Brunetta dei Ricchi e Poveri

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Il Sole 24 Ore ha ripreso una notizia diffusa da altri organi di stampa in cui il neoministro del governo Draghi si esprimeva contro il lavoro a distanza per i dipendenti pubblici. Ma era un’intervista del giugno del 2020. Il quotidiano nella finanza nazionale ha chiesto scusa al neo ministro.

Povero Brunetta: rifatti con qualche dichiarazione attuale.

Geneticamente, viene dal ceppo dei socialisti liberali moderni, ovvero riformisti di un anticomunismo temperato dall’umanità. Il fronte degli odiatori ha usato tutte le battutine straccione, prima di tutto per il fatto che è un uomo di corta statura e gioioso di temperamento. Gli hanno anche giocato uno scherzo da giornalista qualche giorno fa anche sul Corriere della Sera e poi gli hanno chiesto scusa. Una gaffe consistita nel ripubblicare come nuova una sua intervista che risaliva a giugno, in cui Brunetta diceva – a virus calante – che era ora di piantarla con lo smart working. Brunetta è sempre stato convinto che la gente onesta lavori guidata dalla propria etica. E che se non lavora, non ha etica e fa parte della categoria dei malfattori. È uno dei tanti calvinisti inconsapevoli d’Italia, quelli per cui la giustizia sociale con le riforme, va sempre insieme all’onestà, fino alla brutalità, pur di non cedere spazio al politicamente corretto e parassitario.

Brunetta cominciò come professore all’Università di Padova e poi nei governi di Bettino Craxi, Giuliano Amato e Ciampi, scrivendo sempre moltissimo. Possiede un particolare tratto umano: lo incontri e ti viene incontro con un sorriso rarissimo fra le persone di questo pianeta e poi devi chinarti per prendere e ricevere un bacione sulla guancia. Non che non sia incazzoso, tutt’altro. È incazzosissimo. Si sdegna. Ma poi si contenta delle scuse, come è accaduto con questa gaffe di cui si è detto.

Ritorno di memoria .26

Durante la prima domenica di avvento, risulta facile ricordare la famosissima canzone di Lucio Dalla indirizzata a un amico che siamo poi noi tutti, le feste di fine anno sono alle porte e rileggere queste parole non ci farà male. Questa canzone che è anche una poesia, che ci ricorda in questo tempo imperfetto e lento, che potremmo prendere carta e penna e scrivere una lettera a qualcuno con cui il dialogo è sospeso oppure a qualcuno a cui vogliamo far arrivare una nostra carezza pur nella distanza.

Caro amico ti scrivo
Così mi distraggo un po’
E siccome sei molto lontano
Più forte ti scriverò
Da quando sei partito
C’è una grossa novità
L’anno vecchio è finito ormai
Ma qualcosa ancora qui non va
Si esce poco la sera
Compreso quando è festa
E c’è chi ha messo dei sacchi di sabbia vicino alla finestra
E si sta senza parlare per intere settimane
E a quelli che hanno niente da dire del tempo ne rimane
Ma la televisione ha detto che il nuovo anno
Porterà una trasformazione
E tutti quanti stiamo già aspettando
Sarà tre volte Natale e festa tutto il giorno
Ogni Cristo scenderà dalla croce
E anche gli uccelli faranno ritorno
Ci sarà da mangiare e luce tutto l’anno
Anche i muti potranno parlare
Mentre i sordi già lo fanno
E si farà l’amore ognuno come gli va
Anche i preti potranno sposarsi
Ma soltanto a una certa età
E senza grandi disturbi qualcuno sparirà
Saranno forse i troppi furbi
E i cretini di ogni età
Vedi caro amico cosa ti scrivo e ti dico
E come sono contento di essere qui in questo momento
Vedi, vedi, vedi, vedi
Vedi caro amico cosa si deve inventare
Per poter riderci sopra
Per continuare a sperare
E se quest’anno poi passasse in un istante
Vedi amico mio come diventa importante
Che in questo istante ci sia anch’io
L’anno che sta arrivando tra un anno passerà
Io mi sto preparando
È questa la novità

Ma Lucio Dalla non avrebbe mai immaginato che l’amico Gianmario Ligas avrebbe rivisitato il testo in occasione della pandemia Covid19 come segue.

Caro virus ti scrivo
Così mi distruggo un po’
E siccome sei molto vicino
Più forte ti scriverò
Da quando sei arrivato
C’è una grossa novità
La vita vecchia è finita ormai
E quella nuova ancora qui non va
Si esce poco di giorno
Compreso quando è festa
E c’è chi ha messo delle mascherine calate sulla testa
E si sta senza parlare per intere settimane
E a quelli che hanno niente da dire le voci sono già lontane
Ma la televisione ha detto che la primavera
Porterà meno rianimazione
E tutti quanti stiamo già aspettando
Lasceremo i cani a casa e gireremo tutto il giorno
Andare al bar non sarà una croce
Anche al cinema faremo ritorno
Ci sarà da mangiare e vaccini tutto l’anno
Anche in Iran potranno guarire
Mentre in Cina già lo fanno
E ci si abbraccerà ognuno come gli va
Anche i medici potranno riposarsi
Ma soltanto a una certa età
E senza grandi disturbi qualche politico sparirà
Saranno forse i troppi furbi
ma Mattarella resterà
Vedi caro virus cosa ti scrivo e ti dico
E come sono contento di aspettare quel bellissimo momento
Vedi, vedi, vedi, vedi
Vedi caro virus cosa si deve inventare
Per poterti esorcizzare
Per continuare a sperare
E se quest’ansia poi passasse in un istante
Vedi amico mio come diventa importante
Che questo istante veda anch’io
L’angoscia che stiamo vivendo tra un anno passerà
E io sto resistendo…
È questa la novità[1]


[1] Tratto da Nord Ovest n. 4 – dal Rosa al Turchino – rivista periodica de Unione Pensionati Unicredit – Gruppo Piemonte e Valle D’Aosta. La canzone eseguita dalla Sangon Blues Band è reperibile sul canale Youtube “Gianmarlig1

Appello per salvare l’Archivio Storico della Stampa. Ecco le prime 76 firme. L’adesione del Comitato Scientifico del Centro Studi Gino Pestelli

La storia recente rappresentata dall’archivio storico di un quotidiano di levatura Europea non può essere tolta alla libera fruibilità.

Il Times

L’APPELLO

Torino, 29 novembre 2020

Abbiamo appreso della possibilità che l’intero Archivio Storico La Stampa, dal 2010 disponibile e fruibile gratuitamente in modalità online, possa scomparire.

Come storici, ricercatori e archivisti siamo estremamente preoccupati e desideriamo lanciare un accorato appello. Il patrimonio in esso contenuto rappresenta infatti una fonte di ricerca di estrema importanza, in particolare per la storia contemporanea. E non solo unicamente per Torino e per il Piemonte.

Uno strumento che utilizziamo noi per primi per le nostre ricerche, ma che risulta di grande importanza per i lettori: è storia anche loro e di un intero Paese. E lo è anche per gli studenti in generale – non solo universitari – che in particolare in questo periodo (e sempre di più, in futuro) avranno bisogno di supporti consultabili online. I tempi sono miseri, ma bisogna cercare di non farli diventare miserabili, senza cioè gettare alle spalle quanto di…

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Il patto del Nazareno ritorna

Le differenze che dividono Berlusconi dal resto del centro destra si fanno sempre più significative. L’appoggio non richiesto sia sui provvedimenti del governo alle prese con la pandemia che in relazione alle politiche di sostegno all’economia messe in campo dalla UE (vedi Recovery Fund) è sempre più evidente. D’altra parte le ultime sortite di qualche traghettatore del PD vanno sommandosi ai ripetuti inviti dei renziani che mal sopportano la leadership di Conte, omologato in quota M5S. A sbarrare la strada a questa ipotesi tutt’altro che peregrina, ossia l’entrata di Berlusconi nella maggioranza in forma surrettizia sotto forma di nuovo partito dei moderati, o se vogliamo di un revival dei democristiani, ci sono ovviamente i pentastellati. Tutti gli esponenti del M5S, nessuno escluso, scartano a priori questa ipotesi.

Su fronte avverso, l’opposizione rappresentata da Lega e Fratelli d’Italia, sta da tempo conducendo il tentativo di spaccare lo schieramento di maggioranza. Salvini e Meloni puntano ad enfatizzare le diverse posizioni tra il M5S e il resto della coalizione di centro sinistra a proposito del MES (Meccanismo Europeo di Stabilità), messo a disposizione dalla UE per chi lo richiede. PD e Italia Viva lo vogliono subito, perché 38 miliardi di euro cache sono una manna dal cielo per dare una boccata di ossigeno alle ingenti spese della sanità, il premier Conte e i grillini glissano. Le ragioni del rifiuto sono tutt’altro che ideologiche, come si cerca da più parti di insinuare per denigrare il M5S, ma per ragioni prettamente di equilibrio economico finanziario del sistema Italia. Conte e grillini ritengono, diversamente da Renzi , Zingaretti e Gualtieri, che il MES offra un mix di condizionalità che porrebbero il paese a rischio Troika, come successe per la Grecia. Un dato certo è che, ad oggi, malgrado la pesante situazione economica di tutti i paesi alle prese con gli effetti del Covid19, nessun membro della UE lo ha ancora richiesto. 

Quindi sembra certa la fusione fra Forza Italia e Italia viva ovvero Forza Italia Viva con l’intento di unire due debolezze per farne una forza politica in grado di esercitare una attrazione sui moderati, soprattutto ex democristiani. Tutto dipenderà da come evolve la situazione economico sanitaria del paese. Se a primavera si vedrà, anche grazie ad una vaccinazione antivirus di massa efficace, uno sviluppo favorevole della situazione, il governo rimarrà invariato al suo posto. In caso contrario le premesse della fusione potranno realizzarsi.

Sinistra italiana

Si avvicina un momento cruciale. Torino si sta preparando al voto amministrativo; tra qualche mese dovremo esprimerci per indicare la visione e il progetto politico della città nei prossimi anni. Corriamo il rischio di consegnare alle destre il futuro di questa città e alle prossime generazioni una società diseguale ed ecologicamente compromessa.

Siamo donne e uomini, lavoratrici e lavoratori, studentesse e studenti, persone che per la propria condizione sociale e generazionale continuano a pagare caro il prezzo della crisi, dell’austerità di questi anni, della precarietà, dello smantellamento dei servizi pubblici, dell’assenza di opportunità e prospettive.
La recente emergenza sanitaria, che ha colpito drammaticamente il nostro territorio, ha ulteriormente esaltato le disparità preesistenti. Abbiamo tutte e tutti la consapevolezza di vivere un momento di trasformazione epocale ed è difficile comprendere ora come sarà il domani. Non ci sono formule magiche cui affidarsi, non tornerà tutto come prima e non abbiamo mappe per navigare oltre le Colonne d’Ercole.

L’incertezza economica che stiamo attraversando però non può determinare un nuovo alibi. Non possiamo arrenderci al cinismo, alla rassegnazione del presente e allo status quo. In noi permane l’innata consapevolezza che il futuro della nostra città non possa prescindere dai valori ecologisti, progressisti e solidali, e la certezza che non potremo attendere ulteriormente lasciando trascorrere i prossimi mesi come un tempo vuoto, di attesa. Abbiamo delle idee, delle proposte, dei sogni e una spasmodica necessità di condividere con tutte e tutti coloro che saranno disponibili un nuovo cammino.

Partecipa all’Assemblea di martedì 1 dicembre 2020, ore 21:00.

Ritorno di memoria .24

A giugno il governo italiano ha lanciato Immuni, l’applicazione sviluppata per aiutare le autorità sanitarie a contenere l’epidemia del nuovo coronavirus, facilitando il tracciamento dei contatti. L’applicazione è stata annunciata il 1º giugno 2020 e la sperimentazione è iniziata l’8 giugno in quattro regioni – Abruzzo, Liguria, Marche e Puglia – per poi essere estesa al resto dell’Italia a partire dal 15 giugno. Quando una persona che ha installato Immuni scopre di essere positiva, può chiedere alla rispettiva azienda sanitaria locale di caricare la chiave sull’applicazione, così da inviare alle persone con cui è stata a contatto una notifica di esposizione.

In totale ci sono stati 9,9 milioni di download per Immuni, di cui 7,3 per Android e 2,6 per iOS. L’andamento dei download nel tempo è stato però molto irregolare, come si può vedere dal grafico: fino al 22 giugno i download quotidiani non sono mai stati meno di 80 mila, per poi calare sensibilmente e rimanere sotto quota 50 mila per tutta l’estate. Nella prima decade di ottobre si è invece assistito a un rapido aumento dei download (oltre 200 mila al giorno), per poi tornare a calare e arrivare – il 22 novembre – sotto quota 10 mila. Considerando le persone con più di 14 anni, Immuni è stata scaricata dal 19,8% della popolazione italiana. Tuttavia, ci sono ampie differenze sul territorio nazionale: la regione con la maggior percentuale di download è la Valle d’Aosta, dove l’app è stata installata dal 31,1% dei cittadini; quella con la percentuale più bassa è invece la Campania, dove il 12,5% della popolazione ha effettuato il download. Nella regione più popolosa e con il maggior numero di casi, la Lombardia, i download sono pari al 18,9%.  

“L’app Immuni ha ora oltre 10 milioni di download. Non ha per il momento sortito i risultati, in termini di scoperta dei contagiati, che ci si poteva aspettare”. Lo ha detto il commissario per l’emergenza coronavirus, Domenico Arcuri, in conferenza stampa. “Penso che l’app sia uno strumento molto importante. Ma perché sia efficace c’è bisogno di un rapporto di mutua collaborazione tra app e chi la scarica – ha continuato -. Il messaggio che abbiamo veicolato non è stato sufficientemente potente perché questo accadesse. Non sono sicurissimo che ai download corrisponda un uguale numero del corretto funzionamento dell’app”.[1]


[1] https://www.ilmessaggero.it/economia/news/coronavirus_arcuri_l_app_immuni_non_ha_funzionato_come_ci_si_aspettava-5611370.html

Ritorno di memoria .19

Nei giorni della riabilitazione presso l’Ospedale Edoardo Agnelli di Pinerolo, il finale del Campionato di Calcio post lock down e la lettura furono miei compagni fedeli per passare le lunghe ore di inattività e inerzia.

Guardare le partite sul tablet con le cuffie, per non disturbare il mio anziano compagno di stanza Giuseppe Crespo (combinazione un cognome di un celebre calciatore del Parma e altre squadre italiane di qualche anno fa), non mi ha fatto molto piacere. Mi è venuto in mente un vecchio articolo di Gianni Brera[1] rievocato a marzo dal quotidiano La Repubblica:” In realtà, si è giocato sul fondo di un cratere lunare o, che è immagine un poco più attendibile, sotto qualche metro di acqua limpida. La mancanza del pubblico ha rallegrato dapprima il vecchio stordito suiveur che io sono: in quello strano silenzio, risuonavano agre concitate rauche le grida dei calciatori in affanno, evidentemente intese a convincere tutti noi che si stesse davvero giocando una partita di Coppa Campioni. In effetti, si stava giocando una partita in perverso programma da mesi: però, non giuro di averla sofferta e ancor meno di averla goduta.” 

Ecco leggere e ricordare è un bell’esercizio.

“Les curieux événements qui font le sujet de cette chronique se sont produits en 194., à Oran. De l’avis général, ils n’y étaient pas à leur place, sortant un peu de l’ordinaire. À première vue, Oran est, en effet, une ville ordinaire et rien de plus qu’une préfecture française de la côte algérienne.”[2]

Orano è colpita da un’epidemia inesorabile e tremenda. Isolata con un cordone sanitario dal resto del mondo, affamata, incapace di fermare la pestilenza, la città diventa il palcoscenico e il vetrino da esperimento per le passioni di un’umanità al limite tra disgregazione e solidarietà. La fede religiosa, l’edonismo di chi non crede alle astrazioni, ma neppure è capace di “essere felice da solo”, il semplice sentimento del proprio dovere sono i protagonisti della vicenda; l’indifferenza, il panico, lo spirito burocratico e l’egoismo gretto gli alleati del morbo. Scritto da Albert Camus secondo una dimensione corale e con una scrittura che sfiora e supera la confessione, La peste è un romanzo attuale e vivo, una metafora in cui il presente continua a riconoscersi questo sentiment viene confermato anche dall’attuale pandemia in cui la peste è il Covid19.

Certo durante quei giorni in riabilitazione ho letto altri libri, ma il libro di Albert Camus che ho apprezzato anche in lingua originale mi ha appassionato particolarmente visto i facili riferimenti alla situazione attuale con la pandemia Covid19 che è indubbiamente una sorta di peste.


[1] https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/juventus/2020/03/04/news/il_calcio_a_porte_chiuse_secondo_gianni_brera_si_e_giocato_sul_fondo_di_un_cratere_lunare_-250220973/

[2] Albert Camus – La Peste – Ed. Gallimard 1947 “I singolari avvenimenti che danno materia a questa cronaca e i loro effetti si sono verificati nel 194… a Orano. Per opinione generale, non ve n’erano uscendo un po’ dall’ordinario. A prima vista, infatti, Orano è una città ordinaria, null’altro che una prefettura francese della costa algerina.”

Addio Maradona!

Un lutto enorme per chi ama il calcio. Una sensazione amarissima per la scomparsa di un uomo del suo tempo, umanissimo, ma irregolare. Aveva da poco compiuto sessant’anni. La notizia da poco comparsa sui giornali di tutto il mondo mi ha colpito moltissimo perché il calcio é una mia passione che resiste a tutte le brutture che negli ultimi anni sono cadute addosso a questo mondo sportivo. Negli ultimi tempi non si può andare neanche allo stadio a causa del Coronavirus, occorre accontentarsi del surrogato televisivo.

Addio Diego!

Ritorno di memoria .22

Fumare, non è stato interessante per me nei primi trent’anni di vita. Poi venne l’amore impossibile, la relazione negata, il senso di frustrazione dell’amare unilaterale. Provai allora a calmarmi, a curare la “malattia” fumando. Cominciai con la pipa credendo che fumarla facesse meno danni. Errato.

Poi vennero le norme antifumo negli ambienti di lavoro e passai alle sigarette che, allora, si potevano fumare nei corridoi fuori dall’ufficio o alla “macchinetta del caffè”. Andai avanti qualche anno finché non nacque Giulia la mia secondogenita, in suo onore smisi di fumare; non volevo che sentisse l’odore della nicotina sulle mie mani e nel mio alito.

Mi concedevo qualche sporadico “tiro” ogni tanto, dopo una bella cena con gli amici. Non molti anni fa prendendo un caffè in un bar vidi un pacchetto di sigarette intonso sul bancone, qualcuno lo aveva abbandonato. Lo presi e ricominciai a fumare per un paio d’anni. Poi i primi sintomi di bronchite e respiro corto mi indussero a smettere definitivamente.

L’ho pagato caro il “vizio” quando a marzo fui colpito dal Covid19 oltre al sovrappeso si aggiunse un enfisema polmonare silente che agevolò di molto il lavoro del virus.

“Immagina una droga che causi la morte prematura di una persona su due che ne fanno uso, che costi nell’arco della vita circa 80.000 Euro, che renda insicuri, annoiati e tesi abbia un sapore disgustoso, sgretoli l’autostima, impedisca di concentrarsi e non offra il ben che minimo vantaggio.

Riesci a credere che ci sia stato un momento in cui più del 80% della popolazione adulta occidentale era dipendente da questa droga? Riesci ad immaginare te stesso diventare un fumatore accanito, lo sei già perché la droga si cui parlo è la nicotina.”[1]

Spero di convertire qualcuno degli eventuali lettori fumatori alla free smoke life.


[1] Allen Carr – Il piccolo libro per smettere di fumare. EWT Srl, Milano.

Ritorno di memoria .16

Come hanno reagito i giovani italiani al lock down?  Un fatto così straordinario, che impatto avrà nella testa di ragazzi poco più che adolescenti? Aver perso, da un giorno all’altro, la scuola, gli amici, gli abbracci, la socialità evoca scenari apocalittici ma, a sorpresa, uno studio ci restituisce un pizzico di speranza: “Abbiamo scoperto una generazione molto diversa dallo stereotipo che generalmente le si affibbia”, spiega Mauro Tuzzolino, coordinatore del progetto e autore de “I giovani e la crisi del Covid19. Prove di ascolto diretto”[1]una raccolta ragionata di dati alla quale hanno prestato il proprio contribuito 567 giovani di tutta Italia.
 
L’inchiesta, si è svolta dal 18 aprile al 5 maggio, dall’analisi è emerso che la comunità nazionale ha resistito, nonostante le difficoltà, a questa complessa fase dell’esistenza.

La famigerata “Dad (didattica a distanza)” è al centro dello studio, dall’inchiesta emerge un giudizio abbastanza positivo da parte della maggioranza degli intervistati: il 44% la valuta ottima o buona, il 35% si attesta su un giudizio medio (sufficiente), soltanto il 21% attribuisce un giudizio negativo alla sua personale esperienza. 
“Il momento di criticità ha spinto i ragazzi a serrare le fila – spiega l’autore – ma lo studio ribadisce la domanda di scuola da parte dei giovani. Paradossalmente grazie alla pandemia i nostri studenti hanno riscoperto il valore della scuola come luogo comunitario. E hanno riconosciuto il ruolo di mediazione, spesso trascurato, del docente”.
E dopo questa esperienza, per certi versi traumatica, cosa chiedono i ragazzi al mondo degli adulti? Essenzialmente un cambiamento, specialmente nell’approccio con certi temi come l’inquinamento e alle responsabilità dell’uomo. Si percepisce insomma un processo di colpevolizzazione dell’organizzazione sociale, come se la crisi costituisse un campanello di allarme per le scelte e i comportamenti da adottare in futuro. Come hanno reagito i giovani italiani al lock down?  Un fatto così straordinario, che impatto avrà nella testa di ragazzi poco più che adolescenti? Aver perso, da un giorno all’altro, la scuola, gli amici, gli abbracci, la socialità evoca scenari apocalittici ma, a sorpresa, uno studio ci restituisce un pizzico di speranza.

E dopo questa esperienza, per certi versi traumatica, cosa chiedono i ragazzi al mondo degli adulti? Essenzialmente un cambiamento, specialmente nell’approccio con certi temi come l’inquinamento e alle responsabilità dell’uomo. Si percepisce insomma un processo di colpevolizzazione dell’organizzazione sociale, come se la crisi costituisse un campanello di allarme per le scelte e i comportamenti da adottare in futuro.

Spesso i giovani pensano che i più indisciplinati, in questi tempi di pandemia, siano gli anziani e i ragazzi adolescenti (16/18 anni). I Ragazzini non hanno paura della malattia né tanto meno coscienza della portata delle loro azioni. Gli anziani, come spesso accade, non riescono ad adattarsi alle novità.

“La pandemia  – scrive nella prefazione del volume il sociologo Francesco Bonomi – ha aperto una finestra di fiducia, che forse per i millennials cresciuti nella crisi post 2008 rappresenta un’esperienza nuova, sul fatto che le grandi questioni del nostro tempo possono essere affrontate in maniera più efficace quando ognuno è chiamato a dare un contributo, a partecipare alla vita della polis”.

“A suo modo – continua Bonomi – questa finestra era stata aperta dalla figura di Greta Thunberg, ma l’esperienza del Covid19 ha contribuito a scavare non poco il solco della consapevolezza. Che va accompagnata, da insegnanti, genitori, dalla fragile comunità educante, perché rappresenta l’antidoto a uno scenario nel quale si addensano le nuvole grigie delle paure della pandemia, della crisi ecologica, della crisi economica. Questa generazione è nata e cresciuta in un paese che attraversa una metamorfosi dolorosa, rispetto alla quale il Covid19 ha agito come un grande dispositivo di accelerazione del cambiamento”.[2]


[1] Arkadia editore – introduzione di Aldo Bonomi

[2] https://www.repubblica.it/cronaca/2020/09/12/news/i_giovani_e_la_crisi_del_covid_19_siamo_smarriti_l_uomo_deve_cambiare_rotta_bene_dal_didattica_a_distanza_ma_solo_nell_-266992290/