Torino spiritualità

È uno spazio privilegiato di riflessione. È la casa di quanti non rinunciano mai a farsi domande. È il luogo in cui cercare, lontano dalla frenesia di tutti i giorni, il significato profondo del nostro essere e del nostro tempo.

Quattro giorni di incontri, dialoghi, lezioni e letture per crescere insieme, attraverso il confronto tra coscienze, l’incrocio di fedi, culture e religioni provenienti da ogni parte del mondo.

Progetto dalla Fondazione Circolo dei lettori, Torino Spiritualità è divenuto negli anni un imperdibile appuntamento per oltre 25.000 persone, provenienti da ogni parte d’Italia. Non un pubblico generico, ma vera e propria comunità di pensiero e ricerca, anima di un dialogo fecondo che intreccia parole, silenzi, ascolto ed esperienza.

Dal 2005 a oggi, ogni edizione di Torino Spiritualità è un tratto di strada comune, un percorso di comprensione sviluppato negli oltre 150 incontri in programma e guidato ogni volta da un tema differente.

Dalle Speranze alla Memoria, dal Dono al Sorriso, fil rouge della manifestazione è la volontà di indagare la dimensione etica e spirituale dell’essere umano come momento necessario per entrare in relazione con l’altro e aprire nuove vie alla conoscenza.

Ad accompagnare il cammino del pubblico sono filosofi, teologi, storici, scrittori, artisti, scienziati, personalità della politica e dell’economia, provenienti da tutto il mondo. Voci capaci di offrire una pluralità di idee e prospettive. Senza mai pretendere di dare risposte quanto, piuttosto, di suggerire nuove domande. Torino Spiritualità nasce dal confronto con mondi diversi. Associazioni, enti, istituzioni culturali, istituti di ricerca del territorio e nazionali collaborano ogni anno alla costruzione della manifestazione.

Dal centro alle periferie, dagli spazi cittadini al territorio regionale, Torino Spiritualità fa dello spirito dei luoghi contenuto e spunto di ricerca. Dai teatri ai luoghi di culto, dalle biblioteche ai musei fino alle colline torinesi, Torino Spiritualità trasforma la città e il territorio in uno spazio aperto e diffuso di riflessione.

Gli incontri firmati Torino Spiritualità continuano tutto l’anno.

criptovalute e rischi di sicurezza informatica

#criptovalute e #rischi di #sicurezza #informatica #mining #finanza #guadagnareonline #virus Cosa sono le criptovalute? Il principio su cui si basano le criptovalute è lo stesso delle valute tradizionali che utilizziamo ogni giorno: sono beni a cui è assegnato un valore monetario, con la sola differenza che sono disponibili solo in formato digitale. In altre parole, […]

criptovalute e rischi di sicurezza informatica

Un anno dopo… (R.di m. 38)

Potrebbe essere un'immagine raffigurante 1 persona e il seguente testo "S Dopo un anno in lockdown ci sentiamo in trappola. Non perché dobbiamo stare in casa, ma perché non possiamo fuggire"

[“A un anno di distanza dalle prime chiusure parte dell’Italia è di nuovo in zona rossa. Ci risiamo, tutti a casa. La speranza di una normalità più vicina grazie al vaccino, dopo la sospensione di AstraZeneca, lo stop e adesso la ripartenza della campagna, comunque rallenta. Si allontana nei nostri pensieri il momento in cui saremo tutti immunizzati. Emergono ansia, incertezze.”Se nel primo lockdown la paura del contagio era generalizzata e straniante, in un’atmosfera fantascientifica, in questo secondo anno prevalgono proprio i vissuti di impotenza, di incertezza del futuro e di relativa affidabilità delle autorità politiche e civili: non per disistima di esse, ma per l’evidenza innegabile della complessità del problema. La gente si sente in trappola, non solo e non tanto perché deve materialmente stare in casa, bensì perché deve stare in una situazione che non può evitare e da cui non può fuggire” spiega lo psicoanalista Stefano Bolognini, già presidente della Società italiana psicoanalitica (Spi). Un problema che non accenna a fermarsi. “Disturbi psichiatrici e depressioni – conclude – aumenteranno, per forza di cose.”]

Non sono completamente d’accordo con questa visione che leggo on line su “La Stampa”. Gli italiani non si sentono prigionieri delle regole anzi le disattendono regolarmente, magari non sempre in maniera eclatante come è successo a Torino nei giorni scorsi con la manifestazione “no mask, no Vax”. Più semplicemente gli italiani fanno quello che gli pare certi che non ci siano controlli seri, a Collegno si gira un film in piena zona rossa, micro assembramenti si verificano, sembra tutto normale. Si sta in casa perché costretti da DAD e lavoro agile, chi può esce e si allontana a piedi o in bicicletta dalla propria zona. Non è sempre necessario sconfinare dal proprio Comune per fare parecchia strada. La cosa che manca di più è la solidarietà, la fiducia nelle vaccinazioni è scarsa anche a causa delle diatribe di origine chiaramente commerciale gonfiate dalla TV e dai giornali. La zona rossa, in pratica, è al massimo gialla. Speriamo che il virus vada via autonomamente come fanno ed hanno fatto tutti i suoi fratelli. Buona giornata a tutte e tutti, siate prudenti, proteggete comunque voi stessi e le vostre famiglie usando le tre regole basilari che non sto a ripetere, le conoscete. Ne usciremo sperando di aver imparato qualcosa.

Un articolo di mio figlio

Bitcoin che felicità!

Criptovalute: alcuni profili di qualificazione giuridica

Di Riccardo Nigro

Dal punto di vista del diritto le monete virtuali basate sulla tecnologia blockchain sono strumenti finanziari o beni giuridici ex articolo 810 del codice civile?

Le criptovalute in questo periodo sono più che mai al centro dell’attenzione grazie alle strabilianti performance delle quotazioni del bitcoin (e delle altre principali criptovalute) che sono schizzate alle stelle. Il quesito portante di questo articolo è il seguente: dal punto di vista del diritto cosa sono queste monete virtuali basate sulla tecnologia blockchain? Sono strumenti finanziari o beni giuridici ex art. 810 c.c.?

Per definire cosa sono le criptovalute dal punto di vista del diritto si può partire dalla ormai famosa sentenza del Tribunale di Verona che nel 2017 qualifico i bitcoin come strumenti finanziari (Trib. Verona, Sez. II civ., 24 gennaio 2017). Al centro della controversia in esame vi erano alcuni bitcoin che furono acquistati da una delle parti attraverso una piattaforma che li allocava presso il pubblico senza la benché minima informativa precontrattuale. Il giudice riconoscendo la violazione degli articoli 67 e ss. del Codice del consumo, predispose la nullità del contratto e la restituzione dell’indebito da parte della piattaforma.

Questa impostazione è stata confermata da una più recente sentenza della Corte di Cassazione penale del 2020 (Corte Cass. penale, sez. II, n. 26807/2020). La Corte nel ritenere infondato il ricorso da parte di un exchange, il quale asseriva che le criptovalute si sarebbero sottratte alla normativa in materia di strumenti finanziari essendo dei mezzi di pagamento,  sottolineava anche il fatto che sul sito web in cui queste valute virtuali venivano allocate non v’era di alcuna informativa adeguata a dare informazioni idonee ai consumatori (ex art. 91 e ss. TUF). Si notava anche che l’omissione della suddetta integra il reato di abusivismo finanziario (ex art. 166, comma 1, lett. c) TUF).

È chiaro che ci si trova davanti a degli strumenti finanziari se le criptovalute vengono allocate da soggetti che ne continuano a detenere il possesso, permettendo solamente l’utilizzo speculativo delle stesse da parte dei propri utenti. Nel caso in esame, infatti, le criptovalute non possono essere considerate dei mezzi di pagamento (contrattuali) anche perché rientranti nella fattispecie dei prodotti finanziari atipici ex art 1, lett. u) TUF.

In ogni caso, le piattaforme che decidono di allocare valute virtuali in questa maniera dovrebbero rispettare tutte le prescrizioni esistenti in materia di strumenti finanziari, e in caso di “sollecitazione all’investimento” dare comunicazione preventiva dalla CONSOB.

Se si decide di investire in questi strumenti bisogna come primo passo capirne il funzionamento, e come secondo valutare la serietà della piattaforma che si vuole utilizzare per acquistare cryptocurrencies.

Le criptovalute, però, si possono acquistare anche in altre maniere. Per esempio, a titolo originale estraendole (attraverso il processo di mining), ovvero ricevendole per mezzo di una transazione. (continua: https://www.altalex.com/documents/news/2021/03/10/criptovalute-alcuni-profili-di-qualificazione-giuridica)




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nervi scoperti

Potrebbe essere un'immagine raffigurante il seguente testo "CITTADI COLLEGNO CITTA COLLEGNO CollegnA Lavori Pubblici AREA CHIUSA VIETATO L'ACCESSO E L'UTILIZZO «Per limitare la possibilità di occasioni di assembramento da martedì 9 marzo in tutto Piemonte non sarà consentito l'utilizzo delle aree attrezzate per gioco sport, come ad esempio scivoli, altalene, campi di basket, zone skate, in aree pubbliche all'interno di parchi giardini pubblici (fatta salva possibilità di fruizione ai soggetti con disabilità)>"
Non è stato piacevole avere avuto, a proposito di questo warning del Comune di Collegno linkato in altro sito di notizie sulla Città di Collegno, un lungo ed educato scambio di opinioni ed essere bannato dalla gentile giovane madre a cui ho semplicemente scritto (argomentando) che questo provvedimento è più che normale in presenza di scuole dell’infanzia chiuse. Si vuole semplicemente evitare prevedibili (già visti di persona) assembramenti di bambini e nonni. Troppi nervi scoperti fanno perdere di vista la realtà: oltre centomila morti in Italia per Covid19.

riscossa

Una trentina di giorni trascorsi nel reparto di terapia intensiva dell’Ospedale di Rivoli, prima in coma farmacologico poi semicosciente, hanno prodotto una serie di sogni lucidi. La mia “realtà del sogno” si trasformava di volta in volta nella loro ricorrenza, mi trovavo a commentare e modificare i miei sogni come se ne fossi l’autore. Esistono teorie sull’intrusione dello stato di REM.

La mia esperienza personale è stata il sogno lucido, parecchi dei miei sogni erano a puntate, a volte vedevo la stessa scena ma con dei dialoghi diversi.

Credo che il fatto di essere stato trattato, in un ospedale pubblico, con medicinali che hanno indotto il coma abbia influito sulla natura dei miei sogni. I sogni quindi sono l’equivalente della “vita che ti scorre davanti” ciò capita alle persone che hanno esperienze di premorte.

Ciò che percepivo ogni tanto come “voci angeliche” erano le voci dei dottori e dei miei cari che ascoltavo in videochiamata alla fine del periodo di addormentamento totale. A loro ho dedicato la mia “riscossa”.

Dopo questa esperienza posso dire di non temere la morte, credo che dopo di essa non accada nulla. Ho attraversato quanto di peggio mi potesse capitare e ne sono uscito. In realtà credo di averne tratto molti insegnamenti positivi.

È stata la proverbiale ‘sveglia’. Ho realizzato che vivevo la mia vita come se pensassi che non avesse fine. Troppo spesso mi lasciavo distrarre da cose non importanti. Tornando indietro, anche potendo, non so se eviterei il coma perché è stata un’esperienza spensierata. Penso spesso che se fossi morto non me ne sarei accorto.

Riscossa

Ero prigioniero di un’armatura,
m’invadeva la gola,
ma ero pronto per l’avventura.
Il cuore forte, i sogni confusi, chiusi in una bolla
che rimbalzava su sponde dure,
sostituivano la veglia, erano la colla
che mi teneva legato alle cure
degli angeli in carne ed ossa.
Combattendo riuscii a vincere
e fu così che realizzai la mia riscossa.

Per approfondimenti: https://losmemoratodicollegno.org/ (serie di post “Ritorno di memoria”)

Un epilogo distante (R. di m. 37)

Sono passati undici mesi da quando mi sono ammalato di Covid19 e posso testimoniare che soffro della cosiddetta “long-Covid19“.

Ci sono casi in tutte le regioni, soprattutto Lombardia, Lazio e Piemonte. La maggior parte degli ex pazienti Covid19, il 95 per cento, ha dichiarato di avere ancora dei sintomi, e quasi la metà di questi, il 45 per cento, è il dato più impressionante, ne soffre da più di sette mesi. Tra i disturbi più frequenti del long Covid19, l’espressione inglese comunemente usata per indicare i postumi dell’infezione, si riscontrano stanchezza (85 per cento), affaticamento (80 per cento), fiato corto (61 per cento), mancanza di concentrazione (60 per cento), dolori alle articolazioni (59 per cento), disturbi del sonno (57 per cento) e tachicardia (49 per cento).

Certamente prima di pensare a una terapia è necessario essere certi di soffrire della sindrome post Covid19, rilevabile solo dal medico e dopo essersi sottoposti a una serie di esami specifici.

Se al termine degli accertamenti si è sicuri di avere questo problema si potrà intervenire rinforzando le vie metaboliche cellulari grazie all’attività fisica (fisioterapia) supportando attivamente la riformazione di quelle molecole, come le proteine, che sono state “scippate” dal Virus.

Un’integrazione ad hoc con aminoacidi e vitamine, là dove si evidenzino carenze, è il primo passo da compiere. Successivamente, e sempre sotto controllo di un medico specialista, fare riabilitazione motoria adeguata e introdurre supporti nutrizionali quantitativamente adeguati ai bisogni cellulari, aiuta notevolmente il recupero.

Ritengo che sia nostro diritto essere inseriti in una lista di persone da tenere sotto controllo sanitario, oltre alla vaccinazione, ognuno di noi ex covid19 ha diritto ad eliminare al massimo i danni subiti.

Le mani di Draghi sulle pensioni

La riforma delle Pensioni e le misure alternative alla quota 100, in scadenza il 31 dicembre 2021, non sono state enunciate nel programma di Mario Draghi durante la richiesta di fiducia alle camere per il suo nuovo governo. Ma i lavori ministeriali per evitare lo scalone che si creerà a partire dal 1° gennaio 2022 continuano alla ricerca di misure di flessibilità in uscita che possano evitare ai lavoratori di dover attendere i requisiti rigidi fissati dalla riforma Fornero.

Si fa strada, per il dopo quota 100, un mix tra flessibilità e revisione dei meccanismi contributivi, con un’estensione del sistema dei coefficienti anche ai versamenti fatti prima del 1996, anno di entrata in vigore della riforma delle pensioni di Lamberto Dini.

Senza sottovalutare le possibilità e le potenzialità che la stessa legge di Bilancio 2021 offre alle imprese per mettere in pensione i propri dipendenti in esubero, beneficiando dei meccanismi dei contratti di espansione e dei prepensionamenti dell’abbassamento dell’assegno di pensione.

L’idea di una pensione anticipata resa più flessibile dalla correzione dei contributi andrebbe nella direzione attuariale dei coefficienti di trasformazione del montante contributivo a 67 anni, età prevista per la pensione di vecchiaia, mediante rapporto con il coefficiente di trasformazione corrispondente all’età effettiva di uscita dal lavoro, ad esempio 63 o 64 anni.

Tra la riforma delle pensioni che arriverà nel corso del 2021 e l’attuale situazione di emergenza che verrà accentuata dallo sblocco dei licenziamenti, se il governo Draghi rimanderà le uscite oltre il 31 marzo prossimo, si colloca uno degli strumenti, restaurato dalla recente legge di Bilancio, che permetterà alle imprese di mandare in pensione anticipata i propri lavoratori in esubero con uscita fino a 60 mesi prima rispetto ai requisiti previsti per le pensioni di vecchiaia o le pensioni anticipate dei soli contributi.

insalata con tarassaco e uova sode

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Cucinare le patate in acqua salata, sbucciarle e tagliarle a fette sottili. Lavare le foglie di tarassaco, scolarle o tamponarle con uno strofinaccio da cucina e tagliarle. Sbucciare la cipolla e tritarla finemente. Versare tutti gli ingredienti in una ciotola e condire con sale, pepe, olio e aceto. Successivamente sgusciare le uova, tagliarle a metà o in quattro e aggiungerle all’insalata.

Ingredienti per 4 persone

  • 3 manciate di foglie fresche di tarassaco
  • 4 uova (sode)
  • 2 patate piccole
  • 1 cipolla piccola
  • 2 cucchiai di aceto di mele
  • 2 cucchiai di olio d’oliva
  • sale e pepe q.b.

Come molti di voi sanno, il tarassaco o “dente di leone” è l’erbetta di campo che in primavera (già ora, se nella vostra zona occhieggia il sole) o se preferite in quaresima mette parecchi di noi col culo all’aria. Che avete capito? … ci costringe armati di coltellino a piegarci per raccogliere le tenere foglie di tarassaco (girasoli in Piemonte, zangon in Puglia). Tornando a casa sbizzarritevi all’utilizzo del raccolto, la ricetta qui sopra è solo una delle tante. Il tarassaco è il maiale delle verdure selvatiche perché della piantina si usa tutto: foglie, boccioli, fiori e radici. Con le radici che, venivano tostate, durante l’autarchia fascista si otteneva il surrogato del caffè. Dimenticavo, per i cittadini: non raccogliete il tarassaco nelle aiuole spartitraffico o nei pressi delle tangenziali, li c’è il veleno.