, adesso, passa all’Unione Europea, che dovrà mostrare cosa abbia capito della visita del Pontefice. Non c’è da farsi troppe illusioni. Nel club di Bruxelles predominano ancora logiche nazionali e si preferisce sperare che l’accordo-ricatto con la Turchia tenga piuttosto che trovare delle alternative.

La lezione di Francesco ha messo tutti davanti a un’evidenza: un’istituzione nata sul principio della solidarietà è diventata il simbolo della divisione in nome dei singoli interessi. Il dramma è che sembra sempre più incapace di tutelare persino questi.

Di contro le piccole isole del Mediterraneo, da Lesbo a Lampedusa, rappresentano il confine sud dell’Europa, cosa che nel centro e nel nord del continente si sta facendo finta di non vedere. Ecco perchè Francesco le ha scelte per mandare i suoi messaggi di solidarietà per i rifugiati all’Europa e al Mondo.

Qualunquismo e italianità. Checco Zalone imita Alberto Sordi?

quo vado

Checco dalla Puglia al Grande Nord, e poi in Africa, Quo Vado? conferma uno stile elementare, una comicità semplice ed efficace che, dal basso e con un qualunquismo neanche tanto nascosto, mira a colpire senza troppe intenzioni un po’ in alto, ma sicuramente verso il basso. Una comicità di grande accessibilità, vagamente infantile. La vasta e negativa eredità dell’immaginario e del linguaggio televisivo degli ultimi trent’anni colpisce ancora. Candido ma non ingenuo, leggero, magari demenziale ma non cretino, Zalone come Alberto Sordi lavora con semplificazioni quasi fotografiche. Egli cattura, ritrae e riproduce l’italiano oramai più immaginario che reale dei nostri giorni, i suoi tanti vizi e le sue presunte poche virtù. Lo sfotte, lo prende in giro, mentre lo avverte in maniera politicamente scorretta di quello che potrà avvenire dello stato sociale nel prossimo futuro. Un futuro già attuale, i tagliatori di teste alla Sonia Bergamasco sono in azione da anni nel privato e prossimamente nel pubblico.

A parziale scarico di tanto qualunquismo il piccolo borghese a sbafo zaloniano, messo a confronto con orizzonti più ampi di quelli del suo ufficio di provincia, è capace di allargare le proprie vedute, di accettare famiglie allargate, di abbandonare retoriche maschiliste, perfino di imparare a non saltare le code o non suonare il clacson al semaforo, ma in fondo è solo una parentesi e sempre di qualunquismo (stavolta sinistrorso) si tratta. Infatti basta colpirlo nel profondo del suo essere, basta che casualmente veda Al Bano e Romina nuovamente assieme sul palco di Sanremo (ovvero l’immaginario berlusconiano più becero) per rischiare di perdere tutto quanto riconquistato a fatica e tornare sui suoi passi. Qualcosa dentro di lui pare cambiato, ma molto rimarrà per sempre immutato.

Un buon film comico nella tradizione vagamente destrorsa di Luca Medici, in arte Checco Zalone. L’attore originario di Capurso, in provincia di Bari, non lesina la sua pugliesità (belli i cammei di Lino Banfi e Maurizio Micheli). Negli ultimi anni Zalone, con i suoi tre precedenti film, ha risollevato le sorti del cinema italiano sbancando il boxoffice. Il primo film, Cado dalle nubi (2009) incassò 14 milioni di euro, Che bella giornata(2011) oltre 43 milioni e il terzo, Sole a Catinelle, è stato il film italiano con il maggiore incasso nella storia del nostro Paese con più di otto milioni di biglietti venduti, pari a 52 milioni di euro.

Comunque c’è qualcosa, nell’incipit africano di Quo Vado?, che ci fa pensare a Riusciranno i nostri eroi a ritrovare l’amico misteriosamente scomparso in Africa? di sordiana memoria. Si ride, si si ride, ma con un retrogusto amaro che il finale positivo all’americana non addolcisce.

 

scorretti e intellettualmente disonesti

berren

“Stiamo vivendo una situazione politico istituzionale in cui stiamo perdendo tempo, mentre il mondo ci chiede di correre a velocità doppia”. Questo dice il sindaco di Firenze Matteo Renzi, dando voce a chi pensa che il Presidente Napolitano, con gli otto giorni che ha dato ai “saggi”, stia tergiversando, per attendere l’elezione del nuovo Presidente della Repubblica il quale potrà sciogliere le camere ed andare nuovamente alle elezioni.
Intanto, il presidente della Camera Laura Boldrini ha annunciato che la prima seduta per l’elezione del nuovo capo dello Stato potrà aver luogo già a partire da giovedì 18, dopo che le Camere saranno convocate lunedì 15 aprile.

Intanto Matteo Renzi rincara la dose:

“In un momento si vagheggia Berlusconi in manette, in un altro ci si incontra di nascosto con Verdini. Non si può stare così, in mezzo al guado. Io ho tutto l’interesse a votare subito. Ma l’importante è decidersi”. Nella convinzione che “io non voglio Berlusconi in galera, voglio Berlusconi in pensione. Andare al governo con Gasparri fa spavento, lo so. Non a caso io sono pronto a votare subito. Ma se il Pd ha paura delle urne deve dialogare con chi ha i numeri. Il Pd avanzi la sua proposta, senza farsi umiliare andando in streaming a elemosinare mezzi consensi a persone come la capogruppo dei 5 Stelle, che hanno dimostrato arroganza e tracotanza nei nostri confronti”.

Non c’è che dire si tratta di un … bell’aiuto a Bersani e al PD che dovrebbe essere lo stesso partito di Renzi, oltre che al Paese naturalmente.

Persino Bertinotti ci mette lingua non smentendo la sua verve parolaia: “Se il sistema attuale è senza via d’uscita visibile a occhio nudo, venga dato l’incarico di governo a chi ne ha proposto più drasticamente il cambiamento. Esso passerebbe così da oggetto della consultazione al suo soggetto, quello con le cui proposte di governo tutte le altre forze politiche dovrebbero confrontarsi”.

Ma per favore… abbiamo già avuto abbastanza tempo per vedere lo spessore politico dei cittadini di Grillo che ci tengono sospesi con il loro continui batti e ribatti che assomigliano da vicino alla tattica di Berlusconi: fai un’affermazione stamattina per poi smentirla stasera.

grandine

Beppe-Grillo-a-Napoli

Ci poteva scappare la notte più bella del mondo agitando pensieri come bandiere colorate
e io invece zaino in spalla , nido di rapace ricordi in via d’estinzione

ma l’arte non paga diritti d’autore alla realtà , anche se ogni donna vorrebbe farsi leccare da un poeta anche se da quello che mi dicono i poeti non esistono più e questo è un vero peccato

perché bisogna sapersi leggere dentro prima di cominciare a scrivere , si , martello su un’incudine
sentirsi come un lungo ramo senza fiori
ogni speranza è raggiungibile
ogni certezza è irragionevole

perché sempre seducente chi può farci del male
perché sempre seducente chi vuol farci del male

rifiutare le proprie ossessioni e come sbucciarsi con un coltello senza lama
ci metteresti troppo tempo e poi a che prezzo poi

ho notato che fidarsi di chi non ti contraddice mai è un grossissimo rischio perché ti vuole fregare o pure peggio non glie ne frega niente di te

ho notato che la speranza è ciò che ognuno vuole che sia la speranza è una risposta vaga una domanda sfocata
un’arrampicata affannosa su una pertica
CHE PRENDE fuoco , una tana scavata in fretta
mentre lasci il tuo odore nel naso del tuo predatore

sentirsi come un lungo ramo senza fiori
ogni speranza è raggiungibile
ogni certezza è irragionevole

perché sempre seducente chi può farci del male
perché sempre seducente chi vuol farsi del male

Ci poteva scappare la notte più bella del mondo agitando pensieri come bandiere colorate
e io invece zaino in spalla , nido di rapace ricordi in via d’estinzione

ma l’arte non paga diritti d’autore alla realtà , anche se ogni donna vorrebbe farsi leccare da un poeta anche se da quello che mi dicono i poeti non esistono più e questo è un vero peccato

perché bisogna sapersi leggere dentro prima di cominciare a scrivere , si , martello su un’incudine
sentirsi come un lungo ramo senza fiori
ogni speranza è raggiungibile
ogni certezza è irragionevole

perché sempre seducente chi può farci del male
perché sempre seducente chi vuol farci del male

rifiutare le proprie ossessioni e come sbucciarsi con un coltello senza lama
ci metteresti troppo tempo e poi a che prezzo poi

ho notato che fidarsi di chi non ti contraddice mai è un grossissimo rischio perché ti vuole fregare o pure peggio non glie ne frega niente di te

ho notato che la speranza è ciò che ognuno vuole che sia la speranza è una risposta vaga una domanda sfocata
un’arrampicata affannosa su una pertica
CHE PRENDE fuoco , una tana scavata in fretta
mentre lasci il tuo odore nel naso del tuo predatore

sentirsi come un lungo ramo senza fiori
ogni speranza è raggiungibile
ogni certezza è irragionevole

perché sempre seducente chi può farci del male
perché sempre seducente chi vuol farsi del male

marta sui tubi

Argus II Retinal Prosthesis System

occhio bionico

Buone notizie per le persone con problemi di vista: negli Stati Uniti, infatti, è pronto a giungere sul mercato il primo prototipo al mondo di occhio bionico, il quale consentirà anche a chi ha perso la vista di interagire con il mondo esterno.

L’occhio bionico si compone di circa 60 elettrodi da impiantare all’interno della retina, affiancati da una piccola lente dotata di una videocamera di dimensioni particolarmente ridotte per poter svolgere le proprie funzioni all’interno dell’occhio senza arrecare danni o fastidi.

Argus II Retinal Prosthesis System, questo il nome della protesi oculare, è stato realizzato dall’azienda californiana Second Sight Medical Products, la quale ha sottolineato come al mondo non esista ancora un sistema in grado di fornire gli stessi risultati.

I segnali positivi forniti dalle sperimentazioni in laboratorio hanno quindi convinto l’azienda a lanciare il prodotto sul mercato, ad un prezzo di circa 73 mila dollari per unità: trattasi quindi di una cifra sicuramente non alla portata di tutti, ma che grazie al progresso scientifico potrebbe presto calare sensibilmente.

Qualcuno suggerisca ai giudici di Milano di percorrere questa alternativa alle noiosissime visite fiscali che affliggono taluni imputati impediti.

dedica a Beppe Grillo

megafono

La chiamavano bocca di rosa
metteva l’amore metteva l’amore
la chiamavano bocca di rosa
metteva l’amore sopra ogni cosa.
Appena scese alla stazione
del paesino di Sant’Ilario
tutti si accorsero con uno sguardo
che non si trattava di un missionario.
C’e’ chi l’amore lo fa per noia
chi se lo sceglie per professione
bocca di rosa ne’ l’uno ne’ l’altro
lei lo faceva per passione.
Ma la passione spesso conduce
a soddisfare le proprie voglie
senza indagare se il concupito
ha il cuore libero oppure ha moglie.
E fu così che da un giorno all’altro
bocca di rosa si tirò addosso
l’ira funesta delle cagnette
a cui aveva sottratto l’osso.
Ma le comari di un paesino
non brillano certo d’iniziativa
le contromisure fino al quel punto
si limitavano all’invettiva.
Si sa che la gente da’ buoni consigli
sentendosi come Gesù nel tempio
si sa che la gente da’ buoni consigli
se non può dare cattivo esempio.
Così una vecchia mai stata moglie
senza mai figli, senza più voglie
si prese la briga e di certo il gusto
di dare a tutte il consiglio giusto.
E rivolgendosi alle cornute
le apostrofò con parole acute:
“Il furto d’amore sarà punito -disse-
dall’ordine costituito”.
E quelle andarono dal commissario
e dissero senza parafrasare:
“Quella schifosa ha già troppi clienti
più di un consorzio alimentare”.
E arrivarono quattro gendarmi
con i pennacchi con i pennacchi
e arrivarono quattro gendarmi
con i pennacchi e con le armi.
Il cuore tenero non e’ una dote
di cui sian colmi i carabinieri
ma quella volta a prendere il treno
l’accompagnarono malvolentieri.
Alla stazione c’erano tutti dal
commissario al sagrestano
alla stazione c’erano tutti
con gli occhi rossi e il cappello in mano.
A salutare chi per un poco
senza pretese, senza pretese
a salutare chi per un poco
portò l’amore nel paese.
C’era un cartello giallo
con una scritta nera, diceva:
“Addio bocca di rosa
con te se ne parte la primavera”.
Ma una notizia un po’ originale
non ha bisogno di alcun giornale
come una freccia dall’arco scocca
vola veloce di bocca in bocca.
E alla stazione successiva
molta più gente di quando partiva
chi manda un bacio, chi getta un fiore,
chi si prenota per due ore.
Persino il parroco che non disprezza
fra un miserere e un’estrema unzione
il bene effimero della bellezza
la vuole accanto in processione.
E con la Vergine in prima fila
e bocca di rosa poco lontano
si porta a spasso per il paese
l’amore sacro e l’amor profano.

disfare per andare incontro al declino

Scrivere per criticare Giannino essere troppo facile. Uno che fondare un partito che parlare come la Mamie di «Via col vento» («Fare per fermare il declino») avere bisogno di tanto affetto e comprensione. Perciò io non capire perché, a una settimana dal voto, l’economista Luigi Zingales fare cagnara per fermare il Giannino, dopo avere scoperto che lui millantare un master di economia all’università di Chicago.  

Giannino avere fatto l’incauta affermazione in tv, non per truffare il destino ma per titillare il suo ego smisuratino: nelle immagini essere possibile vedere come lui abbassare la voce e storcere gli occhi e la bocca mentre pronunciare le parole «master all’università di Chicago». In realtà Giannino essere andato a Chicago in vacanza per imparare rudimenti della lingua inglese: to make to stop the decline. (In inglese non usare il doppio infinito, ma questo imparare solo nel secondo master).  

Come milioni di altri italiani davanti alla moglie o a Equitalia, Giannino non inventare completamente la realtà: solo un po’ migliorare. Per lui il master di Chicago essere come fiore all’occhiello delle sue giacche color formigoni: un apostrofo rosa fra le parole «me amare». Certo, in Germania due ministri essersi dimessi per laurea taroccata. Ma io dire: con tutti i guai e i cialtroni che noi avere, essere questo il problema? Bugie assomigliare a omeopatia: in piccole dosi aiutare a difendersi dalle grandi. Ieri il primo a dare del bugiardo a Giannino essere stato uno che per fermare il proprio declino avere fatto votare dal Parlamento che Ruby essere la nipote di Mubarak.  

Giannino

il Giannino

 
Certo che l’Italia è un Paese strano. Anche chi vuol fare per fermarne il declino, cade su bucce di banana che anche un bambino piccolo avrebbe abilmente dribblato. Ma è possibile dribblare il superio di cui tanti italiani sono forniti fin dalla nascita? Difficile, persino il trota (denigrazione paterna significativa) ci è cascato! Allora poteva mancare Oscar Giannino? Evidentemente non ce l’ha fatta neanche lui, ora chi farà per fermare il nostro interminabile declino?

Le tre virtù

berluscni_ingroia

Si racconta che quando Dio Padre creò il mondo, affinché gli uomini prosperassero, decise di concedere loro due virtù.
E così fece.
Gli svizzeri li fece ordinati e rispettosi delle leggi.
Gli inglesi perseveranti e studiosi.
I giapponesi lavoratori e pazienti.
I francesi colti e raffinati.
Gli spagnoli allegri e accoglienti.
Quando arrivò agli italiani si rivolse all’angelo che prendeva nota e gli disse:
“Gli italiani saranno intelligenti, onesti e del Popolo della Libertà”.
Quando terminò con la creazione, l’angelo gli disse:
“Signore, hai dato a tutti i popoli due virtù, ma agli italiani tre…questo farà sì che prevarranno su tutti gli altri!”
“Per la miseria…e’ vero”! disse il buon Dio,
“Ma, mio buon Angelo, tu sai che le virtù divine non si possono più togliere…”!
Che gli italiani abbiano tre virtù …però … ogni persona non potrà averne più di due insieme!”
Fu così che:
L’italiano che è onesto e del Popolo della Libertà, non può essere intelligente.
L’italiano che è intelligente e del Popolo della Libertà, non può essere onesto.
E quello che è intelligente e onesto … non può essere del Popolo della Libertà!

Tsunami Tour punto x punto

beppegrillo

A carnevale ogni scherzo vale e, al carnevale di Rivoli ieri, mi hanno appioppato il volantino del M5S di Beppe Grillo contenente le date del Tour in Piemonte e “alcuni punti del programma del M5S e delle proposte discusse nel forum e nel blog”. Voglio esaminarli qui e discuterne con voi o miei quattro lettori.

* legge anticorruzione: quale, come da cosa cominciamo? Boh, occorre sicuramente andare a sentire Grillo o leggere il suo blog, ma la politica si fa anche spiegando le proprie idee con quattro parole su un foglietto distribuito all’ignaro passante, o no?

* reddito di cittadinanza: ah, che bel nome per la vecchia, vecchisima indennità di disoccupazione di degasperiana memoria, roba nuova…

* abolizione dei contributi pubblici ai partiti (retroattivi da queste elezioni),

* abolizione immediata dei finanziamenti diretti e indiretti ai giornali: benissimo affidiamo finanziamento dei partiti e della stampa, solo ed esclusivamente ai privati, cioè a coloro che posseggono capitali e potere, potranno scegliere loro direttamente chi proporci, questa è la pura essenza della democrazia, ah come mi piace essere conservatore ogni tanto!

* Introduzione del referendum propositivo e senza quorum,

*obbligatorietà della discussione di ogni legge di iniziativa popolare in Parlamento con voto palese: bene! A quando l’istituzione del plebiscito?

* referendum sulla permanenza nell’euro: demenziale! Ma dove vivi Beppe, sulla Luna? Non sai che per molto meno, una dichiarazione di Berlusconi per esempio, i mercati finanziari ci mazzuolano ben bene? Non sai che il ritorno alla tanto amata lira, che persino la destra estrema agogna, ci porterebbe alla definitiva rovina? O pensi che la Merkel ci perdoni per aver mandato a puttane l’Europa della moneta unica, o meglio ancora, hai forse dimenticato che uno dei motivi fondativi di quella moneta unica è evitare la terza guerra mondiale con partenza Europa!

* una sola rete televisiva pubblica, senza pubblicità, indipendente dai partiti: magari controllata che ne so dalla tanta odiata Mediaset, così solo per suggerire il palinsesto a base di nani e ballerini, no?

* elezione diretta dei candidati alla Camera e al Senato: oh si, siamo d’accordo, magari chessò via internetet…

* istituzione di un politometro per la verifica di arricchimenti illeciti da parte della classe politica negli ultimi vent’anni: d’accordo, trovami la maggioranza che la vota!

* massimo di due mandati elettivi,

* legge sul conflitto di interesse: ok, approvo!

* misure immediate per il rilancio della piccola e media impresa sul modello francese: addirittura! Per vedere affrontato il problema dei problemi italiani, il lavoro (salvo il punto in cui si inventa l’indennità di disoccupazione chiamata qui pomposamente reddito di cittadinanza) si deve giungere al trediciesimo punto della lista d’intenti? E poi di che trattiamo ? Di un fantomatico modello francese: un colpo al cerchio leghista e uno alla botte centrosinistra (amante di Hollande secondo Grillo). Ammazete oh! Dulcis in fundo tre punti buoni:

* ripristino dei fondi tagliati alla Sanità e alla Scuola pubblica con tagli alle Grandi Opere Inutili come la Tav,

* informatizzazione e semplificazione dello Stato,

* accesso gratuito alla Rete per cittadinanza: andrebbe anche detto come spendere i soldi che tornano a Sanità e Scuola Pubblica senza provocar danni, gli altri due punti sono già attivi a macchia di leopardo, sperando che Bersani non passi nelle vicinanze…

Bene siamo già all’autocelebrazione, al culto del movimento duro e puro, ma i risultati dell’azione di governo al comune di Parma o in Sicilia, quando ci sarà dato di vederli?

la craxite di Moggi

moggi_intv

Povero Moggi! Si è ammalato di craxite, l’ha contratta in un bar, ecco le prove: “Ho conosciuto Moggi al bar, è il più grande”, l’ha detto Stefania Craxi. Ecco, l’ex direttore generale della Juventus, al centro dello scandalo di calciopoli che lo ha allontanato dal mondo del calcio, sarà infatti capolista alla Camera per i ‘Riformisti Italiani’ dell’ex sottosegretario di Stato agli Esteri. La lista dovrebbe presentarsi collegata a quella del Pdl… e meglio ci sentiamo!

”Stiamo parlando del piu’ grande sportivo italiano. Moggi non e’ solo candidato per i Riformisti italiani, è una bandiera contro questo circo mediatico giudiziario che dura da 20 anni; che rovina famiglie, carriere e onore delle persone; contro questo Paese ipocrita e alla ricerca di un capro espiatorio; e contro chi non poteva non conoscere il sistema del calcio italiano e ha fatto finta di cadere dalla luna”. Cosi’ Stefania Craxi, ha cammentato la decisione di candidare Luciano Moggi come capolista in Piemonte.

Ma come proprio in Piemonte? Crede la Stefania che gli juventini di cui il Piemonte è zeppo abbiano memoria corta? Crede che gli juventini con un minimo di comprendonio abbiano le fette di mortadella agli occhi? Credo che la Stefania abbia fatto male i conti e che il povero Moggi ha solo una malattia in più, oltre alla bugiardite acuta ha ora la craxite incipiens. Auguri!