auguri al mio “antico” vicino di casa

L’arcivescovo di Brindisi cade da cavallo durante la processione: paura tra i fedeli e fratture multiple

Monsignor Domenico Caliandro stava dando avvio della processione del Corpus Domini. I medici: «Ora è sotto monitoraggio»

È scivolato dalla sella cadendo rovinosamente sull’asfalto sotto gli occhi di centinaia di fedeli spaventati. L’arcivescovo di Brindisi – Ostuni, monsignor Domenico Caliandro è caduto dal cavallo all’avvio della processione del Corpus Domini, poco dopo la partenza del corteo religioso.

A Brindisi, come da antica tradizione che ha origine nel lontano 1254 , la processione del Santissimo si svolge con il presule a cavallo sotto il baldacchino portato dai volontari dell’Ordine di Malta.  (continua>)

Personalmente lo ricordo quando, raramente per la verità, arrivava cu sciarabballe sotte li cappuccine (abitavo di fronte alla stalla del suo cavallo di famiglia, teatro di giochi e litigate col mio amico Angelo Angelini, quando il cavallo se ne tornava alla masseria…). Ero timido, la sua tonaca da seminarista mi incuteva timore. Un grande augurio per il suo alto incarico da cegliese nel mondo.

Ma il T.S.O. è lecito e tollerabile?

Andrea Soldi

Andrea Soldi è stato “preso al collo” e “un po’ soffocato”. È quanto emerge da una telefonata tra i soccorritori dell’ambulanza «Beinasco 291», arrivata in piazzetta Umbria a Torino nel primo pomeriggio del 5 agosto, e la centrale operativa del 118. Sono le 15 e l’ambulanza  è appena partita da piazzetta Umbria, vi è stato caricato
Andrea, 45 anni, metà della vita trascorsa in cura per schizofrenia, con un peggioramento nell’ultimo periodo. La conversazione prosegue: “l’uomo è su una barella a faccia in giù. Non volevo caricarlo così, me lo hanno ordinato” dice un soccorritore, in una chiamata alla centrale da cui dovrebbe essere partito l’ordine di caricare Andrea ammanettato dietro la schiena e “a faccia in giù”. Questa telefonata è tra gli elementi raccolti dai carabinieri del Nas, che indagano, coordinati dal pm Raffaele Guariniello, sulla morte dell’uomo coinvolto in un Tso, ordinato dallo psichiatra che lo aveva in cura per schizofrenia. Sott’inchiesta sono finiti lo stesso medico e i tre vigili urbani che hanno provveduto a bloccare Andrea.

Ora sulla vicenda, oggetto di una campagna di stampa che ha occupato le pagine dei giornali sonnolente per il periodo estivo, interviene Antonio Saitta – Assessore alla Sanità Regione Piemonte che sul suo profiLo Facebook scrive: “TSO. Intendo andare a fondo per comprendere come si è potuti giungere alla tragedia del 5 agosto con la morte di Andrea Soldi. Mi sconcerta il fatto che da 7 mesi questo paziente non ricevesse alcun trattamento. Per ogni persona seguita dalla Salute Mentale deve esseri un piano terapeutico. Ogni malato deve essere preso in carico e seguito senza lunghi periodi di sospensione dell’assistenza. Dobbiamo capire come vengono eseguiti tutti i TSO della Regione e stabilire un’omogeneità di trattamento che tenga conto della salute del malato e dei suoi diritti.”

L’intento dell’assessore Saitta mi pare buono. Ci sarebbe anche da indagare sulla liceità ed utilità del TSO comunque invasivo della libertà dei malati e loro familiari (quando questi non sono all’origine del TSO stesso).

Vediamo ora di approfondire l’argomento. Il trattamento sanitario obbligatorio, istituito dalla legge n. 180/1978 (legge Basaglia), è attualmente regolamentato dalla legge 23 dicembre 1978 n. 833 (articoli 33-35), che è un atto composito cioè di tipo medico e giuridico. Il dispositivio consente l’effettuazione di determinati accertamenti e terapie ad un soggetto affetto da malattia mentale che, anche se in presenza di alterazioni psichiche tali da richiedere urgenti interventi terapeutici, rifiuti il trattamento anche solo per mancanza di consapevolezza di malattia.

Il concetto di Trattamento Sanitario Obbligatorio (TSO) è basato su valutazioni di gravità clinica e di urgenza ed è inteso quale procedura finalizzata esclusivamente alla tutela della salute e della sicurezza del paziente, ha sostituito la precedente normativa del 1904 riguardante il “ricovero coatto” (legge n. 36/1904), basato sul
concetto di “pericolosità per sé e per gli altri e/o pubblico scandalo”, concetto maggiormente orientato verso la difesa sociale.

L’Italia è uno dei pochi Paesi che non prevede per il TSO né la forma scritta a pena di nullità, né un referto di esami specialistico e documentato di almeno due psichiatri, e consente una restrizione della libertà personale con la generica “proposta”, anche non documentata, di due medici di base. Il giudice tutelare non interviene subito, ma dopo 48 ore dalla firma del sindaco, a TSO già avvenuto. Il TSO ha una durata massima di sette giorni, ma può essere eventualmente rinnovato su richiesta di uno psichiatra nel caso in cui persistessero i requisiti richiesti per l’attuazione, quindi, prolungato. Durante il TSO, che si svolge nel rispetto della dignità della persona e dei diritti civili e politici garantiti dalla Costituzione, può essere trasformato, in qualunque momento, in ricovero volontario su richiesta del paziente.

Il TSO non può essere attivato se lo stato di alterazione è dovuto a demenza, alcol, droghe, infezioni e neoplasie cerebrali, nonostante il pericolo evidente per le cose e le persone altrui. Può essere richiesto se la persona è affetta da schizofrenia e disturbi dell’umore, gravi disturbi della personalità.

Per quanto riguarda la costituzionalità di questo provvedimento restrittivo c’è da dire che il TSO non è qualificato giuridicamente come una pena, ma è di fatto una privazione coatta della libertà personale, al pari della reclusione, e si applica anche a cittadini incensurati e senza pendenze processuali in corso, per i quali vale la presunzione di innocenza fino a prova contraria, ragione che per il TSO viene meno. Altro elemento negativo è la genericità della norma. Sebbene la Costituzione vieti esplicitamente i trattamenti sanitari obbligatori, la legge 183/1980 si limita a circoscriverli al solo ambito psichiatrico, ad una generica malattia mentale, senza però definire tassativamente né le tipologie di malattia o disordine psichiatrico, né le terapie eseguibili in via coattiva.

In altri Paesi europei, come la Germania, il TSO si applica solo a chi ha condanne definitive per reati gravi. In Italia, il TSO può essere disposto sia se il paziente è violento e socialmente pericoloso, sia se la violenza è rivolta contro sè stesso fino al rischio di suicidio. Le due fattispecie di malattia psichiatrica sono nettamente distinte, ovvero in rari casi la violenza contro sè stessi può essere rivolta ad altri e diventare penalmente rilevante.

Bene, pare ora abbastanza chiaro che un sistema delicato come quello della Salute mentale ha bisogno di un governo uniforme e condiviso da tutti, visto che, nel caso del TSO, gli attori sono il malato, i medici psichiatri, il Sindaco, le civiche forze dell’ordine e il Giudice Tutelare, praticamente l’intera struttura sociale. D’altro canto come in tutti gli aspetti della società italiana la nostra Costituzione è centrale anche in questo caso. Sarebbe il caso di ritornare agli antichi principi, per il bene di tutti.

Andrea Soldi 1

in eternit

eternit
«Credo che una tragedia come quella che stiamo rivivendo in questo processo non si sia mai vista». Raffaele Guariniello

piovono sassi e cristalli

asteroide

Il mondo trattiene il fiato, soprattutto dopo i drammatici eventi accaduti in Russia con la caduta di meteoriti sulla Terra, per il passaggio dell’asteroide DA14 che questa sera “sfiorerà” la Terra.
L’asteroide, che ha un diametro di 45 metri euna massa di 135mila tonnellate, in caso di impatto sarebbe in grado di distruggere una megalopoli. Si tratta dell’asteroide più grande mai osservato a distanza così ravvicinata dalla Terra. Gli scienziati escludono che l’asteroide possa provocare danni come, invece, è successo in Russia.

Il suo passaggio sarà visibile anche con telescopi amatoriali dall’Europa dell’Est, Australia e Asia.
Per tutti quelli che vorranno seguire il rarissimo fenomeno sul web la Nasa trasmetterà le immagini in streaming all’indirizzo www.nasa.gov/ntv e su www.ustream.tv/nasajpl2

C’è grande attesa anche in Italia per il passaggio dell’asteroide previsto in transito nei nostri cieli  oggi venerdì 15 febbraio 2013 alle 20:25. L’asteroide sarà visibile anche con un piccolo binocolo per via della ridotta distanza che separa la sua orbita dal nostro pianeta.

Asteroide 2012 DA14

Collegno candida una donna a 5 stelle

Il Movimento 5 Stelle per le prossime elezioni politiche ha presentato due donne capolista nelle sezioni Piemonte 1 e Piemonte 2 per la Camera dei Deputati.

Laura Castelli di Collegno, ex collaboratrice del consigliere Mariano Turigliatto (Insieme per Bresso), ha 26 anni, laureata in Economia e Commercio, è al momento membro dello staff consiliare Piemonte a 5 stelle con Davide Bono. E’ stata la più votata alle Parlamentarie nella circoscrizione Piemonte 1.

Fabiana Dadone ha invece 29 anni, è di Mondovì, Cuneo dove lavora come praticante in uno studio di avvocati. Capolista per il Senato sarà invece il quarantanovenne Marco Scibona, attivista No Tav.

I tre capilista candidati rispondono alle caratteristiche di base richieste da Beppe Grillo ai suoi candidati: sono incensurati, non hanno più di una legislatura alle spalle e non hanno tessere di partito.

Logo_Movimento5Stelle

la craxite di Moggi

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Povero Moggi! Si è ammalato di craxite, l’ha contratta in un bar, ecco le prove: “Ho conosciuto Moggi al bar, è il più grande”, l’ha detto Stefania Craxi. Ecco, l’ex direttore generale della Juventus, al centro dello scandalo di calciopoli che lo ha allontanato dal mondo del calcio, sarà infatti capolista alla Camera per i ‘Riformisti Italiani’ dell’ex sottosegretario di Stato agli Esteri. La lista dovrebbe presentarsi collegata a quella del Pdl… e meglio ci sentiamo!

”Stiamo parlando del piu’ grande sportivo italiano. Moggi non e’ solo candidato per i Riformisti italiani, è una bandiera contro questo circo mediatico giudiziario che dura da 20 anni; che rovina famiglie, carriere e onore delle persone; contro questo Paese ipocrita e alla ricerca di un capro espiatorio; e contro chi non poteva non conoscere il sistema del calcio italiano e ha fatto finta di cadere dalla luna”. Cosi’ Stefania Craxi, ha cammentato la decisione di candidare Luciano Moggi come capolista in Piemonte.

Ma come proprio in Piemonte? Crede la Stefania che gli juventini di cui il Piemonte è zeppo abbiano memoria corta? Crede che gli juventini con un minimo di comprendonio abbiano le fette di mortadella agli occhi? Credo che la Stefania abbia fatto male i conti e che il povero Moggi ha solo una malattia in più, oltre alla bugiardite acuta ha ora la craxite incipiens. Auguri!

12.12.12

La decisione di Berlusconi di scendere nuovamente in campo non può che essere addebitata alla disperazione. Proviamo a metterci nei suoi panni, quelli di un vecchio drogato dal potere, circondato da persone che dicono solo dei si, che lo osannano e che, improvvisamente, deve lasciare la poltrona su cui si era ben abituato a sedere. Il suo gradimento scende al disotto di limiti accettabili, il suo partito, nelle mani di Alfano, da lui scelto, ma non da tutti stimato, perde consistenza e le “correnti” appaiono chiare, come è chiaro che non c’è un uomo carismatico che sia in grado di generare i consensi necessari per poter, se non vincere, almeno contare nel Parlamento.
Berlusconi sta andando verso la disfatta politica; a questa si aggiunge la possibile disfatta giudiziaria, con una condanna in primo grado e due processi che stanno giungendo a sentenza.

Ecco il vero motivo della sua discesa in campo! Un tentativo di ribaltare il corso delle cose, un tentativo che però non darà i frutti sperati e, credo proprio, sancirà la fine del Berlusconi politico.

Che si fosse in clima elettorale era ormai evidente già dai discorsi fatti alla Camera come dichiarazioni di voto venerdì 7 dicembre per la conversione in legge del Decreto “Costi della politica”. Bersani aveva delineato chiaramente come la coalizione guidata dal PD si sarebbe mossa per il prossimo quinquennio. Alfano, non ha parlato del programma se non ripetendo la storica frase no comunisti». Si è invece mosso in una critica all’operato di Monti esprimendo chiaramente un “giudizio negativo nei confronti di questo Governo”.

Monti ha colto la palla al balzo, probabilmente stufo dei ricatti subiti dal PDL, stufo di aver dovuto tamponare gli errori macroscopici di Berlusconi e Tremonti, di essere vincolato da un incredibile impegno internazionale, sottoscritto dal fantasioso Berlusconi, per il pareggio di bilancio nel 2013. Monti si è recato al colle ed ha annunciato le sue dimissioni appena il parlamento approverà la legge di “stabilità”; quindi ci sarà l’inevitabile scioglimento delle Camere ed elezioni a Febbraio.

Questo vuol dire una sola cosa…

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«Il Governo Monti ha fatto meglio del suo predecessore», è stato un «governo con molti successi e progressi»: lo ha detto il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble entrando all’Ecofin. Schaeuble ha aggiunto che «tutti lo sanno ma io ripeterò sempre la differenza tra Monti e il suo predecessore». 


Il Nobel per la pace all’Unione Europea

L’Unione europea riceverà il Nobel per la pace dalla Norvegia che persiste nel non voler aderire alla UE. Da un lato una nazione pacifica e opulenta, con enormi risorse petrolifere, dall’altro un continente afflitto da cure dolorose di austerità e violenti disordini sociali. Insomma due situazioni diametralmente opposte unite dalla decisione di conferire all’Unione Europea il Nobel per il suo contributo alla riconciliazione, per la difesa della democrazia e dei diritti umani.

Alla vigilia della consegna, il presidente della Commissione europea Jose’ Manuel Barroso ha dichiarato che l’assegnazione è particolarmente apprezzata, ma la scelta del comitato Nobel non ha mancato di suscitare polemiche. Non può d’altronde essere dimenticata la delicata questione della mancata adesione della Norvegia all’unione, infatti in ben due referendum del 1972 e del 1994 i tre quarti dei norvegesi hanno votato contro l’adesione. Il comitato ha comunque voluto precisare che il premio non è un’ingerenza nel dibattito sull’adesione, ma decine di organizzazioni e diverse centinaia di persone hanno manifestato ad Oslo esponendo uno striscione con la scritta “l’Unione europea non é un premio per la pace”.

Secondo il gruppo Nei til U, movimento che lavora per mantenere la Norvegia al di fuori dell’Unione europea, la stessa soffre di disturbi incompatibili con il Nobel: una politica di difesa contraria all’idea di smilitarizzazione, una politica commerciale aggressiva per i paesi poveri e il rifiuto dei rifugiati. “Negli ultimi anni, piuttosto che un senso di unità e solidarietà è presente una forte divisione tra Nord e Sud, ricchi e poveri, membri della zona euro e non membri”, ha dichiarato Heming Olaussen presidente del movimento, che ha otto ministri nelle sue fila. Storicamente, “il dibattito norvegese sul ruolo dell’Unione europea non è mai stato centrale” ha detto alla AFP il politologo Bernt Aardal. La crisi ha inoltre smorzato l’entusiasmo e il Movimento per l’Europa è rimasto solo nella lotta per l’ingresso della Norvegia nell’Ue. Comunque si sta lavorando in ambito europeo in quanto il Paese scandinavo è già un membro dello spazio Schengen.

Tornando alle motivazioni occorre ricordare che l’UE è fortemente impegnata in 13 missioni per il mantenimento della pace, 9 con personale civile e 4 con militari, ha detto il suo ambasciatore a Oslo, Janos Herman. Secondo i critici, il presidente del Comitato per il Nobel, l’europeista Thorbjoern Jagland ha approfittato della assenza per malattia prolungata di un membro fieramente euroscettico Aagot Valle, per imporre le sue opinioni. Il Nobel “non è dato dalla Norvegia o dal popolo norvegese. Esso è dato da un comitato indipendente composto da cinque ex-politici che hanno un proprio programma”, ha precisato Olaussen.

Questo premio all’Unione Europea suggella il trionfo dell’ipocrisia e della sudditanza al più banale “politically correct” della commissione designata dal parlamento norvegese che li assegna.

Già nel 2009, l’assegnazione del Nobel per la Pace a un Barack Obama che per la pace non aveva ancora fatto nulla, perché era presidente da soli nove mesi, aveva fatto comprendere che i commissari norvegesi erano in preda a una trita ideologia buonista. Il seguito della presidenza Obama, che ha fallito clamorosamente su tutti i tavoli per la pace, ha ridicolizzato quella scelta. Si spera che questa volta i commissari Nobel siano più fortunati.

Quel Nobel ridicolo all’Unione Europea

Emilio Brustolon stroncato da un infarto a 26 anni

Emilio Brustolon, informatico di 26 anni residente a Chivasso (Torino), è morto improvvisamente, l’altro ieri sera, per un arresto cardiaco verificatosi durante una partita di calcio a sette disputata fra amici su un campo di San Carlo Canavese  in provincia di Torino.

Colto dal malore sul campo, il giovane è stato soccorso sul posto da un medico presente che ha allertato il 118 che lo ha trasportato con un’ambulanza all’ospedale di Cirié, ma i medici del pronto soccorso non sono riusciti a salvarlo.  Come vuole la prassi gli atti sul suo decesso sono stati trasmessi alla procura di Torino.

Al Padre del ragazzo va il mio pensiero e la mia solidarietà, la mamma purtroppo era già mancata ad Emilio qualche anno fa. La sfortuna si è, evidentemente, accanita contro la famiglia chivassese. Enrico sii forte!