auguri a tutti e tre

nichi vendola_eddi testa

“Se Nichi ed Ed sono felici, io sono loro amico e non posso che esser felice con loro. Non ho altro da dire e, siccome è un argomento che non conosco e delicato, non aggiungo altro”, sono parole di Michele Emiliano Presidente in carica della Regione Puglia che faccio mie, ma aggiungo Auguri a tutti e tre.

L’Europa, la Grecia e noi…

Tzipras

Il giudizio storico si incaricherà domani di dare ad Alexis Tsipras quel che gli spetta, nel bene e nel male. Ora è invece fondamentale formulare un giudizio politico che sia all’altezza della lezione che da questi fatti va tratta. C’è chi sostiene (Nichi Vendola) che “Tsipras è il vero alfiere della nuova Europa” in quanto artefice di “un compromesso che apre varchi nel muro delle regole dell’austerity”. E che “se perde Tsipras perde l’Europa”. In sintonia con tali giudizi, va profilandosi nel nostro Paese il cammino di una “sinistra di governo” che intende distinguersi da un’ “estrema sinistra di mera testimonianza”. Sul fronte della prospettiva europea e dei rapporti interni all’Ue, l’architrave che sorregge una tale “responsabile” impostazione puo’ essere sintetizzato nella seguente formulazione: superare l’austerita’ tedesca senza mettere in discussione l’euro (e l’Ue). Qui sta lo snodo cruciale che l’oggettivita’ propone. E qui sta il nodo gordiano da recidere: poiche’ proprio alla luce della drammatica vicenda greca – vicenda emblematica che mette alla prova la tenuta dell’Ue in quanto tale – quella formulazione risulta un’impossibile quadratura del cerchio. Riproporla ora equivale a un’operazione retorica che di fatto – se ne sia o meno consapevoli – riempie il non detto di un’adeguamento all’ordine dato delle cose.

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scissors

pd

«Non c’è alcun rischio di scissione. Supereremo questa situazione, non mi pare molto drammatica», ha detto in proposito il portavoce della segreteria Lorenzo Guerini, parlando a Sky Tg24. «Unità e democrazia interna al partito si realizzano nelle sedi di partito. E in direzione mi pare che la democrazia sia stata giustamente ampiamente praticata: si è discusso, ci si è confrontati». Dopodichè «Cuperlo ha preso questa sua decisione» e «ora la nuova presidenza verrà decisa dall’assemblea nazionale quando sarà convocata».

Ma secondo Gad Lerner: «nonostante le dichiarazioni di rito tutte contrarie alla scissione del Partito Democratico, varie convenienze rendono questo pericolo tutt’altro che scongiurato. La stessa proposta di riforma elettorale Renzi-Berlusconi-Alfano mette l’area della sinistra italiana in fibrillazione. Così com’è, taglia fuori Sel dal Parlamento e nello stesso tempo riserva alla benevolenza di Renzi quali e quanti esponenti dell’opposizione interna al Pd potranno diventare deputati. L’auspicio di riesumare un partito di sinistra, nel quale riunire Sel e l’ala anti-renziana del Pd (col vantaggio di poter superare la soglia di sbarramento), trova molti proseliti anche se per il momento circola silenziosamente. L’idea, una volta costituito il partito della sinistra, sarebbe poi di allearsi col Pd di Renzi ridimensionato; ma si sa come vanno queste cose: la sinistra frantumata di regola apre la strada alla vittoria della destra. Anche per questo, ma non solo per questo, considero sciagurata l’ipotesi di una scissione del Pd. Le linee culturali di separazione tra le diverse componenti riformiste, risulterebbero anacronistiche. Gli esiti, poi, penalizzerebbero il tessuto democratico già logoro di questo paese. Ma ciò non toglie che a molti nostalgici del partito di sinistra la scissione piaccia; e che a una parte dell’apparato politico convenga.»

La nostalgia, in un momento come questo è più che legittima, vediamo come va a finire.

Nichi rottama Sel?

CONFERENZA STAMPA PD
Il Giovane Turco Matteo Orfini immagina Sel dentro al PD già al prossimo congresso. E’ una prospettiva verosimile?

Se noi non rincorriamo formule magiche o scorciatoie organizzativistiche, abbiamo un problema davanti a noi che è la costruzione del soggetto politico della sinistra del futuro. L’inadeguatezza dei contenitori attuali e anche la crisi storica della forma partito ci consegnano una ricerca che ha diversi ingredienti per diventare non un’operazione da laboratorio. Ecco gli interrogativi che ci troviamo davanti: come si ricostruisce l’agire collettivo capace di rifondare esperienze di comunità solidali? Come si libera il campo della sinistra dalle micidiali ipoteche della cultura liberista? Come si aggredisce il nodo del disfacimento del sogno europeista e come si pratica concretamente una democrazia di genere attraversata dalla contraddizione feconda del pensiero della differenza? Io credo che Sinistra ecologia e libertà sia nata proponendosi in partenza il tema della propria inadeguatezza. Ci siamo sempre posti come strumento a disposizione, abbiamo detto fin dall’inizio che più che un partito, volevamo riaprire la partita. Questa è la bussola che ci orienta e che ci rende più pesanti sulla scena pubblica di quanto non dica il consenso elettorale che abbiamo. Non c’è confluenza o una fusione a freddo, ma un problema che riguarda la natura e i nodi da sciogliere sulla natura del Pd. E poi ci sono le questioni di una formazione come Sel che non punta all’autosufficienza, ma alla costruzione di un luogo grande, che consenta non solo di dare casa a tutte le sinistre, una casa popolare, innovativa, accogliente e plurale ma che consenta il rimescolamento di tutte le culture politiche, una felice convivenza del riformismo e del radicalismo e il duplice superamento, da un lato, del radicalismo massimalista e testimoniale, e dall’altro, di quel riformismo che ha rappresentato la resa culturale della sinistra.

Che avrà voluto dire Nichi Vendola?

In questi ultimi giorni abbiamo assistito a una sorta di retro campagna elettorale, per la prima volta nella storia repubblicana, si è verificato che, in attesa di formare un governo e, anche a causa di una fase d’ingolfamento istituzionale, i principali partiti si sono nuovamente scontrati in manifestazioni tipicamente pre-elettorali.
PD e Pdl si mostrano i muscoli, in attesa di eleggere un Presidente della Repubblica che risolva la crisi politica in cui siamo incappati a causa dei risultati elettorali che hanno diviso in tre parti praticamente uguali il campo della politica nazionale. Sembra che i contendenti di preparino più alle nuove elezioni che alla formazione di un governo.
Nell’ambito di questa impasse che ha come protagonista principale il PD che, pur avendo vinto le elezioni, non riesce ad assicurare una maggioranza stabile, che sostenga un governo legittimo a misura di Costituzione, si discute anche del futuro prossimo di questo partito. In questa situazione è intervenuto il ministro per la Coesione Territoriale Fabrizio Barca, del governo Monti, lanciando il suo manifesto “Un partito nuovo per il buon governo”, con un documento-saggio in cui egli segnala con forza la necessità per il Paese di forze politiche robuste e ben radicate sul territorio.
“Con Barca naturale sintonia”, ha dichiarato Nichi Vendola, uno dei principali interlocutori scelti, dal ministro, subito dopo la sua recentissima iscrizione al PD nel quale intende impegnasi per una radicale riforma del partito. Questo potrebbe preludere a un avvicinamento ulteriore di SEL e PD.
Durante l’Assemblea Nazionale di SEL Vendola ha chiarito che non è prevista alcuna annessione né alcuno scioglimento nel PD, si tratta solo di stupide semplificazioni. Prima perché con questo PD, dalla natura mai definita, non è possibile alcuna fusione, poi perché il ruolo di SEL non è ancora esaurito anzi, è ancora utile alla sinistra e al Paese. Comunque non è stato mai negato che un soggetto unico della sinistra è sempre stata la stella polare di SEL. Tema che si tenterà ancora di portare avanti con convinzione, senza negare fragilità, mancanze e le difficoltà poste da questo difficile percorso.
A confermare l’identità, il progetto e l’indipendenza di SEL dal PD, è giunta la richiesta formale d’adesione al Partito Socialista Europeo, con larga maggioranza favorevole ieri all’Assemblea Nazionale, decisione che andrà discussa a livello locale e magari ratificata definitivamente nel prossimo congresso che si terrà in autunno o al massimo entro fine anno.
Sinistra ecologia e libertà è nata proponendosi in partenza il tema della propria inadeguatezza. Si è sempre posta come strumento a disposizione, fin dall’inizio più che essere un partito, SEL voleva riaprire la partita. Questa è la bussola che l’orienta e che la rende più pesante sulla scena pubblica di quanto non dica il consenso elettorale. Il compito è la costruzione di un luogo grande, che consenta non solo di dare casa a tutte le sinistre, una casa popolare, innovativa, accogliente e plurale ma che consenta il rimescolamento di tutte le culture politiche, una felice convivenza del riformismo e del radicalismo e il duplice superamento, da un lato, del radicalismo massimalista e testimoniale, e dall’altro, di quel riformismo che ha rappresentato la resa culturale della sinistra.
Insomma non c’è ne confluenza ne una fusione a freddo con o nel PD, ma un problema che riguarda la natura e i nodi da sciogliere sulla natura del PD, probabilmente solo dopo che questi chiarimenti saranno realizzati si potrà parlare definitivamente di un nuovo soggetto nella sinistra italiana.

cambiare si può

Laura Boldrini

Pierluigi Bersani e Nichi Vendola hanno sopreso tutti azzeccando la scelta dei nomi da proporre al Parlamento per la presidenza dei suoi due rami; scelta che ha costretto i grillini a fare i conti con la propria coscienza almeno al Senato. Boldrini e Grasso, non sono Franceschini e Finocchiaro, il nuovo (entrambi neo-eletti) contro il vecchio. Questa mossa ha indotto lo scontro interno al MoVimento 5 Stelle sopratutto al Senato dove a Bersani mancano i numeri. I grillini in una seduta d’urgenza convocata prima del ballottaggio Grasso-Schifani si sono scontrati fra loro e il Movimento è imploso tra pianti, urla e recriminazioni. La spaccatura ha dato i suoi frutti.

La reazione di Grillo non si è fatta attendere di fronte agli avvenimenti Grillo ha reagito così sul suo blog:
“Nella votazione di oggi per la presidenza del Senato è mancata la trasparenza. Il voto segreto non ha senso, l’eletto deve rispondere delle sue azioni ai cittadini con un voto palese. Se questo è vero in generale, per il MoVimento 5 Stelle, che fa della trasparenza uno dei suoi punti cardinali, vale ancora di più. Per questo vorrei che i senatori del M5S dichiarino il loro voto.
Nel “Codice di comportamento eletti MoVimento 5 Stelle in Parlamento” sottoscritto liberamente da tutti i candidati, al punto Trasparenza è citato:
– Votazioni in aula decise a maggioranza dei parlamentari del M5S.
Se qualcuno si fosse sottratto a questo obbligo ha mentito agli elettori, spero ne tragga le dovute conseguenze.”

Una crepa nel monolite 2.0 si è aperta proprio alla prima prova dei fatti, la democrazia si è fatta pratica e la teoria della distruzione del sistema ha vacillato. Quando il voto può decidere se a guidare il Senato debba essere una bandiera dell’antimafia o un signore incardinato al sistema e dal passato mille volte discusso i dubbi ti strozzano l’anima e ti fanno sconfessare la linea dell’equidistanza dalla casta.

Il centro sinistra ha fatto un passo avanti, ma la strada è lunga e piena di accidenti. Ora Napolitano ha qualche piccola possibilità in più per diradare la nebbia politica che lo avvolge, forse potrà dare l’incarico per formare il nuovo Governo a Bersani senza dover transitare da alambicchi e contorsioni per sondaggi del terreno. Intanto Berlusconi mastica fiele.

analisi del voto di Gianni Gelmini

copertina
L’unica via che mi pare possibile è un governo “Bersani” (o di altro esponente della coalizione prima nel Parlamento; perché no Vendola o ripescare Prodi?) con il preciso scopo delle riforme condivise col Movimento 5 stelle, riforme che sono poi quelle che almeno il 60% degli italiani si attende; occorre un profilo basso, ma incisivo; in pratica riformare lo Stato in senso democratico e per il benessere diffuso, non per i “belli” del potere.

Credo che così si possa avere un Governo stabile, che almeno ci porti fuori dalla crisi, quindi che duri alcuni anni e non certo un governo per fare solo la legge elettorale per tornare a votare.

Dico che occorre un Governo che duri, per molti motivi, anche di convenienza dei partiti. Né al PD, né a Grillo conviene tornare subito alle elezioni: entrambi perderebbero tutto, ma anche perché le riforme non si fanno in pochi mesi: smantellare in sistema ingessato, come quello italiano, e una cosa complessa e occorre parecchio tempo per mettere il tutto a regime, strada facendo, correggere gli inevitabili errori che si fanno e si possano valutare i risultati.

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the sound of silence

Un paese messo in ginocchio dagli effetti devastanti della crisi e dal fallimento politico di una destra inetta e corrotta, ha la possibilità di aprire le porte del cambiamento.
Lo può fare con la forza innovativa delle sue risorse migliori: i giovani che vogliono cambiare il tempo frantumato della precarietà in tempo di lavoro e di vita, le donne che aspirano a diritti paritari e all’autonomia soggettiva, gli anziani che si sottraggono alla marginalità in cui sono relegati dalle condizioni del presente per affermare di avere un futuro nel quale memoria ed esperienza siano valori da trasmettere.
E risorse del cambiamento sono le lavoratrici e i lavoratori che hanno scontato nel buio di questi lunghi anni l’umiliazione del lavoro vilipeso e perduto, sfruttato e privato persino dei diritti essenziali. Come sono una risorsa quelle imprese che operano per creare lavoro nel rispetto del territorio e della legalità e che vedono negata ogni possibilità di accesso al credito da una finanza intenta a speculare bruciando economia reale.
Abbiamo incontrato ognuna di queste risorse, insieme alle loro sofferenze ed aspettative, in quella meravigliosa esperienza di partecipazione e di democrazia rappresentata dalle primarie del centrosinistra. La passione e la speranza che esse hanno messo in moto ci consegnano adesso un patrimonio che il voto deve raccogliere per trasformarlo nella sfida del governo.

Sinistra Ecologia Libertà chiede un voto consapevole e responsabile per vincere questa sfida. Presentiamo a voi un programma concreto di alternativa alle politiche fin qui seguite dalle due destre che sinora ci hanno governato, prima Berlusconi e poi Monti.
Candidiamo donne e uomini che con le loro provate competenze si sono misurati con le problematiche del lavoro e dell’immigrazione, dell’informazione e del sapere, dei diritti e dell’ambiente, come, tra gli altri, Laura Boldrini, portavoce dell’Alto Commissariato della Nazioni Unite per i Rifugiati – Roberto Natale, presidente della Federazione Nazionale della Stampa – Monica Frassoni, co-presidente dei Verdi europei – Renzo Ulivieri, presidente dell’Associazione Italiana Allenatori Calcio – Giorgio Airaudo, della segreteria nazionale Fiom – Pape Diaw, portavoce della comunità senegalese – Giovanni Barozzino, operaio licenziato Fiat di Melfi – Ida Dominijanni, giornalista – Giuliano Volpe, rettore dell’Università di Foggia.

Qui trovi tutti i candidati di Sinistra Ecologia Libertà!

Siamo l’unica forza politica ad aver scelto il criterio di eleggibilità, per oltre il 43% delle donne nelle liste di Camera e Senato. Il voto a Sinistra Ecologia Libertà ha una doppia valenza: contribuisce a far vincere la coalizione di centrosinistra e rafforza la sinistra fin qui esclusa dal Parlamento. È un voto per vincere, per governare, per cambiare l’Italia, costruendo un futuro di dignità.

 

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Siamo arrivati alla fine della campagna, venerdì a mezzanotte scatterà il silenzio elettorale e vorremmo passare l’ultima serata insieme in allegria.
Vogliamo innanzitutto ringraziare tutti i circoli e tutte le candidate e i candidati che in queste settimane non si sono risparmiati e hanno girato in lungo e in largo tutto il nostro territorio. Sono oltre 60 gli eventi organizzati, tantissimi i banchetti e i mercati battuti, decine gli incontri con associazioni e realtà strutturate.
Nonostante le poche risorse pensiamo che il partito sia riuscito a condurre una bella campagna elettorale.
Ora non ci resta che l’ultimo sforzo in vista della due giorni elettorale, uno sforzo per convincere gli ultimi indecisi, per far capire a tutti l’importanza del voto dato al nostro partito, perchè il voto a SEL vale triplo: 1) Perchè fa vincere la coalizione di Vendola e Bersani 2) Perchè manda in parlamento candidate e candidati di sinistra 3) Perchè SEL è l’unica forza di sinistra che si candida a governare

Vi invitiamo dunque tutti Venerdì sera dalle ore 21 in avanti al caffè Liber in Corso Vercelli 2, per festeggiare rilassarci e allentare la tensione prima dei giorni del voto!

Nichi Vendola alle Officine delle E a Torino

Ieri sera alle 21:00 Nichi Vendola ha incontrato i suoi elettori torinesi presso il Gruppo Abele di Corso Trapani a Torino. Erano presenti i capi lista Airaudo, Mattioli e Curto, moderava Gad Lerner che ha introdotto al dibattito rappresentanti della società civile in difficolta per il rispetto dei diritti per lavoro e stato civile. I ragionamenti di Vendola sono stati lucidi e precisi come al solito. Uno in particolare mi ha colpito: ”Il populismo in Italia e in tutta l’Europa rappresenta una deriva molto pericolosa, ma non si batte con l’esorcismo, per questo il centrosinistra deve presentarsi come una coalizione che costruisce un nesso tra la politica e la speranza. Bisogna saper cogliere il senso sociale di rabbia e risentimento che si esprime in tanti settori ma al populismo si deve contrapporre una grande visione riformista che abbia al centro il progetto della giustizia sociale e il rinnovamento”. Egli distingue cioè fra le figure populiste di Berlusconi e Grillo e coloro che li seguono in TV e nelle piazze. Con questi ultimi occorrerà ragionare per ricondurli a un ragionamento di governo e non di mera protesta generica e disomogenea. Come non essere d’accordo?

Un video con Nichi Vendola e Gad Lerner sull’omofobia.

Vincere le elezioni per governare

Nichi Vendola:
Rispetteremo il programma comune del centrosinistra ma ci sentiamo liberi di fare le nostre proposte in Parlamento per migliorare ulteriormente. Saremo leali e affidabili, ma Sinistra Ecologia Libertà non si scioglie dentro la coalizione.

Un esempio: sui diritti civili noi faremo comunque la nostra proposta di legge per i matrimoni tra persone dello stesso sesso. Se troveremo una maggioranza in Parlamento, anche grazie al voto di altre forze che la pensano come noi, la proposta diventerà legge.
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Al Governo per cambiare le priorità
No all’acquisto degli aerei da guerra F35. Costruire 10mila asili nido. Mille cantieri per mettere in sicurezza il territorio. Chi nasce in Italia è italiano. Raddoppiare le risorse da destinare a cultura, ricerca e formazione

Al Governo per rafforzare il lavoro
Un piano straordinario per l’occupazione da 50 miliardi. Detassare le nuove assunzioni e gli investimenti per l’ambientalizzazione. Abrogare l’articolo 8 che consente la deroga ai contratti nazionali. Ripristinare l’articolo 18.

Al Governo per cambiare il welfare
Lo Stato sociale non è un costo. Reddito minimo garantito di 600 euro al mese per chi non lavora. No ai tagli, la sanità pubblica è una priorità della democrazia.

Al Governo per rafforzare lo Stato
Legge sul conflitto di interessi: chi fa politica non può avere interesse economici e finanziari. Una vera legge contro la corruzione. Tagliare gli sprechi e i costi della politica. Riduzione drastica dei consigli di amministrazione, attraverso la nomina dell’amministratore unico.

Al Governo per cambiare il Fisco
Tassare le rendite finanziarie sopra il milione per ridurre le imposte sul reddito al 90% dei contribuenti onesti. Eliminare l’IMU sulla prima casa per chi paga fino a 500 euro costerebbe 2,3 miliardi. A beneficiare della proposta sarebbero 5,9 milioni di famiglie (il 41%).

Al Governo per rafforzare la democrazia
Tre punti chiave: una riforma della legge elettorale che cancelli il Porcellum e garantisca rappresentanza e governabilità, una nuova normativa per la democrazia nei luoghi di lavoro e – finalmente – una nuova legge sulla cittadinanza, basata su un semplice principio: chi nasce in Italia deve essere considerato cittadino italiano. No alla politica delle quote rosa, sì all’obbligo della parità di genere: perché servono atti legislativi mirati a garantire una reale uguaglianza tra i sessi in tutti i luoghi decisionali di aziende e istituzioni.

Circolo Sinistra Ecologia Libertà di Collegno
Via Bendini, 11
10093 Collegno (TO)
3423783595
selcollegno.blogspot.com
sel.collegno@live.it

puo accadere

impastato

Può accadere che, a Ceglie Messapica a cura del locale Circolo S.E.L. “Peppino Impastato”, si organizzi un incontro con Giovanni Impastato, fratello di Peppino Impastato per presentare il suo libro: “RESISTERE A MAFIOPOLI – La storia di mio fratello Peppino Impastato”.

Mafiopoli

All’inconto sono Intervenuti Giovanni Impastato appunto, Toni Matarrelli Consigliere Regionale S.E.L. insieme a Nicola Trinchera Consigliere Comunale di Ceglie Messapica il tutto coordinato da Romina Albano Segretaria del Circolo S.E.L. Ceglie Messapica.

Può accadere che anche gli studenti del locale Liceo Agostinelli incontrino Giovanni Impastato, presso il Teatro comunale dimostrando che sono in grado di interessarsi ai temi della legalità.

Può accadere che un blogger cegliese rivolga dalle pagine del suo blog un appello: “Gentilissimo signor Giovanni, ho sempre ammirato al figura di vostro fratello e ricordo benissimo quel nove maggio di tantissimi anni fa. Un terrorista esploso mentre piazzava una bomba. Piccoli trafiletti sui giornali impegnati a descrivere le modalità del ritrovamento del cadavere di Moro. Solo Lotta Continua, il Quotidiano dei Lavoratori e Il Male difesero la memoria di Vostro fratello. Il PCI in quel periodo si era fatto Stato. Oggi Voi siete a Ceglie ed io e tanti miei amici purtroppo a malincuore, non ci saremo. Personalmente mi fa schifo l’ipocrisia e la strumentalizzazione ed in questo frangente l’ipocrisia e la strumentalizzazione ammorberanno la sala. Sarà per un’altra volta.”  Firmato: Domenico Biondi (Il Diavoletto).

Può accadere che nasca una polemica fra giovani apartitici e adulti impegnati politicamente circa la paternità dell’organizzazione dell’incontro. Può accadere insomma che quel che si muove intorno a S.E.L. in questi giorni sia origine di turbolenze. Un movimento, quello di S.E.L., trasformatosi in pochissimi anni in un partito strutturato che si trova ora ad essere in una posizione centrale nell’agone politico nazionale. E’ talmente centrale che i soloni della carta stampata e dei massmedia in generale se ne occupano come non mai perchè, essendosi alleato con il PD, i voti di S.E.L. saranno determinanti per la vittoria della coalizione di centro-sinistra.

S.E.L. si trova, in questi giorni cruciali, in una situazione di sovranità limitata dalla scelta di allersi con il PD che comunque strizza l’occhio alle realà politiche centriste che si sono coalizzate intorno a Monti. Fatto nuovo, che ne complica la posizione, l’irruzione sulla scena del movimento arancione indirizzato forzosamente verso la Rivoluzione Civile di Ingroia, che ha bruciato tutti con la creazione del suo partito. Questo nuovo partito, che si avvale dell’appoggio di molti comunisti della diaspora oltre che del partito di Di Pietro, erode la già abbastanza ridotta forza elettorale di S.E.L. . Tornare indietro non si può, pertanto, occorre uno scatto alla Nichi Vendola per ritrovare energie che sembrano ridotte al lumicino. Si Nichi, andiamo dove ci porta il cuore!