Una tragedia

Questa tragica situazione colpisce il cuore di ogni genitore che ripone le sue speranze nei figli e li supporta nelle loro scelte. Tragedie come questa sono in grado di travolgere una Vita. Mi auguro che i medici siano stati prudenti nella loro diagnosi e che Bortuzzo torni a nuotare, sia pure per diletto.
https://sport.tiscali.it/altrisport/articoli/promessa-nuoto-bortuzzo-no-camminare/

per Alessandro

locomotiva

Alessandro, i tuoi diciannove anni si sono infranti sotto un treno che, correva veloce in direzione di Avigliana, in un pomeriggio di sole. Stavi affrontando con serena spensieratezza il tuo esame di maturità. Amo pensare che avresti approfittato dell’occasione per commentare questo brano: “Non è bella la vita dei pastori in Aspromonte, d’inverno, quando i torbidi torrenti corrono al mare, e la terra sembra navigare sulle acque. I pastori stanno nelle case costruite di frasche e di fango, e dormono con gli animali. Vanno in giro coi lunghi cappucci attaccati ad una mantelletta triangolare che protegge le spalle, come si vede talvolta raffigurato qualche dio greco pellegrino e invernale. I torrenti hanno una voce assordante. Sugli spiazzi le caldaie fumano al fuoco, le grandi caldaie nere sulla bianca neve, le grandi caldaie dove si coagula il latte tra il siero verdastro rinforzato d’erbe selvatiche. Tutti intorno coi neri cappucci, coi vestiti di lana nera, animano i monti cupi e gli alberi stecchiti, mentre la quercia verde gonfia le ghiande pei porci neri.” *

Brano certamente lontano dalla tua esperienza di vita, ma foriero di riflessioni sul senso che si può comunque dare allo scorrere del tempo. E’ che il mondo corre e non si ferma, proprio come una locomotiva.

Y la locomotora parecía un monstruo raro

Que el hombre dominaba con su mente y con su mano,

Rugiendo, se dejaba atrás distancias que parecían infinitas,

Y su potencia parecía amedrentadora,

La misma fuerza que la dinamita,

La misma fuerza que la dinamita,

La misma fuerza que la dinamita.

 

La vita non è altro che una comunione di solitudini. (Corrado Alvaro*)

Tosca

Tosca

“Il progetto di un libretto da La Tosca, che Victorien Sardou fece rappresentare a Parigi nel 1887, interessò tre musicisti: in ordine cronologico, Puccini, Franchetti e, a titolo di intenzione, Verdi. Ma la vera causa dell’interessamento non fu tanto il dramma del celebrato autore francese, quanto la sua interpretazione da parte di Sarah Bernhardt, che Puccini vide una prima volta a Milano nel 1890 […] e una seconda volta durante l’avanzata fase di progettazione del libretto, nell’ottobre 1895 a Firenze […].
Puccini non comprese molto nel 1890, dato che lo spettacolo era in francese; gli rimase impresso soltanto il tono col quale la Bernhardt ripeteva «Malheureuse!»; e nel 1895, in una lettera a Illica, affermò che l’attrice gli era piaciuta poco.” (1)
“Puccini era stato attratto dalla pièce di Sardou per motivi complessi: la prevalenza dell’intrigo sullo spessore drammatico dei personaggi, ad eccezione di Scarpia, lasciava ampio spazio alla musica […]. Che poi gli accorgimenti di un teatro ben dosato fra attualità dell’argomento, cornice storica, effetti teatrali violenti, e governato dall’astuta doppiezza di un eccellente uomo di teatro come Sardou, fossero particolarmente graditi alla media del vasto pubblico, non era l’ultimo dei vantaggi per un’opera lirica.” (1)
I diritti di «La Tosca» da Franchetti a Puccini “Sardou […] [concesse] i diritti di La Tosca […] ad Alberto Franchetti […]. Nel 1894, Franchetti, Illica e Sardou si incontrarono a Parigi per discutere la riduzione. Dato che nella capitale francese si trovava Verdi, […] anch’egli fu presente alla riunione in casa del celebre autore francese, del quale era buon amico. […]
Il mite Franchetti [venne però successivamente] […] spossessato del libretto con mezzi discutibili. Ricordi e Illica lo avevano convinto che La Tosca non era adatta alla versione musicale e, con perfetto cinismo, Ricordi firmò il contratto con Puccini il giorno stesso, forse il giorno successivo alla rinuncia di Franchetti. […] Anche se vittima di un autentico inganno, Franchetti non ebbe, che si sappia, una parola di protesta.” (1)
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(1) Claudio Casini, Giacomo Puccini, Torino, UTET, 1978

Tosca_(1899)

Tosca in due, ma sentite, parole: siamo a Roma nel XIX° secolo. Un pittore rivoluzionario e la sua donna, diva della Capitale. Un evaso politico, che si rifugia presso di lui e poi Scarpia, il capo della polizia. Facendo pedinare la donna, Tosca, quest’ultimo ottiene l’arresto degli amanti. E ciò che segue è puro calvario. Poiché Scarpia, soltanto in apparenza interessato all’evaso, punta in realtà a possedere lei. E a Palazzo Farnese il sangue scorre netto, tracciando il solito triangolo (il triangolo no, non l’avevo considerato…!?).

il mondo impuzzolisce

charlie_hebdo_2016

“Come continuare a fare il giornale? A darci la forza è stato tutto ciò che avevamo costruito in 23 anni. Non saranno due stronzetti incappucciati a mandare all’aria il lavoro di tutta la nostra vita. Non saranno loro a far crepare Charlie. È Charlie che li vedrà crepare”.

Ha scelto il giorno dell’anniversario della strage di Charlie Hebdo un ventenne di origini marocchine che ieri ha cercato di introdursi all’interno di un commissariato a Parigi.  Il tentativo è stato subito fermato. Erano le 11,30 quando ha urlato  “Allah Akbar”, tentando di aggredire un agente. Voleva vendicare le vittime siriane, ma è stato ucciso dai proiettili della polizia. Aveva una cintura esplosiva finta, un’imitazione, un coltello, un pezzo di carta con disegnata la bandiera dell’Is e una rivendicazione manoscritta in arabo. Nel testo parlava della sua volontà di “vendicare i morti in Siria”, e giurava fedeltà all’autoproclamato califfo dell’Is.

Ora si cerca di fare luce sull’identità dell’uomo ucciso dagli agenti. Mi pare si sia perso l’equilibrio sia in un senso che nell’altro, il mondo impuzzolisce ogni giorno di più, lo diceva già la buonanima di mio nonno durante la mia oramai lontana infanzia.

Where Did You Sleep Last Night? (1944)

I Nirvana realizzarono una cover del brano folk Black Girl che Leadbelly incise nel 1944; questa cover è intitolata Where Did You Sleep Last Night e fu prima pubblicata come lato B del singolo Pennyroyal Tea è poi inclusa nell’album postumo MTV Unplugged in New York. I Nirvana inoltre hanno reinterpretato anche i brani They Hung Him on a Cross, Ain’t It a Shame e Grey Goose (quest’ultima solo in versione strumentale), tutti contenuti nel box set With the Lights Out.

In the Pines, conosciuta anche come Black Girl e Where Did You Sleep Last Night, è una canzone folk tradizionale americana risalente almeno al 1870, si pensa che fosse originaria  dei Southern Appalachian. L’identità dell’autore è sconosciuta, il brano è stato inciso da molti artisti interpreti di numerosi generi musicali.

la situazione politica

Purtroppo la casta oltre a non cambiare la legge elettorale, ha ristretto i tempi per impedire un libero ed ordinato sviluppo dei soggetti politici nuovi o non presenti in Parlamento. Intanto il berlusca non si è ancora reso conto che deve fare le valige per Hammamet, il pescecane Monti gli rode il terreno sotto i piedi. I magistrati continuano a scappare (loro non salgono) verso la politica: che Paese di merda!

fate schifo

Palestina sempre in fiamme, perchè?

Sono morti almeno in diciotto nelle ultime ore nelle incursioni aeree israeliane sulla Striscia di Gaza. Il bilancio totale delle vittime dall’inizio delle operazioni è di 49 palestinesi uccisi, e di tre israeliani. I feriti sono oltre 345, molti sono bambini. Questo terribile bilancio è purtroppo sicuramente provvisorio, avere questa certezza è terribile. D’altro canto è dalla fine dell’ultimo conflitto mondiale che in quella regione si succedono sempre gli stessi fatti.  Al momento non ci sono segnali confermati ufficialmente di una tregua, ma il presidente egiziano Mohammed Morsi – principale mediatore tra le due parti – ha annunciato il contrario: a breve Hamas e Israele potrebbero firmare un accordo per un cessate il fuoco.

Sono passati cinque giorni da quando è stata lanciata l’operazione ‘Colonna di nuvola’. Per la maggior parte degli abitanti della Striscia lasciare Gaza è impossibile. Mancano medicinali d’emergenza, sacche per raccogliere il sangue, benzina per garantire elettricità e quindi la possibilità di interventi chirurgici e di effettuare dialisi ai pazienti, ha detto Foad Aodi, presidente delle Comunità arabe in Italia (Comai) e dell’Associazione medici stranieri in Italia (Amsi), che resta in contatto continuo con le fonti mediche di Gaza.

Nel pomeriggio di ieri il sistema anti-missilistico ‘Iron Dome’ di Israele ha intercettato e distrutto un razzo lanciato contro Tel Aviv senza che neanche riuscisse a toccare il suolo. E’ stato eliminato in aria e le foto hanno immortalato il fumo nero nel cielo. Il ‘Fajr-5’ scagliato dalla Striscia di Gaza è il terzo da mercoledì, hanno precisato fonti della polizia locale, aggiungendo che la batteria entrata in funzione è la quinta operativa in città, e che era stata installata poche ore prima dell’attacco, con largo anticipo rispetto alla tempistica originariamente stabilita, cioè fra qualche mese. Le stesse fonti hanno ribadito che non ci sono stati feriti. Il ministro dell’Educazione israeliano Gideon Saar ha confermato: “Hamas non è nella posizione di poter dettare alcuna condizione. Qualunque cosa – ha detto – sia successa prima dell’operazione non continuerà dopo che sarà finita. Nel momento in cui saremo certi di questo, ci fermeremo”.

“Come hanno potuto? Un missile lanciato contro la santità di Gerusalemme. Un missile la sera del venerdì, non appena conclusa la giornata di preghiera dei musulmani; scagliato cioè contro la santità dello Shabbat, la festività ebraica del sabato annunciata da un tramonto inconfondibile: i riflessi dorati delle rocce di Giudea, divenute pietre e mura della Città sacra ai credenti dell’unico Dio. L’ora in cui i fedeli indossano le vesti anacronistiche della tradizione e si affrettano per i vicoli del mercato verso il Kotel, detto Muro delle Lamentazioni, ultimo recinto esterno sopravvissuto del Tempio che l’imperatore Tito distrusse due millenni or sono.
Là dove non aveva osato neppure Saddam Hussein hanno preso la mira, per giunta vantandosene, le Brigate Izzedine al Qassam, braccio armato di Hamas. Poiché la storia nel Medio Oriente contemporaneo viene manipolata grottescamente dai fanatici barbuti sequestratori del sacro, non escludo che i miliziani si autorappresentino continuatori dell’impresa di Saladino: il principe curdo che nel 1187 assediò la Gerusalemme crociata e pose fine, dopo ottantotto anni, al Regno Latino procedendo a quella che i musulmani celebrano come la Liberazione della Sposa: cospargendo di acqua di rose la moschea di al-Aqsa e il Duomo della Roccia per riconsacrarli all’Islam, dopo che i Templari avevano trasformato la spianata nel loro bivacco.
Nella visione degli integralisti Israele è un corpo estraneo destinato all’estinzione né più né meno di quei regni crociati. La parola d’ordine jihad al-Quds –guerra santa per Gerusalemme- resta il distintivo dell’indisponibilità a ogni compromesso territoriale.”

Queste le parole di Gad Lerner una persona sicuramente ragionevole, ma quando le persone ragionevoli sono coinvolte personalmente non restano ne ragionevoli ne indipendenti. L’uomo e la sua emotività passa oltre le ragioni delle parti, questa è la principale fra le ragioni che sono alle origini di questo infinito conflitto.

“…la religione di Mosè abita il nostro pianeta, facendo valere diritti che spesso sono metastorici più che storici, connessi a testi sacri più che al divenire ordinario dei popoli e del tempo. E’ come se a un unico popolo fosse dato, per volontà divina, di vivere una condizione di libertà assoluta, mentre il resto dei mortali perdurerebbe nel duro regno della necessità.” (La strana guerra. Barbara Spinelli: Ebraismo senza “mea culpa” La Stampa 28 ottobre 2001).

Questa affermazione è forte, ma a seguire alcune vicende della storia israeliana si è spesso tentati di pensarla come Barbara Spinelli. In effetti, per me, che pure sono osservatore non coinvolto nei fatti, è difficile restare freddo di fronte alle strumentalizzazioni di cui i fatti mediorientali sono sempre e comunque oggetto. Una volta all’anno, vengono celebrate rievocazioni dell’Olocausto il cui vero scopo, sembra quello di tramandare il ricordo della ferocia umana ai più giovani, per evitarne il ripetersi. Certamente tutto può essere vanificato dall’ipocrisia che spesso, in queste occasioni di ricordo, traspare chiaramente ma eliminare anche queste rimembranze formali migliora la situazione? Esiste anche la buonafede di chi per quanto possibile vuole ricordare per tramandare la conoscenza dell’orrore e contribuire che la storia non si ripeta. Per quanto utopica la speranza che l’uomo si ravveda non ci deve abbandonare. So cosa accade nel mondo ogni giorno, spesso gli stessi orrori di ieri si ripetono e spesso ci vengono tenuti nascosti. Ma sperare che, conoscendo quanto avvenuto ieri, si riesca ad acquisire qualche anticorpo per contrastare quello che avviene oggi mi pare il minimo.

D’altro canto si avverte la mancanza, nell’ebraismo di un’assunzione di colpa nei confronti di popolazioni e individui che hanno dovuto pagare il prezzo del sangue o dell’esilio per permettere a Israele di esistere. E mi pare di poter dire che di pari gradazione fu il dolore a cui furono sottoposti pochi anni fa i coloni israeliani delle terre palestinesi. Questa fu la decisione del governo di uno Stato che nel 1967 spinse nella direzione opposta i coloni israeliani di Gaza. Dopo molti anni essi furono costretti ad abbandonare le terre che avenano duramente dissodato e le case in cui sono nati i loro figli. Ci troviamo di fronte ad un groviglio di interessi, sentimenti e passioni inestricabile e continuamente alimentato.

siamo alle solite

Decine di migliaia di persone hanno manifestato oggi in tutta Italia per lavoro e scuola. Episodi di guerriglia urbana si sono registrati a Roma, Torino, Milano e Padova. Decine di agenti feriti, una cinquantina di manifestanti fermati nella Capitale. Subito diffuse sul web le immagini dei tafferugli.

In serata è arrivata la «ferma condanna» delle violenze da parte del ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri, che ha espresso «apprezzamento» per l’operato delle forze di polizia.

Intanto siamo all’ignorante sfruttamento delle idee di un padre della Patria come Pier Paolo Pasolini da parte di un saltimbanco: poliziotti e carabinieri figli, del popolo e sottopagati dovrebbero secondo il genovese più antipatico d’Italia compiere «un atto rivoluzionario»: «Soldato, togliti il casco e abbraccia chi protesta, cammina al suo fianco». E così citando allo specchio l’appello di Pasolini agli studenti seguito agli scontri a Valle Giulia del ’68 («Quando ieri a Valle Giulia avete fatto a botte coi poliziotti, io simpatizzavo coi poliziotti! Perché i poliziotti sono figli di poveri. Vengono da periferie, contadine o urbane che siano») Grillo invita dal suo blog le forze dell’ordine ad unirsi con studenti ed operai. Questo masaniello dei miei stivali ha passato ogni segno di populismo, basta!

I partiti intanto si dividono tra condanna dei manifestanti violenti o critche alla gestione dell’ordine pubblico. «È vergognoso il comportamento del governo che ha mandato oggi nelle piazze italiane le forze dell’ordine a caricare gli studenti», dice il segretario nazionale di Rifondazione Comunista Fds Paolo Ferrero. Per il leader di Sel Nichi Vendola «la violenza rischia di rendere opaco il senso di una giornata straordinaria». «Cerchiamo invece di mettere l’orecchio alle ragioni dei lavoratori e degli studenti -dice il segretario del Pd Pier Luigi Bersani- purtroppo gli incidenti e l’esercizio della violenza oscurano motivazioni e libere espressioni di dissenso».
Solidale con le forze dell’ordine il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto. Stringato il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini che su twitter ha scritto: «Le forze dell’ordine che oggi sono in piazza hanno tutta la mia solidarietà».
Attenzione amici delle forze dell’ordine quella solidarietà pelosa viene da chi vi ha affamato con stipendi inadeguati e penosi! Penosi per voi che dovete affrontare i vostri figli e nipoti, i vosti padri e fratelli sulle piazze d’Italia con la consapevolezza di tornare a casa con quattro soldi in tasca e la dignità sotto i tacchi. Non date retta al capopolo, fate il vostro mestiere con dignità, questo è un Paese Civile che non ha bisogno di confondere i ruoli. I poliziotti della Caserma Veglia di Torino e dei Reparti Celere di Milano che, nel 1969, per sfogare le loro compresse e giuste rivendicazioni di libertà, volevano andare oltre i già pesanti ordini ricevuti contro il popolo ribelle, non sono i vostri eroi, essi furono strumento bilama di un potere che si rinnova uguale a se stesso. Non schieratevi ne col popolo ne contro il popolo fate il vostro dovere istituzionale senza eccedere, controllare per tenere l’ordine pubblico non significa per forza di cose essere spietati picchiatori.