David LaChapelle

Trovo grandiosa questa “Ultima cena” di David LaChapelle.

Dal 14 giugno 2019 fino al 6 gennaio 2020 la potrete ammirare, negli spazi della Citroniera delle Scuderie Juvarriane, unitamente agli scatti di questa interessante mostra monografica di David LaChapelle.

Esposti nella mostra “David LaChapelle Atti Divini” una galleria privata di ritratti di suoi grandi amici come i fratelli Michael e Janet Jackson, Hillary Clinton e Muhammad Ali, Jeff Koons e Madonna, Uma Thurman e David Bowie.

E poi immagini più recenti frutto delle ricerche che lo hanno portato a sviluppare una dimensione più privata e filosofica. Al centro della sua opera temi quali la religione, la sensualità e la sessualità, il passare del tempo, il rispetto per la natura. Il tutto sviluppato nella sua personale maniera onirica con il suo linguaggio epico che però fa sempre i conti con la dimensione reale perché, al contrario delle apparenze, tutto ciò che compare in queste immagini è il frutto di una ricostruzione reale, molto lontana dalle ricostruzioni digitali.

Tra le opere più importanti presenti a Venaria ci sono: Rape of Africa (2009) che ritrova Naomi Campbell come una Venere di Botticelli ambientata nelle miniere d’oro dell’Africa e Showtime at the Apocalypse (2013), un ritratto della famiglia Kardashian che rappresenta non solo la famiglia stessa, ma le nostre paure, le ossessioni e i desideri che vi si riflettono. Esposte ci sono anche le vivaci ed elettrizzanti serie Land SCAPE (2013) e Gas (2013), progetti di nature morte in cui il fotografo riunisce oggetti trovati per creare raffinerie di petrolio e le loro stazioni di servizio interconnesse e poi presentarle come reliquie in una terra bonificata dalla natura. Al centro del percorso espositivo potrete ammirare Deluge (2007) una rivisitazione contemporanea dell’affresco di Michelangelo nella Cappella Sistina. E ancora opere come Awakened (2007) e Seismic Shift (2012) dove LaChapelle ritrae scene legate alla divinità nel mondo moderno.

Buona visita!

ultima cena

memento

David Bowie

Correva l’anno 1969 quando David Bowie pubblicò il brano in 45 giri (il lato b era Wild Eyed Boy from Freecloud). Stiamo parlando di SPACE ODDITY, decimo singolo del cantante ed il primo dell’album omonimo. Il brano, oltre ad aver raggiunto i primi posti della classifica inglese due volte a distanza di sei anni, detiene il primato di suo 45 giri più venduto nel Regno Unito, oltre ad essere una delle sue canzoni più note. La storia del viaggio spaziale di Major Tom (che verrà ripresa undici anni dopo in Ashes to Ashes) è entrata ormai nell’antologia del pop. David Bowie ha sempre lasciato un alone di mistero intorno alla canzone. “Riguarda l’alienazione”, disse una volta, aggiungendo di essere molto portato ad immedesimarsi col protagonista. Nel luglio 2002, in un’intervista con Paul Du Noyer della rivista Mojo, il cantante è tornato sul significato del brano affermando che Space Oddity parla solamente “del sentirsi soli”. In effetti nel 1970 venne pubblicata la versione italiana della canzone, intitolata “Ragazzo solo, Ragazza sola”, ma sia il titolo che il testo non sono attinenti all’originale. Veniamo ora al testo e alla traduzione che voglio usare come ricordo a quasi un mese dall’improvvisa, anche se prevista, scomparsa del grande David. All’epoca in cui studiavo la lingua inglese con un certo profitto, tradurre i testi di Bowie era per me una grande passione.

SPACE ODDITY

Ground Control to Major Tom

Ground Control to Major Tom

Take your protein pills

and put your helmet on

Ground Control to Major Tom

Commencing countdown,

engines on

Check ignition

and may God’s love be with you

Ten, Nine, Eight, Seven, Six, Five, Four, Three, Two, One, Liftoff

(traduzione)

Base a terra chiama Maggiore Tom

Base a terra chiama Maggiore Tom

Prendi le pillole alle proteine e mettiti il casco

(Dieci) Base (Nove) al Maggiore Tom (Otto)

(Sette, sei) Inizia il conto alla rovescia (Cinque), motori accesi (Quattro)

(Tre, due) Controlla l’accensione (Uno) e possa la grazia divina (Partenza) essere con te

Dal punto di vista linguistico, delle prime due strofe possiamo approfondire l’uso del phrasal verb to put something on (indossare qualcosa). Put your helmet on, “Indossa / mettiti il casco,” ordina la base a Major Tom. Nella strofa successiva, degno di nota è l’uso del verbo to commence, “iniziare”. Più frequenti sono i sinonimi to begin e to start, mentre liftoff (dal verbo to lift off) indica il momento in cui l’astronave si stacca da terra (to lift significa “sollevare”, mentre lift è l’ascensore).

This is Ground Control to Major Tom

You’ve really made the grade

And the papers want to know whose shirts you wear

Now it’s time to leave the capsule if you dare

“This is Major Tom to Ground Control

I’m stepping through the door

And I’m floating in a most peculiar way

And the stars look very different today

For here

Am I sitting in a tin can

Far above the world

Planet Earth is blue

And there’s nothing I can do

Base a Maggiore Tom, ce l’hai fatta davvero

E i giornali vogliono sapere di chi sono le camicie che indossi

Ora è il momento di lasciare la capsula, se te la senti

Qui è il Maggiore Tom che parla al comando a terra, sto per varcare la porta

E fluttuo nel modo più strano

E le stele hanno un aspetto molto diverso oggi

Qui sono seduto su una lattina, lontano, sopra il mondo

Il Pianeta Terra è blu e non c’è nulla che io possa fare

Nella parte centrale abbiamo uno scambio di battute tra la base a terra, Ground control, e il Maggiore Tom. “You’ve really made the grade,” afferma il comando con entusiasmo: “Ce l’hai fatta davvero.” Ora Tom è pronto a varcare la porta, to step through the door… Se se la sente, “If you dare.

La prospettiva che si offre a Tom dalla sua tin can, la sua scatoletta di latta, nome con cui chiama la piccola astronave, è diversa da quella che si presenta a chi è rimasto sulla terra: “The stars look very different today,” ovvero: “Le stelle hanno un aspetto molto diverso oggi.”

Il verbo to look, se non accompagnato dalla preposizione at, non ha il significato di “guardare”, ma vuole invece dire “avere l’aspetto di/sembrare”… Proprio come in questo caso.

Though I’m past one hundred thousand miles

I’m feeling very still

And I think my spaceship knows which way to go

Tell my wife I love her very much “she knows”

Ground Control to Major Tom

Your circuit’s dead, there’s something wrong

Can you hear me, Major Tom?

Can you hear me, Major Tom?

Can you hear me, Major Tom?

Can you “Here Am I floating round a tin can

Far above the Moon

Planet Earth is blue

And there’s nothing I can do.”

Nonostante sia lontano centomila miglia, mi sento molto calmo

E la mia nave sa quale direzione seguire

Dite a mia moglie che l’amo tanto, lei lo sa

Base a terra al Maggiore Tom, c’è un problema al circuito, qualcosa non quadra

Mi senti, Maggiore Tom?

Mi senti, Maggiore Tom?

Mi senti, Maggiore Tom?

Mi…

Qui sono seduto nel mio pezzo di latta, lontano, sopra la luna

Il Pianeta Terra è blu e non c’è nulla che io possa fare

La parte finale si apre con la congiunzione though, spesso usata al posto dell’equivalente although, considerata di registro leggermente più elevato. “Per quanto”, “benché”, “sebbene” sono i possibili significati di though.

Il senso d’immobilità dato dal fluttuare (to float) nello spazio è ben definito dalla frase pronunciata da Tom: “I’m feeling very still,” “Mi sento molto calmo”, con still che potrebbe essere anche tradotto come “fermo, “immobile”.

blackstar

Black Star

David Bowie, ha festeggiato oggi il 69° compleanno, con l’uscita di un nuovo album: Blackstar. I critici, ed io come suo fan da 44 anni, apprezziamo parecchio questa nuova opera di David. L’amato artista è tornato così sul palcoscenico, dopo il suo ultimo lavoro musicale, The Next Day  uscito nel 2013 all’indomani di un lunghissimo silenzio durato 10 anni.

Il nuovo disco, coprodotto da Tony Visconti, collaboratore storico del Duca Bianco, comprende solo sette brani ed è un album che incrina, ma conferma i legami con il passato di Bowie. L’album è pervaso dalla musica:  jazz, suoni industriali, ballate, folk, hip hop e, per chi lo conosce veramente, di molti richiami ai precedenti 26 albums.

L’opera si avvale delle performance di musicisti della grande mela: Donny McCaslin (il cui sax fenomenale impregna di sonorità l’album), il geniale chitarrista jazz Ben Monder e Jason Lindner alle tastiere, Tim Lefebvre al basso e Mark Guiliana alla batteria. Ecco la batteria con i suoi suoni cupi, blak, very black stordisce il primo ascolto, ma che personalità ragazzi! Tutti insieme, David e i suoi collaboratori musicali, farciscono Blackstar d’ansia inquieta che è il marchio della nostra epoca. Il risultato finale è grandioso ed emozionante come mi attendevo.

 

Il citatissimo David Bowie

Una delle notizie degli ultimi giorni ha riguardato Marte, il pianeta rosso molto simile per composizione e rotazione alla Terra. Dicono che siano state trovate tracce di acqua salata sulla superficie di quel pianeta così legato alle nostre fantasie e alla fantascienza. Trainato da questa promozione formidabile quanto inconsapevole e senza precedenti, in questi giorni si può godere nei cinema il Sopravvissuto – The Martian film di Ridley Scott. In questo film, una buona parte la gioca la colonna sonora.

Qual è la musica che si ascolta nello spazio? Ridley Scott ha creato una piacevole e divertente contrapposizione tra il mondo super tecnologico, ma silenzioso come quello di Mark Watney (il sopravvissuto), e una colonna sonora anni Settanta che vede tra i pezzi proposti I will survive di Glory Gaynor, Starman di David Bowie, Waterloo degli Abba e molti altri.

Il brano di David Bowie all’epoca della sua pubblicazione suscitò varie interpretazioni; alcuni intravidero nel testo un accenno alla seconda venuta di Cristo, una sorta di annuncio messianico l’uomo delle stelle rappresenterebbe un Creatore extraterrestre già visitatore della Terra in epoche passate che considera l’idea di tornare per controllare come la vita umana sta procedendo. D’altra parte Starman può essere vista anche come metafora dalla rockstar che una volta era uguale al suo pubblico e che a successo conseguito viene considerata come un figura divina che si erge sulla folla. L’atto autocelebrativo della nascita di una nuova stella divenne quindi un veicolo mediante il quale Bowie affermò il proprio status di icona.

« There’s a starman waiting in the sky,
he’d like to come and meet us
but he thinks he’d blow our minds… »
 «C’è un uomo delle stelle che aspetta in cielo,
vorrebbe venire e incontrarci
ma pensa che potrebbe mandarci fuori di testa… »

Un momento florido di citazioni quello che coinvolge il duca bianco: “Per tutti quelli che hanno una vetta da conquistare”, ecco la pubblicità dell’acqua Levissima che ha scelto Heroes come colonna sonora. Lo spot, dal titolo Levissima Everyday Climbers, sta andando in onda dal 4 ottobre 2015.

Scritta da David Bowie e Brian Eno, Heroes è la canzone che dà il titolo all’omonimo album del 1977.

levissima

I, I will be king – Io, io sarò re
And you, you will be queen – e tu, tu sarai la regina
Though nothing will drive them away – anche se niente li porterà via
We can beat them, just for one day – possiamo batterli, solo per un giorno
We can be Heroes, just for one day – possiamo essere eroi, solo per un giorno

And you, you can be mean – E tu, tu puoi essere mediocre
And I, I’ll drink all the time – e io, io berrò tutto il tempo
‘Cause we’re lovers, and that is a fact – perché siamo amanti, e questo è un fatto
Yes we’re lovers, and that is that – Sì siamo amanti, è proprio così

Though nothing, will keep us together – Anche se niente, ci terrà insieme
We could steal time – Potremmo rubare il tempo
just for one day – solo per un giorno
We can be Heroes, for ever and ever – possiamo essere eroi, per sempre
What d’you say? – che ne dici?

I, I wish you could swim – Io, io vorrei che tu sapessi nuotare
Like the dolphins, like dolphins can swim – Come i delfini, come i delfini nuotano
Though nothing, will keep us together – anche se niente, ci terrà insieme
We can beat them, for ever and ever – possiamo batterli, per sempre
Oh we can be Heroes, just for one day – possiamo essere eroi, solo per un giorno

I, I will be king – Io, io sarò re
And you, you will be queen – e tu, tu sarai la regina
Though nothing will drive them away – anche se niente li porterà via
We can beat them, just for one day – possiamo batterli, solo per un giorno
We can be Heroes, just for one day – possiamo essere eroi, solo per un giorno

I, I can remember (I remember) – Io, io posso ricordare
Standing, by the wall (by the wall) – in piedi accanto al Muro
And the guns shot above our heads (over our heads) – E i fucili spararono sopra le nostre teste
And we kissed – e ci baciammo
as though nothing could fall (nothing could fall)– come se niente potesse accadere
And the shame was on the other side – e la vergogna era dall’altra parte
Oh we can beat them, for ever and ever – Oh possiamo batterli, ancora e per sempre
Then we could be Heroes, just for one day – Allora potremmo essere Eroi, solo per un giorno

We can be Heroes – Possiamo essere Eroi
We can be Heroes – possiamo essere Eroi
We can be Heroes – possiamo essere Eroi
Just for one day – solo per un giorno
We can be Heroes – possiamo essere Eroi

We’re nothing, and nothing will help us – Siamo niente, e niente ci aiuterà
Maybe we’re lying – forse stiamo mentendo
then you better not stay – allora è meglio che tu non rimanga
But we could be safer – ma potremmo essere al sicuro
just for one day – solo per un giorno

just for one day – solo per un giorno.

Visto che con le citazioni arrivano i soldi, spero che David si decida a produrre un altro disco. Da fan d’antica data (1970) l’aspetto con ansia e curiosità.