Un articolo di mio figlio

Bitcoin che felicità!

Criptovalute: alcuni profili di qualificazione giuridica

Di Riccardo Nigro

Dal punto di vista del diritto le monete virtuali basate sulla tecnologia blockchain sono strumenti finanziari o beni giuridici ex articolo 810 del codice civile?

Le criptovalute in questo periodo sono più che mai al centro dell’attenzione grazie alle strabilianti performance delle quotazioni del bitcoin (e delle altre principali criptovalute) che sono schizzate alle stelle. Il quesito portante di questo articolo è il seguente: dal punto di vista del diritto cosa sono queste monete virtuali basate sulla tecnologia blockchain? Sono strumenti finanziari o beni giuridici ex art. 810 c.c.?

Per definire cosa sono le criptovalute dal punto di vista del diritto si può partire dalla ormai famosa sentenza del Tribunale di Verona che nel 2017 qualifico i bitcoin come strumenti finanziari (Trib. Verona, Sez. II civ., 24 gennaio 2017). Al centro della controversia in esame vi erano alcuni bitcoin che furono acquistati da una delle parti attraverso una piattaforma che li allocava presso il pubblico senza la benché minima informativa precontrattuale. Il giudice riconoscendo la violazione degli articoli 67 e ss. del Codice del consumo, predispose la nullità del contratto e la restituzione dell’indebito da parte della piattaforma.

Questa impostazione è stata confermata da una più recente sentenza della Corte di Cassazione penale del 2020 (Corte Cass. penale, sez. II, n. 26807/2020). La Corte nel ritenere infondato il ricorso da parte di un exchange, il quale asseriva che le criptovalute si sarebbero sottratte alla normativa in materia di strumenti finanziari essendo dei mezzi di pagamento,  sottolineava anche il fatto che sul sito web in cui queste valute virtuali venivano allocate non v’era di alcuna informativa adeguata a dare informazioni idonee ai consumatori (ex art. 91 e ss. TUF). Si notava anche che l’omissione della suddetta integra il reato di abusivismo finanziario (ex art. 166, comma 1, lett. c) TUF).

È chiaro che ci si trova davanti a degli strumenti finanziari se le criptovalute vengono allocate da soggetti che ne continuano a detenere il possesso, permettendo solamente l’utilizzo speculativo delle stesse da parte dei propri utenti. Nel caso in esame, infatti, le criptovalute non possono essere considerate dei mezzi di pagamento (contrattuali) anche perché rientranti nella fattispecie dei prodotti finanziari atipici ex art 1, lett. u) TUF.

In ogni caso, le piattaforme che decidono di allocare valute virtuali in questa maniera dovrebbero rispettare tutte le prescrizioni esistenti in materia di strumenti finanziari, e in caso di “sollecitazione all’investimento” dare comunicazione preventiva dalla CONSOB.

Se si decide di investire in questi strumenti bisogna come primo passo capirne il funzionamento, e come secondo valutare la serietà della piattaforma che si vuole utilizzare per acquistare cryptocurrencies.

Le criptovalute, però, si possono acquistare anche in altre maniere. Per esempio, a titolo originale estraendole (attraverso il processo di mining), ovvero ricevendole per mezzo di una transazione. (continua: https://www.altalex.com/documents/news/2021/03/10/criptovalute-alcuni-profili-di-qualificazione-giuridica)




Copyright 2000-2020 Tutti i diritti riservati.
Partita Iva 10209790152

per Alessandro

locomotiva

Alessandro, i tuoi diciannove anni si sono infranti sotto un treno che, correva veloce in direzione di Avigliana, in un pomeriggio di sole. Stavi affrontando con serena spensieratezza il tuo esame di maturità. Amo pensare che avresti approfittato dell’occasione per commentare questo brano: “Non è bella la vita dei pastori in Aspromonte, d’inverno, quando i torbidi torrenti corrono al mare, e la terra sembra navigare sulle acque. I pastori stanno nelle case costruite di frasche e di fango, e dormono con gli animali. Vanno in giro coi lunghi cappucci attaccati ad una mantelletta triangolare che protegge le spalle, come si vede talvolta raffigurato qualche dio greco pellegrino e invernale. I torrenti hanno una voce assordante. Sugli spiazzi le caldaie fumano al fuoco, le grandi caldaie nere sulla bianca neve, le grandi caldaie dove si coagula il latte tra il siero verdastro rinforzato d’erbe selvatiche. Tutti intorno coi neri cappucci, coi vestiti di lana nera, animano i monti cupi e gli alberi stecchiti, mentre la quercia verde gonfia le ghiande pei porci neri.” *

Brano certamente lontano dalla tua esperienza di vita, ma foriero di riflessioni sul senso che si può comunque dare allo scorrere del tempo. E’ che il mondo corre e non si ferma, proprio come una locomotiva.

Y la locomotora parecía un monstruo raro

Que el hombre dominaba con su mente y con su mano,

Rugiendo, se dejaba atrás distancias que parecían infinitas,

Y su potencia parecía amedrentadora,

La misma fuerza que la dinamita,

La misma fuerza que la dinamita,

La misma fuerza que la dinamita.

 

La vita non è altro che una comunione di solitudini. (Corrado Alvaro*)

la festa del 2 giugno spiegata ai nostri figli

Festa della Repubblica Italiana

Oggi, 2 giugno niente scuola: si fa vacanza! Ma come mai? Perché si festeggia la nostra Repubblica! E quest’anno,m l’anniversario è anche più importante del solito, perché è il 70esimo anniversario della nascita dell’Italia repubblicana e democratica.

Per capire perché il suo compleanno sia proprio il 2 giugno bisogna tornare indietro nel tempo: al 2 giugno 1946 , quando, dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, i cittadini italiani votarono con un referendum per decidere quale forma di governo preferissero per il paese: monarchia o repubblica? Vinse la repubblica con 12.718.641 voti contro 10.718.502: dopo 85 anni di vita, il Regno d’Italia si trasformò in una Repubblica , costruita dalla Resistenza sulle macerie lasciate dalla II Guerra Mondiale e dal fascismo. Il 2 giugno rimase festa nazionale fino al 1977, poi la sua celebrazione fu spostata alla prima domenica di giugno. Soltanto nel 2001, l’allora presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, riportò la celebrazione al giorno esatto, il 2 giugno, che tornò così a essere una giornata di vacanza per tutti e, soprattutto, la più importante festa nazionale. Cliccate sul link per conoscere le origini e la storia della festa della Repubblica italiana!
Buona festa della Repubblica a tutti!

referendum-repubblica-monarchia

Pass(i)oni blog

Passoni blog

Siamo gli studenti del Liceo Artistico Aldo Passoni di Torino.

Questo blog è una nostra idea per condividere tra di noi e con tutti gli utenti del web, le attività che la lettura del Giornale ci permette di fare: le nostre riflessioni sull’arte, i dibattiti in aula, le visite ai musei, alle gallerie, alle fiere. In una parola, le nostre «Pass[I]oni»… Abbiamo finalmente l’opportunità di stare più a stretto contatto con l’arte contemporanea, poco considerata in ambito scolastico e su questo blog vi offriremo le nostre esperienze cercando di creare un contatto tra l’arte e la vita quotidiana. Uno degli argomenti che trattiamo nell’ambito di questo progetto è, infatti, quello di ricercare l’arte all’interno della quotidianità, un’ abitudine che vi consigliamo.

Il semplice fatto di trovare qualcosa di bello nel quotidiano trasforma una giornata. Quanto potrebbe aiutarci a migliorare la vita?

Gli studenti del Liceo A. Passoni

Pass(i)oni è un progetto didattico appartenente al PIANO DELL’OFFERTA FORMATIVA del lIceo Artistico PASSONI di Torino. Le immagini e i testi documentano l’attività didattica svolta nell’ambito del progetto. La loro pubblicazione rientra nelle finalità  istituzionali dell’istituzione scolastica.

auguri a tutti e tre

nichi vendola_eddi testa

“Se Nichi ed Ed sono felici, io sono loro amico e non posso che esser felice con loro. Non ho altro da dire e, siccome è un argomento che non conosco e delicato, non aggiungo altro”, sono parole di Michele Emiliano Presidente in carica della Regione Puglia che faccio mie, ma aggiungo Auguri a tutti e tre.

#petaloso

Questo libro mi è piaciuto tanto. Perché anche una sola persona, con l’aiuto della fantasia, è in grado di cambiare le cose. Da un’idea ne possono nascere altre mille! (Laura, 1H, gruppo “I Fuoriclasse”)

Drilla

Drilla di Andrew Clements è un libro che parla a noi lettori, insegnandoci delle cose divertendoci. Protagonista del libro è una parola, una parola tutta nuova, inventata di punto in bianco da un ragazzino di quinta elementare. La storia di questa parola ci aiuta a capire come funziona il mondo delle parole e a cosa esse servono veramente.

Protagonista del libro è Nick Allen un bambino molto sveglio, forse troppo. Fa lavorare il cervello, nessuno si stupisce più di tanto quando decide che la penna non si dice più penna: da oggi in poi si dirà drilla. Mrs. Granger la maestra, che ha la passione ed il gusto delle parole, non può incoraggiare il piccolo colpo di stato. Deve imporre la sua autorità. Ma drilla è una parola che piace e presto tutti la usano, in tutte le classi, in tutte le scuole del paesino. L’illustratore del libro è quel gran genio di Brian Selznick, l’autore di La straordinaria invenzione di Hugo Cabret e de La Stanza delle meraviglie.

A partire dal 16 febbraio il libro è stato protagonista, nell’inconsapevolezza dei più, di una vera e propria gara di condivisione su Facebook e sui principali social network. All’origine della gara a base di ashtag #petaloso è quanto accaduto qualche settimana fa quando, un bambino di terza elementare, Matteo, alunno della maestra Margherita Aurora, nella scuola Marchesi di Copparo in provincia di Ferrara. Durante un lavoro sugli aggettivi, il bambino aveva definito un fiore “petaloso”. La parola, ovviamente inventata dal bambino, segnata come errore, era comunque piaciuta alla maestra tanto da convincersi ad inviarla all’Accademia della Crusca per una valutazione. La risposta d’ Accademia, molto garbata, è arrivata attorno a metà febbraio consigliando, fra l’altro, la lettura del libro di Clements.

La lettera dell'accademia della crusca che fa entrare la parola petaloso nel suo vocabolario

In conclusione teniamo conto che le parole ci aiutano a pensare. Chi sa usare bene il linguaggio, ragiona meglio. Più parole si conoscono, più i pensieri si fanno chiari e precisi; le parole ci aiutano a sognare. Non si può avere molta fantasia, se si usano le solite quattro parole in croce; le parole convincono. Quelli che sanno tante parole, sono più interessanti da ascoltare e sanno convincere gli altri a seguire le loro idee e a fare le cose che propongono; le parole arricchiscono.

Ora però, salviamo il bambino petaloso dalla sovraesposizione mediatica. Matteo ha pieno diritto di vivere la sua infanzia, fatta di anche di parole sciocche, di infantili invenzioni, di insulsaggini, di piccole innocenti baggianate. Ora egli è considerato un oracolo. La parolina che l’ha posto al centro della attenzione social-nazionale è diventata la formula magica, l’esorcismo, il mantra da cui ognuno si aspetta saggezza e salvezza. Egli non ha colpa… E’ solo un bambino, che ha fatto un errore di grammatica.

neve rosso sangue

Ieri sera, L’ANPI di Racconigi, ha organizzato presso il salone San Giovanni, una serata in cui è stato presentato il libro di Piero Balbo “Combattere in Val Varaita” ed il film di Daniel Daquino “Neve rosso sangue”.

La serata è stata pensata per coinvolgere tutte le generazioni con documenti e due testimoni diretti dei fatti riportati nelle opere. Un inquadramento storico ed un film sull’eccidio di Valmala fatto da giovani per i giovani. Una serata per ricordare, discutere, mettere in discussione… una serata nell’ambito delle celebrazioni della Giornata della Memoria.

Daniel Daquino spiega così la sua opera filmica: «Fin da piccolo andavo al Santuario e la lapide con quei nomi dei partigiani mi incuriosiva molto. La nostra generazione di trentenni ha avuto i nonni che hanno vissuto la guerra e la Resistenza. Abbiamo ascoltato tanti racconti. Proprio perché le nuove generazioni non hanno più le stesse nostre chance di sentire le storie di quegli anni dalla viva voce dei protagonisti, credo che sia anche un nostro dovere raccogliere quelle testimonianze, divulgarle e portare avanti quei valori. Ho scelto di ripercorrere quella giornata in fiction perché mi sembrava il modo migliore per avvicinarmi ai più giovani e per far conoscere loro la vicenda. C’è ancora voglia parlare di Resistenza dopo 70 anni».

Neve rosso Sangue locandina

Valmala (CN), 6 marzo ’45.
Un gruppo di partigiani è accampato al santuario di Valmala per conteggiare le forze a disposizione a rientro dall’inverno e per stabilire il da farsi nei mesi successivi. La guerra sta quasi per finire.
Caterina, staffetta partigiana, si nasconde perché ricercata dai fascisti.
Viene a sapere che gli alpini della Div. Monterosa, Btg. “Bassano” della RSI, intendono fare un rastrellamento all’accampamento.
Fermata dall’amica Maria e dal fratello, non può andare ad avvertire il gruppo, e la mattina del 6 marzo l’intero distaccamento di partigiani garibaldini viene attaccato.

27 gennaio

giornata-della-memoria

Il 27 gennaio 1945 le truppe sovietiche liberarono il lager di Auschwitz e aprirono gli occhi del mondo sulla deportazione e lo sterminio di milioni di ebrei, oppositori politici, zingari, omosessuali. Dal 2000, una legge dello Stato ha proclamato il 27 gennaio “Giorno della Memoria”. Ogni anno, intorno a questa data, diversi tipi di commemorazione aiutano a non dimenticare il passato.
A Torino un ricco calendario di iniziative è promosso e sostenuto dal Consiglio Regionale del Piemonte – Comitato Resistenza e Costituzione, dal Consiglio Provinciale di Torino – Comitato Resistenza e Costituzione e dalla Città di Torino, con il coordinamento del Museo Diffuso della Resistenza, della Deportazione, della Guerra, dei Diritti e della Libertà.
Programma completo su museodiffusotorino.it

 

  • Cari amici, qui dico amici
    Nel senso vasto della parola:
    Moglie, sorella, sodali, parenti,
    Compagne e compagni di scuola,
    Persone viste una volta sola
    O praticate per tutta la vita:
    Purché fra noi, per almeno un momento,
    Sia stato teso un segmento,
    Una corda ben definita.
    Dico per voi, compagni d’un cammino
    Folto, non privo di fatica,
    E per voi pure, che avete perduto
    L’anima, l’animo, la voglia di vita.
    O nessuno, o qualcuno, o forse un solo, o tu
    Che mi leggi: ricorda il tempo,
    Prima che s’indurisse la cera,
    Quando ognuno era come un sigillo.
    Di noi ciascuno reca l’impronta
    Dell’amico incontrato per via
    In ognuno la traccia di ognuno.
    Per il bene od il male
    In saggezza o in follia
    Ognuno stampato da ognuno.
    Ora che il tempo urge da presso,
    Che le imprese sono finite,
    A voi tutti l’augurio sommesso
    Che l’autunno sia lungo e mite.

    Primo Levi, 6 dicembre 1985

 

My true form

I can’t find my true form
I will lie ‘cause I know
That I’m here
And I’m there
I’m forever, whatever,
I’m everywhere
Yes I’m here
And I’m there
I’m forever, whatever,
I’m everywhere

I’m beside, I’m below
I can’t find my true form
‘Cause I’m here
And I’m there
I’m forever, whatever,
I’m everywhere
Yes I’m here
And I’m there
I’m forever, whatever
I’m everywhere

Thrive on chaos
In this life that is lost
Thrive on chaos
In this life that is lost

(fonte) segue traduzione:

Non riesco a trovare la mia vera forma
Io voglio mentire perché so
Che sono qui
E io sono lì
Sono sempre , qualunque cosa ,
Sono ovunque
Sì, sono qui
E io sono lì
Sono sempre , qualunque cosa ,
Sono ovunque

Sono accanto , io sono qui di seguito
Non riesco a trovare la mia vera forma
Perché sono qui
E io sono lì
Sono sempre , qualunque cosa ,
Sono ovunque
Sì, sono qui
E io sono lì
Sono per sempre, a prescindere
Sono ovunque

Prospero sul caos
In questa vita che si perde
Prospero sul caos
In questa vita che si perde

fenomeno_e_noumeno

(opera di Pino Santoro)

“You might want to decide fast. We live in a dangerous world. If you see a chance to be happy, you have to fight for it, so later you have no regrets.”