la propaganda Si Tav del TG3 regionale

Il tg3 regionale del Piemonte si distingue da anni per la sua informazione destrorsa nella quale hanno sguazzato le gesta di Pdl e Lega e le grandi avventure del ragazzo prodigio Cota. Stasera, a ridosso della grande marcia No-Tav di sabato, la redazione si è affannata a dare voce a tutte le nature Si-Tav a partire dal Sindaco di Torino il PD Piero Fassino, contrastato in consiglio comunale da Michele Curto di Sel, per passare da un oscuro membro del Pdl locale che non pareva informato sulla posizione del Partito Democratico visto che insisteva su una fantomatica posizione ostativa alla Tav da parte di quel partito. Il prode Cota si è eclissato, mentre naturalmente i tecnici rappresentanti del TAV, come Virano, si profondevano nelle solite elucubrazioni sul filo della diplomazia. Il popolo della Valle di Susa e i suoi rappresentanti hanno ampiamente dimostrato sabato come la pensano.

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ricominciamo da tre

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Presso la fabbrica delle E in corso Trapani 91/b a Torino Lunedì 11 Marzo alle ore 21 tutti gli iscritti si riuniranno per discutere insieme dei risultati elettorali, ma sopratutto delle nuove sfide politiche dei prossimi mesi. Lo stimolo di ripartenza verrà dal famoso dialogo del film di Massimo Troisi:

« Troisi: Chell ch’è stato è stato… basta, ricomincio da tre…
Arena: Da zero!…
Troisi: Eh?…
Arena: Da zero: ricomincio da zero.
Troisi: Nossignore, ricomincio da… cioè… tre cose me so’ riuscite dint’a vita, pecché aggia perdere pure chest? Aggia ricomincià da zero? Da tre! »

Perchè crediamo che non si debba dispedere il tanto lavoro fatto, la passione di tanti militanti e tanti attivisti. Davanti ci si aprono nuovi scenari e un Italia che ha voglia di cambiare.
Ricominciamo da TRE parole, Sinistra Ecologia Libertà.

***

Precisazione, a causa della prima riunione dei parlamentari eletti convocata a Roma per Lunedì vi comunichiamo che l’attivo degli iscritti è convocato per Mercoledì 13 Febbraio presso la federazione in Lungo Dora Savona 2, Torino alle ore 21,00.

Tutte e tutti sono invitati a discutere insieme dei risultati elettorali ma sopratutto delle nuove sfide politiche che ci attendono nei prossimi mesi.

prima delle elezioni

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Michele Curto, classe 1980, nato a Torino da un ex-operaio e da una dipendente delle poste. Ecco un altro giovane nome della politica piemontese; come dice lui stesso: «ho sempre fatto politica, perché intendo il mio impegno sociale come “politica” nel senso più puro». Storico fondatore dell’associazione Terra del Fuoco, si candida alla Camera dei Deputati con SEL per la circoscrizione Piemonte 1.

Come e perché hai deciso di fare politica?
«Cominciai a “fare politica” al liceo, in un movimento studentesco nato a seguito alla battaglia contro i finanziamenti pubblici alla scuola privata, e che con il tempo divenne un importante motore di cambiamento e di formazione per un’intera generazione. Subito dopo l’esperienza di Genova 2001 decisi di fondare l’associazione “Terra del Fuoco”, di cui sono stato presidente per dieci anni. Durante questo periodo ho proseguito facendo politica nel senso più alto del termine, cercando cioè di provare a migliorare la società attraverso un concreto impegno sociale: ho inventato il progetto “Treno della Memoria”, che ancora oggi conduce migliaia di giovani a visitare i campi di Auschwitz e Birkenau; ho fondato insieme a Libera la rete internazionale FLARE, che si occupa di antimafia in tutta Europa; ho lavorato e lavoro ancora a fianco di famiglie Rom a Settimo Torinese. Poi, poco più di due anni fa, ho deciso di lasciare le mie realtà associative per entrare in un partito perché sentivo che fosse giunto il momento di provare a prendere le redini dei processi politici e governarli direttamente. Ritengo di dover provare a giocare la partita in prima persona, mettendoci la faccia».

Qual è il motivo per cui credi nella politica e come credi che il tuo partito valorizzi i giovani?
«Ho sempre creduto nella politica; la politica è l’arte di scegliere ed è il cardine di ogni stato democratico. Spesso si confonde la politica con chi la politica la fa da anni ed è sbagliato, questa confusione è alla base dei problemi di rappresentanza nel nostro paese. Ma il deterioramento della classe dirigente italiana è anche colpa dei tanti cittadini che in questi anni hanno preferito sostenere che la politica fosse tutta sporca, che i politici fossero tutti uguali e che tanto nulla sarebbe potuto cambiare. Così facendo abbiamo creato un gigantesco alibi per l’establishment, che semplicemente si è auto-conservato. La politica va conquistata, attraverso la partecipazione diretta, l’impegno personale e il coraggio delle persone che decidono di fare un passo avanti. Sui giovani, innanzitutto credo che non siano dei “panda” da difendere: sono cittadini e così come tutti gli altri cittadini si devono impegnare in prima persona per costruire una classe dirigente che diventi il naturale ricambio di quella attuale. Nel nostro partito di giovani ce ne sono tanti, basti pensare che l’età media delle nostre liste è tra le più basse in Italia, in particolare in Piemonte. Questo semplicemente perché le forze motrici di questo partito sono appunto giovani ed è la nostra forza».

Una volta eletto, cosa faresti in concreto per i giovani? Quali invece le iniziative sul territorio?
«Due sono i grandi temi da affrontare, l’istruzione e il lavoro, argomenti strettamente connessi che devono diventare il frutto di un cambiamento radicale delle scelte politiche di questo paese. Abbiamo assistito negli ultimi anni a una costante diminuzione della spesa per l’istruzione e questo sta impedendo all’Italia di crescere, socialmente e culturalmente: la mobilità sociale in questi ultimi anni è crollata in modo drammatico. Su tutto ciò si innestano le politiche sul lavoro che di fatto stanno ulteriormente peggiorando le condizioni di vita dei giovani. Che cosa fare dunque? Due cose, molto semplici ma radicali: invertire le priorità di spesa tagliando le spese militari, le grandi opere, gli sprechi, e fare una seria lotta all’evasione, reintroducendo il reato di falso in bilancio e prevedendo la confisca dei beni per corrotti e corruttori. A questo bisogna far seguire un grande potenziamento dell’istruzione e della ricerca, facendo così ripartire l’economia attraverso politiche che prevedano investimenti come la risistemazione del territorio dal dissesto idrogeologico».

(fonte La Stampa – Torino)

the sound of silence

Un paese messo in ginocchio dagli effetti devastanti della crisi e dal fallimento politico di una destra inetta e corrotta, ha la possibilità di aprire le porte del cambiamento.
Lo può fare con la forza innovativa delle sue risorse migliori: i giovani che vogliono cambiare il tempo frantumato della precarietà in tempo di lavoro e di vita, le donne che aspirano a diritti paritari e all’autonomia soggettiva, gli anziani che si sottraggono alla marginalità in cui sono relegati dalle condizioni del presente per affermare di avere un futuro nel quale memoria ed esperienza siano valori da trasmettere.
E risorse del cambiamento sono le lavoratrici e i lavoratori che hanno scontato nel buio di questi lunghi anni l’umiliazione del lavoro vilipeso e perduto, sfruttato e privato persino dei diritti essenziali. Come sono una risorsa quelle imprese che operano per creare lavoro nel rispetto del territorio e della legalità e che vedono negata ogni possibilità di accesso al credito da una finanza intenta a speculare bruciando economia reale.
Abbiamo incontrato ognuna di queste risorse, insieme alle loro sofferenze ed aspettative, in quella meravigliosa esperienza di partecipazione e di democrazia rappresentata dalle primarie del centrosinistra. La passione e la speranza che esse hanno messo in moto ci consegnano adesso un patrimonio che il voto deve raccogliere per trasformarlo nella sfida del governo.

Sinistra Ecologia Libertà chiede un voto consapevole e responsabile per vincere questa sfida. Presentiamo a voi un programma concreto di alternativa alle politiche fin qui seguite dalle due destre che sinora ci hanno governato, prima Berlusconi e poi Monti.
Candidiamo donne e uomini che con le loro provate competenze si sono misurati con le problematiche del lavoro e dell’immigrazione, dell’informazione e del sapere, dei diritti e dell’ambiente, come, tra gli altri, Laura Boldrini, portavoce dell’Alto Commissariato della Nazioni Unite per i Rifugiati – Roberto Natale, presidente della Federazione Nazionale della Stampa – Monica Frassoni, co-presidente dei Verdi europei – Renzo Ulivieri, presidente dell’Associazione Italiana Allenatori Calcio – Giorgio Airaudo, della segreteria nazionale Fiom – Pape Diaw, portavoce della comunità senegalese – Giovanni Barozzino, operaio licenziato Fiat di Melfi – Ida Dominijanni, giornalista – Giuliano Volpe, rettore dell’Università di Foggia.

Qui trovi tutti i candidati di Sinistra Ecologia Libertà!

Siamo l’unica forza politica ad aver scelto il criterio di eleggibilità, per oltre il 43% delle donne nelle liste di Camera e Senato. Il voto a Sinistra Ecologia Libertà ha una doppia valenza: contribuisce a far vincere la coalizione di centrosinistra e rafforza la sinistra fin qui esclusa dal Parlamento. È un voto per vincere, per governare, per cambiare l’Italia, costruendo un futuro di dignità.

 

soundofsilence

Siamo arrivati alla fine della campagna, venerdì a mezzanotte scatterà il silenzio elettorale e vorremmo passare l’ultima serata insieme in allegria.
Vogliamo innanzitutto ringraziare tutti i circoli e tutte le candidate e i candidati che in queste settimane non si sono risparmiati e hanno girato in lungo e in largo tutto il nostro territorio. Sono oltre 60 gli eventi organizzati, tantissimi i banchetti e i mercati battuti, decine gli incontri con associazioni e realtà strutturate.
Nonostante le poche risorse pensiamo che il partito sia riuscito a condurre una bella campagna elettorale.
Ora non ci resta che l’ultimo sforzo in vista della due giorni elettorale, uno sforzo per convincere gli ultimi indecisi, per far capire a tutti l’importanza del voto dato al nostro partito, perchè il voto a SEL vale triplo: 1) Perchè fa vincere la coalizione di Vendola e Bersani 2) Perchè manda in parlamento candidate e candidati di sinistra 3) Perchè SEL è l’unica forza di sinistra che si candida a governare

Vi invitiamo dunque tutti Venerdì sera dalle ore 21 in avanti al caffè Liber in Corso Vercelli 2, per festeggiare rilassarci e allentare la tensione prima dei giorni del voto!

USO SOSTENIBILE DEL TERRITORIO – DALLE POLITICHE LOCALI ALLE SCELTE DI GOVERNO

Ieri sera 19 febbraio alle ore 21.00 presso la Sala delle Tessitrici del Villaggio Leumann a Collegno si è tenuta una riunione aperta al pubblico per la presentazione delle proposte programmatiche da parte dei candidati di SEL al Parlamento:
– Michele CURTO – consigliere comunale di Torino, coordinatore provinciale SEL;
– Carla MATTIOLI – ex sindaco di Avigliana;
– Giovanni CALISSI (Vanni) – ex RSU Fiom CGIL Elbi, attivista NO-TAV.
Ha introdotto la serata Enrico MANFREDI, coordinatore del circolo SEL di Collegno ed ha moderato Massimiliano BORGIA, giornalista di Luna Nuova bisettimanale diffuso principalmente nella zona ovest di Torino e Valle di Susa. Il tutto nell’ambito di un convegno con tema “USO SOSTENIBILE DEL TERRITORIO – DALLE POLITICHE LOCALI ALLE SCELTE DI GOVERNO”.

Enrico MANFREDI ha ripercorso la storia recente del Comune di Collegno in cui sono avvenute notevoli vicende di delocalizzazioni di Imprese dalle vecchie sedi (Elbi, Prima Industrie) insistenti nel tessuto urbano alla nuova zona industriale dislocata su terreni agricoli di alto valore colturale che, di conseguenza, sono stati sottratti alla loro vocazione agricola per essere cementificati. Nella stessa zona sono stati costruiti ben 4 grossi centri commerciali, l’ultimo dei quali l’IKEA ha contribuito quantomeno alla risoluzione di un notevole problema collegnese, infatti con gli oneri di urbanizzazione rivenienti dalla società svedese è stato costruito l’attesissimo secondo porte sul fiume Dora Riparia che ha permesso un notevole spostamento del traffico automobilistico dai quartieri Centro Storico e Basse Dora con diminuzione sensibile dell’inquinamento atmosferico ed acustico di quelle zone che hanno così beneficiato di un miglioramento delle condizioni di vita degli abitanti. L’impatto ambientale del nuovo ponte è stato comunque ridotto in quanto esso insiste in una zona non particolarmente importante dal punto di vista agricolo. Ora occorre mettere mano ad un nuovo Piano Regolatore Comunale che vada nella direzione del riutilizzo e riqualificazione del costruito (area ex Fonderie Mandelli) senza quindi andare ad invadere ulteriori aree naturali, preservando il Campo Volo con la trasformazione dello stesso in parco pubblico.

Giovanni Calissi, evidenziando la sua militanza NO-TAV, ha stigmatizzato lo spreco di denaro pubblico che si consuma alle spalle dei cittadini e a danno delle popolazioni della Valle di Susa, il cui territorio sarà sconvolto e consumato in maniera traumatica, qualora il progetto venga portato a termine.

Riallacciandosi a questi ragionamenti Carla MATTIOLI ha raccontato la sua esperienza di Sindaco di Avigliana che partendo da quanto fatto dalle precedenti amministrazioni ha curato particolarmente l’incentivazione delle ristrutturazioni delle abitazioni esistenti, utilizzando al meglio le previste detrazioni fiscali. In alcuni casi si è coinvolta la popolazione, consultandola, come è avvenuto nella frazione Drubiaglio, per la sistemazione e progettazione di una nuova piazza, punto di aggregazione sociale che ne riqualificherà la vivibilità.

L’intervento di Michele CURTO ha evidenziato il problema, molto sentito a Torino, della necessità di procurare un’abitazione a chi ha perso improvvisamente il reddito a causa della crisi economica, utilizzando le abitazioni di proprietà pubblica già presenti ed al momento inutilizzate in luogo degli estemporanei affitti di stanze d’albergo costose per la comunità. Michele ha evidenziato il fatto che nei recenti interventi urbanistici il Comune di Torino riconvertendo ex zone industriali in zone residenziali non ha nel contempo fornito quelle zone (spina 3) dei servizi sociali di quartiere come scuole, asili e luoghi di aggregazione sociale, snaturando nei fatti quanto sostenuto nella teoria della presunta riqualificazione ambientale. Secondo CURTO occorre intervenire nel settore immobiliare, spesso in mano a privati e banche che tengono sfitti gli alloggi, con una tassazione progressiva che colpisca di più chi più possiede o incentivando, con un tassazione ridotta, la collocazione sul mercato degli affitti. Le case ci sono non occorre costruirne altre continuando a consumare suolo.

Dal folto pubblico presente sono giunte ai relatori alcune domande, significativa quella del Senatore Manzi che ha evidenziato quanto poco contrasto politico si sia fatto nei confronti del movimento 5 stelle di Grillo che, a parte il particolare uso delle masse, si è di recente avvicinato alla destra di Casa Pound in maniera pericolosa per il futuro democratico della Nazione.

Territorio – Consumo del Suolo – Grandi Opere

USO SOSTENIBILE DEL TERRITORIO – DALLE POLITICHE LOCALI ALLE SCELTE DI GOVERNO

Territorio – Consumo del Suolo – Grandi Opere

MARTEDI’ 19 febbraio, ore 21.00
presso Sala delle tessitrici – corso Francia 269
Collegno – Villaggio Leumann

Presentazione delle proposte programmatiche con i candidati di SEL in Parlamento

introduce:
Enrico MANFREDI – coordinatore SEL Collegno

intervengono i candidati:
Michele CURTO – consigliere comunale di Torino, coordinatore provinciale SEL
Carla MATTIOLI – ex sindaco di Avigliana
Giovanni CALISSI (Vanni) – ex RSU Fiom CGIL Elbi, attivista NO-TAV

modera:
Massimiliano BORGIA – giornalista

Sono invitati tutti i cittadini che vogliano intervenire e le associazioni ambientaliste del territorio.

Fraterni saluti

La segreteria SEL Collegno

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Circolo Sinistra Ecologia Libertà di Collegno
Via Bendini, 11
10093 Collegno (TO)
3423783595
selcollegno.blogspot.com
sel.collegno@live.it

Volantino – Invito S.E.L. Collegno

Vincere le elezioni per governare

Nichi Vendola:
Rispetteremo il programma comune del centrosinistra ma ci sentiamo liberi di fare le nostre proposte in Parlamento per migliorare ulteriormente. Saremo leali e affidabili, ma Sinistra Ecologia Libertà non si scioglie dentro la coalizione.

Un esempio: sui diritti civili noi faremo comunque la nostra proposta di legge per i matrimoni tra persone dello stesso sesso. Se troveremo una maggioranza in Parlamento, anche grazie al voto di altre forze che la pensano come noi, la proposta diventerà legge.
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Al Governo per cambiare le priorità
No all’acquisto degli aerei da guerra F35. Costruire 10mila asili nido. Mille cantieri per mettere in sicurezza il territorio. Chi nasce in Italia è italiano. Raddoppiare le risorse da destinare a cultura, ricerca e formazione

Al Governo per rafforzare il lavoro
Un piano straordinario per l’occupazione da 50 miliardi. Detassare le nuove assunzioni e gli investimenti per l’ambientalizzazione. Abrogare l’articolo 8 che consente la deroga ai contratti nazionali. Ripristinare l’articolo 18.

Al Governo per cambiare il welfare
Lo Stato sociale non è un costo. Reddito minimo garantito di 600 euro al mese per chi non lavora. No ai tagli, la sanità pubblica è una priorità della democrazia.

Al Governo per rafforzare lo Stato
Legge sul conflitto di interessi: chi fa politica non può avere interesse economici e finanziari. Una vera legge contro la corruzione. Tagliare gli sprechi e i costi della politica. Riduzione drastica dei consigli di amministrazione, attraverso la nomina dell’amministratore unico.

Al Governo per cambiare il Fisco
Tassare le rendite finanziarie sopra il milione per ridurre le imposte sul reddito al 90% dei contribuenti onesti. Eliminare l’IMU sulla prima casa per chi paga fino a 500 euro costerebbe 2,3 miliardi. A beneficiare della proposta sarebbero 5,9 milioni di famiglie (il 41%).

Al Governo per rafforzare la democrazia
Tre punti chiave: una riforma della legge elettorale che cancelli il Porcellum e garantisca rappresentanza e governabilità, una nuova normativa per la democrazia nei luoghi di lavoro e – finalmente – una nuova legge sulla cittadinanza, basata su un semplice principio: chi nasce in Italia deve essere considerato cittadino italiano. No alla politica delle quote rosa, sì all’obbligo della parità di genere: perché servono atti legislativi mirati a garantire una reale uguaglianza tra i sessi in tutti i luoghi decisionali di aziende e istituzioni.

Circolo Sinistra Ecologia Libertà di Collegno
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Tanto di cappello!

Si tanto di cappello, per la disciplina, ma anche per l’intelligenza politica che Michele Curto, “maltrattato” dalla dirigenza di Sel, dimostra ampiamente con questo post che mi pare giusto riportare qui, su questo blog che ha seguito la vicenda primarie da vicino, a complemento di tutto quel che è stato scritto.

Cari amici,

in questi giorni abbiamo discusso a lungo sulla composizione delle liste, abbiamo chiesto diverse cose ai nostri organismi nazionali, in particolare il rispetto del risultato delle primarie e del loro valore democratico, abbiamo ottenuto alcune risposte.

Le primarie sono state un momento di partecipazione democratica, uno sforzo collettivo che abbiamo fatto insieme, determinando un chiaro indirizzo politico, ora dobbiamo conservare e capitalizzare quella spinta. Le liste definitive della camera Piemonte 1 prevedono due candidature indicateci dal nazionale coerenti con questo indirizzo politico e che porteranno un grande valore aggiunto alla nostra campagna elettorale. Ad aprire la lista sarà Giorgio Airaudo leader storico della FIOM, un simbolo delle lotte tese a riconquistare il diritto alla rappresentanza sindacale e i diritti dei lavoratori, un altro dalla schiena dritta insomma. Certo un successo per la federazione di Torino e per le scelte da noi portate avanti in questi due anni. Dopo ci sarà Celeste Costantino, una splendida figura che rappresenta appieno tutto lo spirito con cui SEL ha lavorato sui temi dell’antimafia e sull’emersione di figure giovani e impegnate. Celeste è stata candidata anche sul collegio della Liguria, proprio per farsi portatrice nel nord Italia di una istanza imprescindibile per il nostro partito: l’attenzione per la legalità ed il contrasto alle mafie. Coerentemente con questo disegno Celeste opterà per il collegio della Liguria, perché qui a Torino questi temi sono già ben rappresentati dalla mia candidatura.

Questo permetterà nel caso di un buon risultato di Sinistra Ecologia e Libertà, di portare Giorgio e Celeste in parlamento, ma anche me e Carla Mattioli potremmo, con il vostro aiuto, giocarcela. Per far questo ovviamente è necessario impegnarci tutti per fare la differenza.
Come ho sempre detto la sinistra non deve solo contare i voti, ma farli contare, per questo certamente oltre a me e Carla che avete scelto, Giorgio e Celeste sono ottimi compagni di strada.
Ora è il momento di ripartire, l’obbiettivo comune è di portare al governo del paese le nostre sensibilità e i nostri temi cercando di contribuire ad un governo di centro sinistra autonomo e alternativo rispetto alle forze politiche di centro e ai poteri finanziari.

Michele Curto

corsari … in officina

La nostra nave corsara ha vinto le primarie: questa è una vittoria che ben prima che mia è dei militanti di sinistra ecologia e libertà, dei compagni e delle compagne che ogni giorno lavorano sul territorio e di tutti gli amici e le persone che hanno creduto e che credono in questo percorso. Da domani si ricomincia insieme a camminare, perchè abbiamo un Paese da provare a sollevare insieme, non posso farlo da solo dobbiamo costruire il cambiamento passo dopo passo, collettivamente, quotidianamente.
Non credo ci si debba illudere, ne illudere di poter portare un facile cambiamento, continuando a triturare le parole nel marketing della politica.
Non ci si può però nemmeno arrendere, cercare come scorciatoia alla faticosa ricostruzione di senso in politica, l’abbandono del campo, il ritiro a vita privata.
Dobbiamo coltivare speranza, costruire reti umane ed ideali, ma anche poggiarle sulla difesa di diritti in discussione e la conquista di quelli negati.
Da oggi, grazie a tutti voi c’è una piccola nave corsara che è pronta a salpare, ma per navigare e per dare battaglia servono i marinai e l’equipaggio, dobbiamo avere la capacità di spiegare le vele e tenere ben saldo il timone.
Per questo Venerdì 4 alle ore 19:00 ci troveremo tutti alle Officine Corsare per festeggiare, discutere e ripartire insieme!!!

Grazie a tutti, stiamo pronti, si prende il mare…  Michele Curto

 

Secondo La Stampa in Sel le acque sarebbero agitate, ma per una nave corsara non c’è niente di meglio di una maretta! Sempre secondo la busiarda la candidatura al Senato del leader Fiom Airaudo sarebbe ancora incerta, mentre per la composizione della lista per la Camera, dove si  spera di eleggere tre deputati, c’é contesa tra il segretario provinciale Curto e la consigliera regionale Cerutti, entrambi certi di un posto: il primo vorrebbe piazzare in posizione sicura Carla Mattioli, ex sindaco Pd di Avigliana passata a Sel pochi giorni fa, per intercettare il voto dei No Tav; la seconda preferirebbe Marco Grimaldi, secondo davanti a Mattioli, alle primarie.

Sel alle primarie dei candidati al Parlamento

Sel blinda i dirigenti, ma ci <br />sono anche Airaudo e Barozzino

Ecco i nomi dei candidati appartenenti al “listino bloccato” che non dovranno sottoporsi alle primarie interne del partito. Di questi, 13 appartengono agli organi dirigenziali e 10 sono esterni al partito. Spiccano i nomi di Titti Di Salvo (presidenza nazionale), Celeste Costantino (presidenza nazionale), Francesco Ferrara (responsabile nazionale organizzazione), Sergio Boccadutri (tesoriere), Francesco Forgione (membro dell’assemblea nazionale), Maria Luisa Boccia (presidentessa dell’assemblea nazionale), più quelli dell’intero coordinamento nazionale: Nicola Fratoianni, Massimiliano Smeriglio, Gennaro Migliore, Claudio Fava, Monica Cerutti, Loredana De Petris, Grazia Francescato. L’unica “esclusa” è Chiara Cremonesi, attuale consigliera in Lombardia, che dovrebbe impegnarsi attivamente per le prossime regionali.

Di questi, due hanno ottenuto la deroga: Claudio Fava e Francesco Forgione. Lo Statuto di Sel, all’art.12 comma 6, prevede infatti che “non è ricandidabile […] chi abbia ricoperto tre mandati pieni di consigliera/e regionale o parlamentare (nazionale o europeo, anche non consecutivi). La deroga è possibile col voto a maggioranza qualificata di 2/3 dell’ Assemblea nazionale”.

La “lista bloccata” viene completata dai 10 esponenti appartenenti al mondo del lavoro, civico e sindacaleRoberto Natale (segretario Fnsi), Laura Boldrini (portavoce commissariato Onu rifugiati), Giorgio Airaudo (Fiom), Giulio Marcon (portavoce ‘Sbilanciamoci’), Giulio Volpe (rettore università di Foggia), Pape Diaw (portavoce comunità senegalese Firenze), Ida Dominjanni (giornalista), Monica Frassoni (co-presidentessa dei Verdi europei), Giovanni Barozzino (uno dei tre operai licenziati dalla Fiat Sata di Melfi).

Nichi Vendola ha dedicato parole particolari proprio a Barozzino: “Esattamente come Mario Monti, vogliamo iniziare la nostra campagna elettorale da Melfi. Ognuno sceglie da che parte stare: anche noi abbiamo scelto”.

Il listino bloccato fa, inevitabilmente discutere, ma se senti i dirigenti e i candidati locali è l’ultima cosa che vogliono sentirsi chiedere, si limitano a rispondere “è una lotta contro il tempo”. A Torino si candidano, due su due, i consiglieri comunali, capogruppo e vice. Sono due giovani, Michele Curto e Marco Grimaldi. Il primo corre in tandem, anzi in triciclo, con Nicoletta Cerrato e Carla Mattioli, già sindaco di Avigliana, Pasionaria della Val Susa espulsa dal PD. Curto sul listone dice “potevamo allargare di più le possibilità per chi partecipa alle primarie, sì sarebbe stato meglio, ma le candidature indipendenti sono però un bel segnale, tutto politico”. Grimaldi è invece gemellato con Francesca Gruppi.

Ecoo come lancia la sua candidatura Michele Curto:

Non ci serve una scialuppa di salvataggio ma una nave corsara!

Perché il futuro è di chi lo sa immaginare

Caro amico,

Stiamo già correndo, ma credo anche che durante una corsa si debba avere la capacità di riflettere. Per questo ho voluto scriverti.

Possiamo esserci incontrati in uno dei crocevia della nostra vita, in treno verso i campi di sterminio di Auschiwtz Birkenau, sulle strade di Torino ad occuparci di migranti e rifugiati, ai margini del consiglio comunale, davanti ad una fabbrica, in un luogo di lavoro nel mio impegno in Sinistra Ecologia e Libertà. O forse mi conosci attraverso le parole e gli sguardi di qualcun altro. Come sai sono un partigiano, uno di parte, ho sempre scelto senza ritrosie, credendo che ci voglia il coraggio di schierarsi, l’ho fatto spesso in modo scomodo al fianco dei più deboli e dei più fragili. Credo nella giustizia sociale, che porta a dire che o i diritti son per tutti o per ricavare i privilegi per qualcuno ci sarà sempre un ultimo posto da assegnare. Così anche oggi scelgo, guardo al mio paese e mi chiedo come possa essere diventato così lontano da esso il luogo che per primo dovrebbe rappresentarlo: il parlamento. Nell’incontrare tante volte i partigiani in questi anni, quelli veri, mi ha sempre impressionato il loro racconto di come è nata la nostra costituzione.

Dopo un conflitto 556 uomini e donne votati dal 84% di un paese devastato da un conflitto mondiale prima e da una guerra civile poi, scrivevano un documento straordinario, quasi una poesia civile. In quella costituzione c’è anche un programma politico per le generazioni future: sul lavoro e i suoi diritti, la tutela dei beni comuni, il welfare, i diritti di tutte e tutti. Sono passati anni, ed invece di realizzare quel programma ed aggiornarlo con nuovi diritti, come quelli dei nuovi cittadini immigrati e dei loro bambini nati in Italia, delle coppie omosessuali e del loro sacrosanto diritto ad amare, della tutela ambientale, stiamo regredendo tradendo quella carta ed il suo spirito. Questo perché quell’aula, il parlamento, più che rappresentativa di un paese che già fa fatica, è una rappresentazione spesso farsesca ed immorale. Dobbiamo riconquistare quel luogo, riportarci dentro il paese reale. Rappresentanti, che garantiscano con le loro storie ed il loro impegno. Persone che però siano nuovamente scelte da chi devono rappresentare, in questo le primarie di domenica sono un’opportunità, seppur precaria e certamente imperfetta. Sono consigliere comunale da 2 anni, sfidai a viso aperto il mio sindaco Piero Fassino, dicendo chiaramente cosa pensavo, che Torino avesse bisogno di un nuova generazione, di una sinistra coerente con la propria storia, ma in grado di farla camminare su gambe nuove.

Lo feci orgoglioso delle mie origini operaie, in un momento in cui Torino veniva dilaniata dal referendum di Mirafiori, o meglio dal ricatto di Marchionne. L’ho fatto in una città di sinistra, dove però spesso i suoi rappresentanti sono rimasti seduti a proprio agio nei salotti, dimenticando il disagio degli esclusi e la delega che li aveva portati lì: la contesa con il privilegio. Oggi non posso non guardare all’Italia e alla sinistra di questo paese: ancora una volta in bilico fra cooptazione dei poteri forti e marginalità. Non credo ci si debba illudere, ne illudere di poter portare un facile cambiamento, continuando a triturare le parole nel marketing della politica. Non ci si può però nemmeno arrendere, cercare come scorciatoia alla faticosa ricostruzione di senso in politica, l’abbandono del campo, il ritiro a vita privata.

Dobbiamo coltivare speranza, costruire reti umane ed ideali, ma anche poggiarle sulla difesa di diritti in discussione e la conquista di quelli negati. Questo si può ottenere solo governando anche nei momenti più difficili, ma sapendo bene per chi lo si fa e quanto è essenziale la partita. Il ritorno della sinistra in parlamento non può essere la scialuppa di salvataggio per ex di qualcosa, ma deve essere una nave corsara. La crisi ci è entrata in casa, sconvolge le nostre vite, ci toglie il fiato, per questo dobbiamo fare in fretta. I livelli di disoccupazione, i numeri del precariato giovanile, non sono riempitivi da Tg ma sono un bollettino di guerra. Stiamo parlando di una contesa impari, con forze che trovano la legittimazione negli interessi del finanza mondiale, e su un terreno di gioco impervio, l’Italia post (neanche tanto) berlusconiana.

Dobbiamo guadagnare giorno per giorno con gli strumenti della prossimità e della cooperazione i rapporti di forza che questa sfida richiede. Questo è il nostro impegno. Queste sono le ragioni per le quali mi sono candidato alle primarie di Sinistra Ecologia e Libertà di domenica. Un cassaintegrato giorni fa mi ha dato il senso della sfida, “io ti sostengo” mi ha detto, “perché sei uno che non fa tappezzeria”. Non sono il solo, siamo già in tanti e dovremmo diventare di più. Con me si candidano persone vere con la schiena dritta: Nicoletta Cerrato, Carla Mattioli, Valeria Torrazza alla camera, Giuseppe Accalai, Giorgio Canal, Marina Castellano, Elena Chinaglia al senato.

Ti chiedo di riprenderti il diritto a scegliere e ti chiedo di sceglierci. Potrai farlo Domenica 30 dicembre dalle 8.00 alle 20.00 in diversi punti della Provincia di Torino che troverai sul sito www.seltorino.info. Più di tutto però ti chiedo di partecipare tutto l’anno, di non pensare che questa sia una delega in bianco, ma una scelta di campo.

Chi mi sceglierà saprà che i miei impegni saranno:

1) non voterò mai un governo tecnico

2) Non voterò mai un intervento di guerra e lavorerò per la riduzione degli armamenti e delle spese militari

3) Non voterò mai uno scudo fiscale o una legge ad personam

4) Non voterò mai a favore del Tav perchè l’ambiente ha un valore e non un prezzo.

5) Non voterò mai per l’abrogazione dell’Art. 18.

1)Lavorerò per la difesa del lavoro e dei lavoratori, per una legge sulla rappresentanza sindacale, contro il precariato

2) Lavorerò per una legge sui matrimoni omosessuali e una legge contro l’omofobia.

3) Lavorerò per leggi sempre più efficaci su corruzione ed evasione fiscale

4) Lavorerò per un testo unico sulla legislazione antimafia

5) Lavorerò per una legge contro il razzismo, per il diritto all’asilo e per la cittadinanza dei bambini nati sul territorio italiano.

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