Giornata Internazionale della Donna: La strada è ancora lunga

festa della donna

Si parla spesso di conciliazione cosa significa veramente? E, soprattutto, in un Paese la cui tradizione culturale non è certo quella più incline alla suddivisione dei compiti di cura, dei cosiddetti “lavori domestici”, che cosa è stato fatto fino ad ora? Molto poco. Allora è compito di noi tutti trovare soluzioni innovative, nuovi modelli organizzativi che migliorino il benessere lavorativo delle donne. È una battaglia lunga, difficile e faticosa, come tutte le lotte che affrontano modelli sociali consolidati. È una strada in salita, ma dobbiamo percorrerla. Lo dobbiamo alle nostre nonne e alle nostre madri, che hanno partecipato a lotte che sembravano ben più ardue (pensiamo al diritto di voto, al divorzio, alla legge 194,…); lo dobbiamo alle donne che verranno, per le quali dobbiamo preparare una società più equa, non bloccata da stereotipi sociali che si ripropongono dalla notte dei tempi. Ma soprattutto, dobbiamo alle nostre donne un’opportunità di cambiamento e di rinnovamento culturale: se lo meritano.

Buon 8 marzo a tutte!

60

Buon compleanno

(Grazie a Google per il gentile pensiero)

Sessant’anni o, se preferite, i “mitici” Sessant’anni sono arrivati.

Gli eventi socio-politici e culturali di questi anni hanno inevitabilmente influenzato e modificato profondamente valori, aspirazioni e stile della mia vita. Ora sono un ragazzo di sessant’anni, diversamente giovane. Dentro questa mia categoria c’è di tutto: i tenaci, gli espulsi, i liberati (dal lavoro) gli edonisti, i nostalgici. Chi vuole la vita “di prima” e chi ne vuole un’altra.

Non c’è più una linea di confine certa tra maturità e la vecchiaia. Le età che un tempo erano dedicate al “meritato riposo”, alla panchina del parco, al tirare i remi in barca, stanno diventando sempre più età in cui si rimane attivi. E i modi cui si è attivi sono molteplici: ad esempio, io continuando a lavorare, prendendomi cura dei familiari che ne hanno bisogno, altri dedicandosi ad iniziative di volontariato, coltivando passioni, facendo sport e attività fisica, viaggiando, imparando cose nuove eccetera.

La vita media si è allungata: siamo a 80-85 anni, e arriveremo, chissà? A 90 anni! Come usare questo tempo in più? Non voglio rispondere a questa domanda, certamente il percorso di vita individuale è più importante dell’età pensionabile e non bisogna aver paura delle sfide e delle svolte, anche brusche. Buona vita a tutti!

Vota: VILLAGGIO LEUMANN!

Villaggio_Leumann_CollegnoV. Leumann

Lungo l’asse di Corso Francia, nella Città di Collegno, è situato il Villaggio Leumann. Il complesso, realizzato da Pietro Fenoglio in chiaro stile Liberty tra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900, è costituito da due comprensori di casette ai lati dello stabilimento tessile su una superficie di circa 60.000 metri quadrati. Tra i numerosi villaggi operai Collegno rappresenta uno dei maggiori esempi di questo fenomeno tipicamente ottocentesco. L’organizzazione urbanistica, l’architettura degli edifici e soprattutto le istituzioni sociali create da un illuminato imprenditore, Napoleone Leumann, fanno del villaggio un organismo di straordinario interesse storico, culturale ed architettonico; un… Continua a leggere

cara elettrice, caro elettore

Il risultato elettorale ha fatto emergere con chiarezza quanto forti siano le ripercussioni della crisi più grave dal dopoguerra a oggi e quanto perentoria sia la richiesta di cambiamento.

Le primarie aperte per la premiership, con oltre tre milioni di votanti, e le primarie per la scelta dei parlamentari che hanno eletto moltissimi giovani e donne sono state il tentativo di dare una risposta nel segno della partecipazione, del civismo e del rinnovamento.

Il centrosinistra non ha ottenuto alle elezioni la possibilità di formare da solo il governo del Paese, ma è maggioranza assoluta alla Camera e relativa al Senato.

Tocca dunque a noi la responsabilità di fare una proposta che sia all’altezza delle aspettative dei cittadini.

Per questa ragione proponiamo un programma di governo basato su otto punti che qualifichino e chiariscano il senso del cambiamento che vogliamo per l’Italia. Proposte di fronte alle quali ciascuno si assumerà la responsabilità di dire un sì o un no davanti al paese.

Sono progetti sui quali è bene che vi sia un pubblico dibattito, alla luce del sole ed è utile il contributo e la partecipazione di tutti. Questo è il link con la descrizione del primo provvedimento: Per un’Italia onesta. Altri ne seguiranno. Vi chiedo di leggere le proposte, discuterle, commentarle, diffonderle, sostenerle e se lo ritenete opportuno contribuire a migliorarle con i vostri suggerimenti compilando il questionario.

Vi chiedo di essere parte attiva del dibattito su queste proposte per un governo del cambiamento all’altezza della crisi sociale e politica che l’Italia sta attraversando. ll primo tema riguarda l’onestà, pubblica e privata. E’ il primo passo da fare: la ricostruzione dell’Italia onesta che tutti desideriamo, con norme più dure contro ogni forma di corruzione, il falso in bilancio e l’autoriciclaggio.

Pier Luigi Bersani

logopd

Serveha detto Bersani – “una fase incisiva che dia il segno che cambia davvero qualcosa, e comunque noi dobbiamo dare voce a questa esigenza che dopo le elezioni si cambi qualcosa, e questo dobbiamo dirlo senza balbettare o partecipare al balletto delle ipotesi”.

Alla base del governo proposto da Bersani – a cui comunque Grillo ha già risposto con un rifiuto, definendo il segretario “un morto che parla” – ci sono otto punti che in sostanza ripropongono il programma elettorale del Pd alla vigilia del voto, ma con una accentuazione maggiore delle misure per “moralizzare” la politica.

I primi due punti riguardano il superamento delle politiche europee di austerity e “misure urgenti sul fronte sociale e del lavoro” – come l’allentamento del patto di stabilità per i Comuni per far ripartire gli investimenti pubblici – mentre il terzo si intitola “riforma della politica e della vita pubblica”, con il dimezzamento dei parlamentari, la riduzione dei loro stipendi e la cancellazione delle province, nonché una legge elettorale col doppio turno di collegio.

Tra gli otto punti, Bersani inserisce anche un pacchetto di iniziative che vanno dalla legge sul falso in bilancio a quella sul conflitto d’interessi, fa un riferimento all’”economia verde” e anche ai diritti – dalle unioni omosessuali alla cittadinanza per i figli di immigrati nati in Italia – oltre che al “potenziamento del diritto allo studio”.

Proposte che verranno messe su Internet per essere discusse e integrate grazie alla “partecipazione” dei cittadini che vorranno così tentare di indirizzare la politica del futuro governo. I segni della “rivoluzione grilliana” cominciano a sgretolare le ingessature della politica italiana.

Tsunami Tour punto x punto

beppegrillo

A carnevale ogni scherzo vale e, al carnevale di Rivoli ieri, mi hanno appioppato il volantino del M5S di Beppe Grillo contenente le date del Tour in Piemonte e “alcuni punti del programma del M5S e delle proposte discusse nel forum e nel blog”. Voglio esaminarli qui e discuterne con voi o miei quattro lettori.

* legge anticorruzione: quale, come da cosa cominciamo? Boh, occorre sicuramente andare a sentire Grillo o leggere il suo blog, ma la politica si fa anche spiegando le proprie idee con quattro parole su un foglietto distribuito all’ignaro passante, o no?

* reddito di cittadinanza: ah, che bel nome per la vecchia, vecchisima indennità di disoccupazione di degasperiana memoria, roba nuova…

* abolizione dei contributi pubblici ai partiti (retroattivi da queste elezioni),

* abolizione immediata dei finanziamenti diretti e indiretti ai giornali: benissimo affidiamo finanziamento dei partiti e della stampa, solo ed esclusivamente ai privati, cioè a coloro che posseggono capitali e potere, potranno scegliere loro direttamente chi proporci, questa è la pura essenza della democrazia, ah come mi piace essere conservatore ogni tanto!

* Introduzione del referendum propositivo e senza quorum,

*obbligatorietà della discussione di ogni legge di iniziativa popolare in Parlamento con voto palese: bene! A quando l’istituzione del plebiscito?

* referendum sulla permanenza nell’euro: demenziale! Ma dove vivi Beppe, sulla Luna? Non sai che per molto meno, una dichiarazione di Berlusconi per esempio, i mercati finanziari ci mazzuolano ben bene? Non sai che il ritorno alla tanto amata lira, che persino la destra estrema agogna, ci porterebbe alla definitiva rovina? O pensi che la Merkel ci perdoni per aver mandato a puttane l’Europa della moneta unica, o meglio ancora, hai forse dimenticato che uno dei motivi fondativi di quella moneta unica è evitare la terza guerra mondiale con partenza Europa!

* una sola rete televisiva pubblica, senza pubblicità, indipendente dai partiti: magari controllata che ne so dalla tanta odiata Mediaset, così solo per suggerire il palinsesto a base di nani e ballerini, no?

* elezione diretta dei candidati alla Camera e al Senato: oh si, siamo d’accordo, magari chessò via internetet…

* istituzione di un politometro per la verifica di arricchimenti illeciti da parte della classe politica negli ultimi vent’anni: d’accordo, trovami la maggioranza che la vota!

* massimo di due mandati elettivi,

* legge sul conflitto di interesse: ok, approvo!

* misure immediate per il rilancio della piccola e media impresa sul modello francese: addirittura! Per vedere affrontato il problema dei problemi italiani, il lavoro (salvo il punto in cui si inventa l’indennità di disoccupazione chiamata qui pomposamente reddito di cittadinanza) si deve giungere al trediciesimo punto della lista d’intenti? E poi di che trattiamo ? Di un fantomatico modello francese: un colpo al cerchio leghista e uno alla botte centrosinistra (amante di Hollande secondo Grillo). Ammazete oh! Dulcis in fundo tre punti buoni:

* ripristino dei fondi tagliati alla Sanità e alla Scuola pubblica con tagli alle Grandi Opere Inutili come la Tav,

* informatizzazione e semplificazione dello Stato,

* accesso gratuito alla Rete per cittadinanza: andrebbe anche detto come spendere i soldi che tornano a Sanità e Scuola Pubblica senza provocar danni, gli altri due punti sono già attivi a macchia di leopardo, sperando che Bersani non passi nelle vicinanze…

Bene siamo già all’autocelebrazione, al culto del movimento duro e puro, ma i risultati dell’azione di governo al comune di Parma o in Sicilia, quando ci sarà dato di vederli?

Bersani ci scrive

logo bersani
Cara elettrice, Caro elettore,
Con le primarie abbiamo bucato il muro del silenzio che per anni aveva circondato le nostre iniziative. Ma il metodo dell’apertura e della partecipazione è stato lo stesso che il Partito Democratico ha utilizzato per preparare nel tempo i documenti programmatici che oggi ci consentono di proporci con consapevolezza e fondatezza alla guida del Paese. Lo stesso che ci ha consentito di vincere le elezioni amministrative e di prendere la guida delle grandi città, nel Mezzogiorno, come in tutto il Nord. Lo stesso che ci ha consentito di contribuire in modo determinante alla caduta di Berlusconi. Per il bene del Paese abbiamo sostenuto un governo di transizione. Lo abbiamo fatto lealmente e con trasparenza, anche se non tutto ciò che è stato fatto ci è piaciuto. Sappiamo bene, perché noi democratici viviamo in mezzo alla realtà comune dei nostri concittadini, quale sia oggi la sofferenza, il disagio, la sfiducia. Conosciamo la realtà e non la nascondiamo dietro rappresentazioni di comodo. Ma conosciamo anche le energie positive che l’Italia può mobilitare per una riscossa. Ora dunque bisogna andare oltre l’esperienza del governo di transizione, ci vogliono più lavoro, più equità, più giustizia sociale. Senza raccontare favole o promettere miracoli, sappiamo che tutti insieme possiamo costruire tempi migliori. Ci vorranno riforme per mettere pulizia nella vita pubblica, per fare crescere l’occupazione, per garantire i servizi rafforzandoli per le persone e le famiglie più deboli ed esposte. Per ottenere questi risultati il Paese ha bisogno di un governo stabile. Il cammino per la ricostruzione del Paese sarà lungo. Solo il Pd e il centrosinistra oggi sono in grado di offrire questa prospettiva e di caricarsi di questa responsabilità.

Per questa ragione c’è bisogno di una mobilitazione straordinaria. Voi avete già partecipato alla costruzione di un nuovo modo di fare politica, attraverso il voto alle primarie. Ora potete essere decisivi con il vostro impegno a sostenere il Partito Democratico alle elezioni politiche.

Il 24 e 25 febbraio ci sarà la sfida alla quale ci stiamo preparando da tempo. La tua iniziativa personale sarà il valore aggiunto che potremo portare nei giorni finali della campagna elettorale.

Pier Luigi Bersani

Puoi comunicare come vuoi essere informato e come vuoi attivarti per collaborare alla nostra campagna elettorale. Di seguito trovi il link per il questionario che puoi compilare, la data limite è martedì 5 febbraio.

Link al questionario

Io provo a rispondere, con parole mie, anche dalle colonne modeste, ma credo oneste di questo blog. Rispondo cioè senza vincoli di domande o trappole semantiche. Le primarie sono state sicuramente un grande evento democratico, ma sopratutto pubblicitario. Io ho partecipato attivamente e personalmente come rappresentante di lista di S.E.L. convinto allora, come ora che la mia parte stia con “il racconto” di Nichi Vendola che, detto incidentalmente, è mio corregionario. Non credo comunque che solo il fatto di essere pugliese mi abbia spinto nelle file di S.E.L. fin dall’epoca delle fabbriche di Nichi. Sono convintissimo che il lavoro vada messo al centro della politica del prossimo governo. Difendendo e creando lavoro si esce con forza dalla crisi economica in cui ci hanno spinto scelte altrui che subiamo da troppo tempo. Certo, non dimentichiamo che il debito pubblico enorme che dobbiamo pagare è frutto di politiche clientelari tutte italiane.

Caro Bersani non chiediamo ne favole ne miracoli, ma la devi smettere di continuare a tenere bordone a Monti e schiacciare l’occhiolino alla tua destra, sappi che a causa di poche e ben piazzate tue parole S.E.L. ha perso un consenso pari al 2 per cento di quello attribuito dai sondaggi post-primarie. Certo S.E.L. stà scontando la “salita” in politica dell’ottimo magistrato Ingroia, ma molto della perdita di consenso, anche interno, di Vendola è dovuto alla tua tattica e alla tua strategia. Non contento delle primarie hai voluto le così dette parlamentarie, occasione di finta democrazia a cui hai costretto anche S.E.L. . Ecco mi pare di poter dire che questo non è affatto un buon viatico per la riuscita della coalizione di centro-sinistra così brillante al tempo delle primarie e così depressa alla vigilia delle vere elezioni.

Concludo dicendo che la mia mobilitazione personale, sarà straordinaria, ma nel sostegno di Nichi Vendola fino al punto di sovrapposizione con le posizioni del PD. Se questo dovesse verificarsi, sarò molto più deluso da Vendola di quanto lo sono stato in occasione delle finte primarie parlamentarie.

Con immutata simpatia

Giacomo Nigro

quest’anno voglio andare in bici

Ho sempre pensato che la bicicletta fosse rivoluzionaria.
Durante la “settimana rossa” del giugno 1914, il comandante della divisione militare di Ravenna scriveva: “E’ un fenomeno impressionante, che si spiega colla perfetta organizzazione delle masse cosiddette proletarie, colle condizioni topografiche del territorio, il più ricco di strade della penisola, e coll’immenso numero di biciclette esistente in provincia. Nella sola Ravenna se ne contano 30.000 e nella provincia ascendono a 76.000.”
(cit. in Guido Crainz, Padania, Donzelli, 1994.)

Si, è deciso: incremento il numero delle ore in sella per far contento il medico, ma sopratutto me!

my bicicle

Berlino, 31 dic. 2012 (Adnkronos/Dpa) – Si é concluso a Berlino, il giro del mondo in bicicletta del tedesco Thomas Grosserichter, appassionato di sport estremi. Dopo un viaggio durato tre mesi ed oltre 28.500 chlometri, l’atleta 27enne é arrivato alla Porta di Brandemburgo.  Secondo quanto ha riferito un suo accompagnatore, percorrendo Asia, Australia, America del Sud e del Nord e Europa in 105 giorni, un’ora e 44 minuti, Grosserichter ha battuto l’ultimo record di giro del mondo in bicicletta registrato nel libro dei Guinnes, che era di 127 giorni.