Nereo Ferlat: l’Ultima curva

Nei primi giorni di giugno del 1985 il mio amico ed allora collega Nereo Ferlat, scosso dagli eventi straordinari che gli erano accaduti a cominciare dal pomeriggio del 29 maggio 1985 a Bruxelles, capitale d’Europa, mi chiese di scrivere qualche riga su quell’avvenimento tragico e terrificante che porta il nome di strage dello stadio Heysel.

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Accettai di buon grado perchè ero rimasto estremamente colpito ed addolorato da quell’avvenimento che aveva tolto la vita a 38 persone (aumentate successivamente a 39) e spento i miei sogni di tifoso. Dovevo attendere il 1996 per vedere vincere alla Juventus la sua prima Coppa dei Campioni. Oggi la chiamano Champions, ma per me resta sempre Coppa dei Campioni d’Europa. Scrissi allora le mie impressioni, un paio di pagine dattiloscritte, niente di più. Le consegnai a Nereo, ma inspiegabilmente non volli firmare la manleva che serviva all’editore per la cessione dei diritti d’autore. Sinceramente non so ancora spiegarmi il perchè. Conservai quei fogli e li usai come segnalibro quando Nereo mi consegnò una copia de “L’ultima curva”. Credo che siano ancora li, ma non trovo più il libro che sicuramente giace nei cartoni di un trasloco di vent’anni fa. Prometto che se lo ritrovo lo pubblicherò su queste pagine.

Nereo Ferlat

Non ci ho messo tanto a procurarmi una copia della riedizione del libro, appena ho saputo tramite i miei contatti Facebook che Nereo l’aveva data alle stampe rinnovata ed accresciuta di testi e molte immagini significative.

l'ultima curva

Un’altra occasione di memoria. In effetti a trent’anni di distanza da quel fatidico evento, la perseveranza di migliaia di tifosi juventini che hanno passato e passano il testimone del ricordo alle generazioni successive, fa sì che i 39 Angeli dell’Heysel siano sempre al nostro fianco. Nessuna persona è veramente morta se non muore nel cuore di chi resta, per sempre, e se è un cuore grande come quello di Nereo e dei tanti, come me, che ne tramandano la memoria senza stancarsene i Martiri dell’Heysel sono destinati a rimanere con noi finchè ci saremo.

Naturalmente la nuova edizione del libro di Nereo Ferlat29-5-1985 “Z” – L’ultima curva” farà la sua parte per conservare questa memoria. Il libro ha una prefazione scritta da Beppe Franzo, il quale ha voluto riprendere e sottolineare la frase “Nessuna persona è veramente morta se non muore nel cuore di chi resta, sempre” riportata anche dai tifosi dello Stadium sullo striscione che hanno dedicato ai 39 morti all’Heysel durante l’ultima partita di campionato giocata in casa dalla Juventus contro il Napoli e vinta per 3 a 1.

Fra l’altro, nella nuova edizione, si può leggere la poesia “39 angeli all’Heysel” di Domenico Laudadio, il gestore del sito della memoria. Inoltre è presente una scelta di riproduzioni fotografiche di giornali dell’epoca e le fotografie di quella triste giornata scattate da Paolo Gugliotta, fotografo della polizia scientifica di Roma. Molte buone ragioni per leggerlo e conservarlo.

come una volta

Conte

Oggi Antonio Conte è tornato a Vinovo, come faceva una volta. Per la prima volta da quando ha rassegnato le sue dimissioni, lo scorso 15 luglio, da allenatore della Juventus,  ha varcato il cancello di del centro sportivo.

Ad accoglierlo ha trovato tutta la dirigenza del club bianconero, senza rilasciare dichiarazioni, il CT della Nazionale, si è intrattenuto a parlare con i suoi ex colleghi e datori di lavoro. Dopo ha raggiunto la squadra che si allena agli ordini di Max Allegri. Proprio come un anno fa o quasi.

Come tifoso non posso che esserne contento, ma sono contento anche del nuovo allenatore che continua la tradizione di Conte tenendoci… Allegri.