poliziotti tv

Da parecchio tempo ormai, vado riflettendo sulle vicende dei protagonisti dei gialli TV all’italiana. Mi chiedo, ma è il mestiere di poliziotto che rovina la vita privata? O è piuttosto l’irregolarità fuori dagli schemi di quest’ultima che rende i protagonisti così efficienti ed empatici?
Comunque, le canne che si fa Rocco Schiavone mi rilassano.Schiavone

Avevo 15 anni e lo ricordo perfettamente

rischiatutto

Ieri sera sono tornato indietro di 45 anni, tanti ne avevo nel 1970 quando Mike Buongiorno (che Dio l’abbia in gloria!) lanciò sull’unico canale Rai di allora il Rischiatutto. Fabio Fazio ha recuperato l’archetipo di una tv che spopolava negli anni ’70 in un’Italietta che faceva i conti con il post ’68 e il terrorismo, con i mutui, le scuole serali e gli straschichi dell’autunno caldo dei metalmeccanici, ma il giovedì sera restava incollata davanti ai televisori – con punte di ascolto oltre i 20 milioni di spettatori – per seguire il quiz che mescolava nozionismo e misura, cultura e intelligenza, in barba alla filosofia sempre imperante della “spintarella”. Ogni puntata mi vedeva attivo e partecipe: rispondere alle domande di Mike prima del concorrente di turno era il mio gioco preferito, l’ho fatto anche ieri sera. Grazie Fabio!

San Giuseppe Lavoratore. Un vero covo di cattocomunisti !

occhi al cileo

Occhi al cielo è la prima web-serie ambientata in un ufficio parrocchiale, (l’ufficio parrocchiale è il cuore pulsante della comunità) e lo fa con tono ironico, spesso provocatorio, in cui i piccoli e i grandi quesiti delle persone sono intrecciati ai grandi dibattiti dell’epoca contemporanea per dare uno sguardo dialettico, lontano dalle “verità” preconfezionate.

La parrocchia è nel DNA della nostra società. E’ uno degli elementi costitutivi del nostro panorama culturale. E pesa. Peppone e Don Camillo sono passati, ma non del tutto, non dappertutto.  L’oratorio, in fondo, è sopravvissuto. Le sedi di partito no.

La parrocchia è ancora un luogo dove ci s’incontra e dove s’intrecciano le storie della comunità con i suoi problemi quotidiani: dalle bollette da pagare ai disoccupati che bussano alla porta, dalle paturnie teologiche della catechista ai problemi esistenziali di un parroco che deve gestire anche la propria solitudine.

L’immigrazione, l’omosessualità, l’8×1000, il ruolo della donna, la fecondazione assistita, il fine vita: queste sono solo alcune delle tematiche toccate nella seconda serie, molto meno politically correct della prima. Crediamo che il mettere in discussione le certezze, scardinare i punti di vista, cogliere tutte le sfumature delle cose della vita sia importante e crediamo di non dover dare risposte, ma di stimolare il dubbio in ognuno. L’utilizzo del registro comico, il ritmo piuttosto serrato delle battute, la caratterizzazione dei personaggi che si confrontano permettono di sviscerare i grandi quesiti esistenziali e sociologici con sguardo comico e a tratti irriverente: rideremo insieme, perché ridere è una cosa seria.

Questa è la seconda stagione per Occhi al cielo (citofonare parrocchia), ovvero la prima webserie che racconta il variegato mondo della parrocchia e lo fa con ironia. Tutta l’ironia possibile.

Produrremo 15 puntate (la prima serie si è fermata a 13, ma se il crowdfunding andrà bene magari riusciremo a produrre più puntate del previsto) della durata variabile da 1 a 2 minuti e mezzo.

Il cast è lo stesso della prima serie. Un cast di prim’ordine (con qualche sorpresa che ancora non vi sveliamo): Stefano Dell’Accio è don Paolo, parroco spaesato; Tatiana Allit da Sao Paolo do Brasil è Carmen, perpetua sulla trentina, tutta samba e Copacabana; Toni Mazzara è Beppe il sacrista, più ultra del Toro che credente devoto; Roberto Accornero è Palmiro, l’economo nostalgico sempre in attesa della rivoluzione proetaria; Paola Roman è Adele, la catechista zitella, , bismetica, indomita e  (ovviamente) beghina, Marco Morellini è il vescovo. Più spaesato del parroco; Guendalina Tambellini è Francy, la nipote tardo adolescenziale di don Paolo; Omar Ramero è Simone, il capo scout più nerd del creato, con un debole per Dexter il famoso serial killer dal cuore buono; Olivia Buttafarro è Suor Pia, l’unica suora piacente della diocesi, Claudio Sterpone, è Padre Tyson un frate cappuccino con l’ attitudine a regolare i contenziosi sul ring.

La loro parrocchia è a Torino, ed è intitolata a San Giuseppe Lavoratore. Un vero covo di cattocomunisti ! Ma non ditelo ad Adele.

Se volete sapere tutto sulla prima stagione di Occhi al cielo: http://www.occhialcielo.it

P.S.: lo smemorato ha avuto gli sponsali nella chiesa di San Giuseppe Lavoratore. Chi vuole può contribuire alla riuscita dell’impresa n. 2 collegandosi qui.

Renzi lo sfinanziatore

Matteo-Renzi

Nel corso della trasmissione di Rai3 “Che tempo che fa” di ieri sera il sindaco di Firenze Matteo Renzi ha detto: ”Ha vinto Bersani, ha il diritto di provarci, il mio atteggiamento é stato di assoluta lealtà in un paese affetto da scilipotismo, che é il cambiare casacca. Non vorrei che lo scilipotismo diventasse la caccia al grillino: adotta un grillino che passa perché lo abbiamo contestato quando lo facevano altri”. “Se Bersani fallisce – ha detto Renzi – é difficile non andare al voto. In quel caso primarie obbligatorie”. Inoltre, ha proposto con forza un nono punto al programma che Bersani ha sottoposto via internet agli italiani: il no al finanziamento pubblico dei partiti. Questo mi pare predicare bene e razzolare male. Non è questa proposta un chiaro ammiccamento al Movimento 5 Stelle? E poi quanto ha di democratico una proposta del genere che, se passasse, limiterebbe di molto la partecipazione popolare alla politica?

Intanto Renzi ha destituito di fondamento le ipotesi circolate sulla creazione di un partito con il premier Mario Monti ed ex Popolari che potrebbe essere stato l’argomento della sua visita a Palazzo Chigi nei giorni scorsi.

Certo che se il Presidente Napolitano dovesse intraprendere la strada di un governo del presidente, Bersani dovrebbe per forza farsi da parte. In tal caso il più gettonato è proprio Matteo Renzi che ha resistito alla “liturgia” della direzione del Pd per sole due ore, per poi scappare e concedere un’intervista in cui immagina un Pd diverso, che “fa a meno del finanziamento pubblico” e viene guidato da “un nuovo gruppo dirigente”. Egli appare molto meno contrario di Bersani su una possibile grande coalizione che riunisca Pd e Pdl: “In un paese normale si farebbe”.  Io tifo per Bersani!

Occhi al cielo

La NOVA-T è una piccola, ma tosta, casa di produzione indipendente di Torino. Da 30 anni si occupa di educational, spesso di educational a carattere religioso. Ora hanno deciso di tentare di fare un “salto” e di lanciarsi in un terreno nuovo rispetto al loro standard.
Vogliono produrre una sitcom e distribuirla, in prima battuta, attraverso il web. Venti puntate da due minuti l’una. Una sitcom ambientata in un ufficio parrocchiale, a Torino. E il punto di vista è quello della statua di San Giuseppe lavoratore, che domina la stanza.
E’ vero, ricorda “Camera Cafè”, ma loro si sono in realtà ispirati alla primissime edizioni di “Belli dentro”. Una pietra miliare della sitcom che ha qualcosa da “dire” e non solo da “ridere”.
Il mattatore di “Occhi al cielo” è un giovane parroco, don Paolo, ex pugile dilettante di origini calabresi, alle prese con i debiti della parrocchia. Attorno a lui, ovviamente, c’è un variegato e variopinto mondo che occupa, transita, visita l’ ufficio parrocchiale. Suo braccio destro è Beppe, sacrestano e acceso tifoso del Toro. Braccio sinistro è Carmen. Brasiliana di Sao Paolo. Tutta samba.
C’è molta più “comedy” di quanto si possa pensare all’interno del mondo parrocchiale.
E poi… che ci piaccia o no, la parrocchia è parte del nostro immaginario collettivo. Il mio amico Sante e il suo staff vogliano raccontarlo con il sorriso sulle labbra. San Giuseppe lavoratore li proteggerà, ma hanno bisogno anche di venal denaro per l’autofinanziamento, ecco perchè pubblico qui la notizia del progetto. Popolo di smemorati San Giuseppe lavoratore non si offende a veder brillare bigliettoni, se non potete non preoccupatevi non vi fulminerà. Per le indicazioni tecniche accessorie cliccate il cliccabile!

Occhi al cielo. La samba from sante altizio on Vimeo.

Patti Smith un grande omaggio a Giorgio Gaber

Fabio Fazio nella sua “Che tempo che fà” ha ricordato, ieri a dieci anni dalla morte, il repertorio di Giorgio Gaber che si è rivelato quanto mai attuale.  Attraverso l’eccezionale testimonianza di Sandro Luporini, suo storico coautore, che ha raccolto nel libro “G. Vi racconto Gaber”, discussioni, idee, dubbi, storie, e le coincidenze che hanno dato origine ai loro capolavori. Numerosi gli artisti che hanno partecipato alla rievocazione: Patti Smith su tutti, fra gli altri da segnalare Claudio Bisio, Paolo Jannacci, Paolo Rossi, Samuele Bersani, Luciana Littizzetto, Roberto Vecchioni, Neri Marcorè, Arisa e i Piccoli Cantori di Milano che hanno concluso la serata. Gli ospiti sono stati accompagnati dalla band originale di Giorgio Gaber, che si è riunita proprio in occasione di questa serata speciale (Gianni Martini alla chitarra, Luigi Campoccia al piano, Claudio De Mattei al basso, Enrico Spigno alla batteria, Corrado Sezzi alle percussioni, Luca Ravagni alle tastiere). 

Gli artisti si sono avvicendati a raccontare, come mai era stato fatto prima, Giorgio Gaber come artista, come cantante, come attore, come personaggio televisivo: un modo per arrivare alle nuove generazioni, perché possano cogliere la capacità di questo grande artista di parlare di politica, d’amore, della persona come individuo singolo e nel rapporto con gli altri sempre con il medesimo linguaggio, tanto essenziale quanto spiazzante in tutte le sue sfaccettature. “Quando mia figlia mi racconta che ci sono tanti ragazzi della sua età che non hanno potuto conoscere Gaber a teatro ma che lo apprezzano e scrivono su di lui cose entusiasmanti – confessa Sandro Luporini – non posso far finta di restare indifferente. Ho detto spesso che io e Giorgio non abbiamo mai pensato che quello che stavamo facendo con il nostro teatro potesse avere un senso anche per i nostri figli. Non ci ponevamo nemmeno la domanda. Scoprire adesso che ci sono dei ragazzi che apprezzano il nostro lavoro, non posso proprio negarlo, mi fa davvero un gran piacere“. E’ stato proprio questo il senso dello Speciale di Che tempo che fa.

Eccezionale il ricordo di Gaber da parte di Patti Smith che ha interpretato in maniera straordinariamente coinvolgente “I, as a person” un testo di Giorgio tradotto in inglese.

un regalo via etere

cesso b

Quando il suo Servizio Pubblico era Samarcanda o altro nome non importa (tanto fa sempre lo stesso programma), Santoro regalò visibilità a Silvio con i nostri soldi di abbonati Rai. Santoro non è, quindi,  nuovo a questi “regali”, già nel 1994 fece campagna elettorale per Berlusconi che ebbe modo di ringraziarlo successivamente con una bella assunzione. Con questo non voglio parlare di rapporto causa effetto, ma di dati obiettivi. Non si capisce veramente come mai Santoro abbia deciso di dare ulteriore visibilità a uno che in queste settimane è sovraesposto mediaticamente in maniera vergognosa, in considerazione del periodo di campagna elettorale: ma quale servizio pubblico questo è uso privato di servizio pubblico (al netto del fatto che l’emittente non è la Rai).