grandine

Beppe-Grillo-a-Napoli

Ci poteva scappare la notte più bella del mondo agitando pensieri come bandiere colorate
e io invece zaino in spalla , nido di rapace ricordi in via d’estinzione

ma l’arte non paga diritti d’autore alla realtà , anche se ogni donna vorrebbe farsi leccare da un poeta anche se da quello che mi dicono i poeti non esistono più e questo è un vero peccato

perché bisogna sapersi leggere dentro prima di cominciare a scrivere , si , martello su un’incudine
sentirsi come un lungo ramo senza fiori
ogni speranza è raggiungibile
ogni certezza è irragionevole

perché sempre seducente chi può farci del male
perché sempre seducente chi vuol farci del male

rifiutare le proprie ossessioni e come sbucciarsi con un coltello senza lama
ci metteresti troppo tempo e poi a che prezzo poi

ho notato che fidarsi di chi non ti contraddice mai è un grossissimo rischio perché ti vuole fregare o pure peggio non glie ne frega niente di te

ho notato che la speranza è ciò che ognuno vuole che sia la speranza è una risposta vaga una domanda sfocata
un’arrampicata affannosa su una pertica
CHE PRENDE fuoco , una tana scavata in fretta
mentre lasci il tuo odore nel naso del tuo predatore

sentirsi come un lungo ramo senza fiori
ogni speranza è raggiungibile
ogni certezza è irragionevole

perché sempre seducente chi può farci del male
perché sempre seducente chi vuol farsi del male

Ci poteva scappare la notte più bella del mondo agitando pensieri come bandiere colorate
e io invece zaino in spalla , nido di rapace ricordi in via d’estinzione

ma l’arte non paga diritti d’autore alla realtà , anche se ogni donna vorrebbe farsi leccare da un poeta anche se da quello che mi dicono i poeti non esistono più e questo è un vero peccato

perché bisogna sapersi leggere dentro prima di cominciare a scrivere , si , martello su un’incudine
sentirsi come un lungo ramo senza fiori
ogni speranza è raggiungibile
ogni certezza è irragionevole

perché sempre seducente chi può farci del male
perché sempre seducente chi vuol farci del male

rifiutare le proprie ossessioni e come sbucciarsi con un coltello senza lama
ci metteresti troppo tempo e poi a che prezzo poi

ho notato che fidarsi di chi non ti contraddice mai è un grossissimo rischio perché ti vuole fregare o pure peggio non glie ne frega niente di te

ho notato che la speranza è ciò che ognuno vuole che sia la speranza è una risposta vaga una domanda sfocata
un’arrampicata affannosa su una pertica
CHE PRENDE fuoco , una tana scavata in fretta
mentre lasci il tuo odore nel naso del tuo predatore

sentirsi come un lungo ramo senza fiori
ogni speranza è raggiungibile
ogni certezza è irragionevole

perché sempre seducente chi può farci del male
perché sempre seducente chi vuol farsi del male

marta sui tubi

difficoltà politiche di natura tecnica

roberta-lombardi

Il premier incaricato Bersani ha incontrato i rappresentanti del M5S. Erano presenti il capogruppo alla Camera Roberta Lombardi e quello al Senato Vito Crimi, con loro una piccola delegazione di esponenti del Movimento. Beppe Grillo, probabilmente, avrà visto l’incontro on line, in diretta streaming come ha richiesto.

Roberta Lombardi è stata, ieri, protagonista del commento all’allentamento del vincolo di bilancio, essenziale per il pagamento dei debiti della pubblica amministrazione nei confronti delle imprese. Secondo la capogruppo di M5S si tratterebbe di una “porcata di fine legislatura”, la Cittadina Lombardi lo ha dichiarato in un post pubblicato sul sito di Beppe Grillo.
Secondo Lombardi: “Visto che le commissioni non partono per problemi di poltrone, si deve istituire una Commissione speciale. L’atto più importante è appunto la relazione al Parlamento del Governo sull’allentamento del vincolo di bilancio e la revisione (in negativo) dei saldi di finanza pubblica, per un futuro decreto legge che stanzi i soldi creati con nuovo debito pubblico, per i pagamenti dei crediti delle imprese verso la pubblica amministrazione. Si tratta di 40 miliardi, 20 miliardi per il 2013 e 20 per il 2014. Bisogna allentare il Patto di stabilità per un decreto legge visto che la materia è urgente. Fermo restando che siamo assolutamente a favore del pagamento dei crediti alle piccole e medie imprese, non ci hanno convinto due punti della relazione di Grilli. Il primo: ‘una parte dei pagamenti alle imprese confluirà immediatamente al sistema creditizio, se da un lato questo aspetto diminuisce l’impatto sul sistema economico, dall’altro contribuisce a ridurre le tensioni all’interno del sistema creditizio, si attende una riduzione dei tassi d interesse alla clientela e un’attenuazione delle tensioni sull’offerta di credito’. Ossia: i cittadini prendono un impegno per 40 miliardi di debito pubblico, di cui una parte (nessuno sa quanta) andrà direttamente alle banche e da questa generosa, ennesima, regalia ci si aspetta che subito erogheranno prestiti e finanziamenti alle PMI italiane. L’esperienza di questi anni ci ha reso cauti sugli effetti nell’economia reale dei finanziamenti alle banche”.

Veramente singolare questa posizione della capogruppo che si dimostra a digiuno delle normali logiche economiche. Una semplice domanda andrebbe fatta alla Cittadina Lombardi: quando un’azienda non riesce a farsi pagare i crediti, con quali soldi va avanti se non con quelli rivenienti da finanziamenti propri e bancari? Mi pare ovvio che una parte dei pagamenti che arriveranno dalla Pubblica Amministrazione contribuiranno a diminuire l’esposizione debitoria delle Imprese nei confronti delle banche finanziatrici. Questo è un motivo ostativo al provvedimento che il Governo ha annunciato?

Solo per chiarezza ricordiamo che il Patto di Stabilità Interno nasce dall’esigenza di convergenza delle economie degli Stati membri della UE verso specifici parametri, comuni a tutti, e condivisi a livello europeo in seno al Patto di stabilità e crescita e specificamente nel trattato di Maastricht (Indebitamento netto della Pubblica Amministrazione/P.I.L. inferiore al 3% e rapporto Debito delle Amministrazioni Pubbliche AA.PP. e il P.I.L. convergente verso il 60%). Credo che il Governo abbia tenuto conto di tutto ciò prima di proporre un allentamento del vincolo.

Mi pare ovvio che Bersani e compagni debbano tener conto del fatto che il problema non è solo conquistare il voto dei grillini per formare il Governo, ma anche quello di dover “educare” molti di loro alle logiche politiche che sottintendono un’esperienza di vita e delle conoscenze economiche e politiche di base, tali che permettano di avere un dialogo.

cambiare si può

Laura Boldrini

Pierluigi Bersani e Nichi Vendola hanno sopreso tutti azzeccando la scelta dei nomi da proporre al Parlamento per la presidenza dei suoi due rami; scelta che ha costretto i grillini a fare i conti con la propria coscienza almeno al Senato. Boldrini e Grasso, non sono Franceschini e Finocchiaro, il nuovo (entrambi neo-eletti) contro il vecchio. Questa mossa ha indotto lo scontro interno al MoVimento 5 Stelle sopratutto al Senato dove a Bersani mancano i numeri. I grillini in una seduta d’urgenza convocata prima del ballottaggio Grasso-Schifani si sono scontrati fra loro e il Movimento è imploso tra pianti, urla e recriminazioni. La spaccatura ha dato i suoi frutti.

La reazione di Grillo non si è fatta attendere di fronte agli avvenimenti Grillo ha reagito così sul suo blog:
“Nella votazione di oggi per la presidenza del Senato è mancata la trasparenza. Il voto segreto non ha senso, l’eletto deve rispondere delle sue azioni ai cittadini con un voto palese. Se questo è vero in generale, per il MoVimento 5 Stelle, che fa della trasparenza uno dei suoi punti cardinali, vale ancora di più. Per questo vorrei che i senatori del M5S dichiarino il loro voto.
Nel “Codice di comportamento eletti MoVimento 5 Stelle in Parlamento” sottoscritto liberamente da tutti i candidati, al punto Trasparenza è citato:
– Votazioni in aula decise a maggioranza dei parlamentari del M5S.
Se qualcuno si fosse sottratto a questo obbligo ha mentito agli elettori, spero ne tragga le dovute conseguenze.”

Una crepa nel monolite 2.0 si è aperta proprio alla prima prova dei fatti, la democrazia si è fatta pratica e la teoria della distruzione del sistema ha vacillato. Quando il voto può decidere se a guidare il Senato debba essere una bandiera dell’antimafia o un signore incardinato al sistema e dal passato mille volte discusso i dubbi ti strozzano l’anima e ti fanno sconfessare la linea dell’equidistanza dalla casta.

Il centro sinistra ha fatto un passo avanti, ma la strada è lunga e piena di accidenti. Ora Napolitano ha qualche piccola possibilità in più per diradare la nebbia politica che lo avvolge, forse potrà dare l’incarico per formare il nuovo Governo a Bersani senza dover transitare da alambicchi e contorsioni per sondaggi del terreno. Intanto Berlusconi mastica fiele.

cara elettrice, caro elettore

Il risultato elettorale ha fatto emergere con chiarezza quanto forti siano le ripercussioni della crisi più grave dal dopoguerra a oggi e quanto perentoria sia la richiesta di cambiamento.

Le primarie aperte per la premiership, con oltre tre milioni di votanti, e le primarie per la scelta dei parlamentari che hanno eletto moltissimi giovani e donne sono state il tentativo di dare una risposta nel segno della partecipazione, del civismo e del rinnovamento.

Il centrosinistra non ha ottenuto alle elezioni la possibilità di formare da solo il governo del Paese, ma è maggioranza assoluta alla Camera e relativa al Senato.

Tocca dunque a noi la responsabilità di fare una proposta che sia all’altezza delle aspettative dei cittadini.

Per questa ragione proponiamo un programma di governo basato su otto punti che qualifichino e chiariscano il senso del cambiamento che vogliamo per l’Italia. Proposte di fronte alle quali ciascuno si assumerà la responsabilità di dire un sì o un no davanti al paese.

Sono progetti sui quali è bene che vi sia un pubblico dibattito, alla luce del sole ed è utile il contributo e la partecipazione di tutti. Questo è il link con la descrizione del primo provvedimento: Per un’Italia onesta. Altri ne seguiranno. Vi chiedo di leggere le proposte, discuterle, commentarle, diffonderle, sostenerle e se lo ritenete opportuno contribuire a migliorarle con i vostri suggerimenti compilando il questionario.

Vi chiedo di essere parte attiva del dibattito su queste proposte per un governo del cambiamento all’altezza della crisi sociale e politica che l’Italia sta attraversando. ll primo tema riguarda l’onestà, pubblica e privata. E’ il primo passo da fare: la ricostruzione dell’Italia onesta che tutti desideriamo, con norme più dure contro ogni forma di corruzione, il falso in bilancio e l’autoriciclaggio.

Pier Luigi Bersani

logopd

Serveha detto Bersani – “una fase incisiva che dia il segno che cambia davvero qualcosa, e comunque noi dobbiamo dare voce a questa esigenza che dopo le elezioni si cambi qualcosa, e questo dobbiamo dirlo senza balbettare o partecipare al balletto delle ipotesi”.

Alla base del governo proposto da Bersani – a cui comunque Grillo ha già risposto con un rifiuto, definendo il segretario “un morto che parla” – ci sono otto punti che in sostanza ripropongono il programma elettorale del Pd alla vigilia del voto, ma con una accentuazione maggiore delle misure per “moralizzare” la politica.

I primi due punti riguardano il superamento delle politiche europee di austerity e “misure urgenti sul fronte sociale e del lavoro” – come l’allentamento del patto di stabilità per i Comuni per far ripartire gli investimenti pubblici – mentre il terzo si intitola “riforma della politica e della vita pubblica”, con il dimezzamento dei parlamentari, la riduzione dei loro stipendi e la cancellazione delle province, nonché una legge elettorale col doppio turno di collegio.

Tra gli otto punti, Bersani inserisce anche un pacchetto di iniziative che vanno dalla legge sul falso in bilancio a quella sul conflitto d’interessi, fa un riferimento all’”economia verde” e anche ai diritti – dalle unioni omosessuali alla cittadinanza per i figli di immigrati nati in Italia – oltre che al “potenziamento del diritto allo studio”.

Proposte che verranno messe su Internet per essere discusse e integrate grazie alla “partecipazione” dei cittadini che vorranno così tentare di indirizzare la politica del futuro governo. I segni della “rivoluzione grilliana” cominciano a sgretolare le ingessature della politica italiana.

il vaffa impera

logo_spazioblog

“Abbiamo tutti il dovere di salvaguardare l’interesse generale e l’immagine internazionale del Paese, evitando premature categoriche determinazioni di parte”.

Giorgio Napolitano Roma, 2 marzo 2013

Cetto La Qualunque meglio di chiunque altro potrebbe prendere le redini della situazione politica italiana e catalizzare l’attenzione su di sé per mettere a tacere tutti con due parole “ ‘ntu culu!!”. Già perché, come le vecchiette nell’anticamera del medico della mutua, i politici (eletti e non, D’Alema “fatti i cazzi toi”) parlano tra loro incessantemente e spasmodicamente. A pochi giorni dalle elezioni, che avrebbero dovuto cambiare le sorti del Paese, non si fa altro che porsi delle domande.
Che farà Grillo?
Con chi si alleerà?
Bersani apre al M5S?
Berlusconi chiuderà alle escort?
E la famiglia, tutto apposto?
…BASTA!!!
Con una media di oltre 1000 cessazioni di attività al giorno nei primi nove mesi del 2012 (dati del Cgia di Mestre) l’Italia conferma il suo stato di profonda crisi e gli italiani hanno, ogni giorno di più, bisogno di risposte e non di ulteriori tentennamenti.

Grillo e il suo megafono magico hanno conquistato l’Italia a suon di vaffanculo e cavalcato l’onda dell’indignazione popolare, surfando tra i flutti sino ad approdare alla meta del 25% del consenso in soli tre anni (Fassino fattene una ragione). E adesso? La nuova parola che gli italiani dovranno imparare dopo austerity e spread sarà governissimo. Una coalizione di larghe intese necessaria per poter mandare avanti la carretta, almeno per qualche altro mese.

Queste elezioni, infatti, hanno dilaniato il già logoro rapporto tra classe dirigente e popolazione, e ahnno aperto una ferita lacero contusa refrattaria a qualsiasi tipo di cura. Il centrosinistra ad oggi paga il comportamento poco incisivo e quasi complice o timorato del centrodestra perdendo la fiducia dei giovani e dei ceti più poveri, mandando in frantumi il suo sogno di rivoluzione nazionale nel pieno rispetto, però, delle regole dettate dall’Europa. Si è riesumato Berlusconi e il berlusconismo che si pensava già riposto in soffitta tra la roba vecchia, e invece ci si ritrova su un filo di lana funamboleggiando tra l’ingovernabilità e gli accordi sotto banco.

Nuove elezioni sembrano impossibili, un governo tecnico (ancora?!?) > continua

basta megafono!

megafono

La politica è gestione della cosa pubblica non stare alla finestra a sbraitare, quest’ultima cosa andava bene fin che non è arrivata la scelta del 25% dell’elettorato votante, disilluso forse, ma richiedente un drastico cambiamento e il cambiamento si ottiene facendo politica.

Gli uomini e le donne di Beppe Grillo sembrano ora sull’orlo di una crisi di nervi. Il vero impegno degli eletti non è ancora iniziato, ma pare già necessaria una psicoterapia di gruppo per evitare il collasso mentale. Non era poi così male essere gente comune, vero? Davvero valeva la pena farsi travolgere da un’onda velenosa, altissima, fatta di domande, diffidenza, proposte indecenti e insulti, attese e speranze in cambio di 2500 euro al mese da intascare per il bene delle Patria?

Il primo conclave della nuova era moVimentista si apre oggi pomeriggio a Roma promettendo di durare tre giorni. I 162 neoparlamentari in arrivo da ogni angolo della Penisola hanno scelto la riunione a porte chiuse, nessuna diretta streaming. La glasnost stavolta non funziona. Chiusi, compatti, in difesa davanti alle pressanti richieste del Paese: “a chi date la fiducia?”. Sono in attesa di capire come comportarsi anche con il Capo. Fieramente dicono: “se qualcuno svela dove siamo lo cacciamo a calci in culo. In questo momento dobbiamo guardarci in faccia tra noi”.

Tsunami Tour punto x punto

beppegrillo

A carnevale ogni scherzo vale e, al carnevale di Rivoli ieri, mi hanno appioppato il volantino del M5S di Beppe Grillo contenente le date del Tour in Piemonte e “alcuni punti del programma del M5S e delle proposte discusse nel forum e nel blog”. Voglio esaminarli qui e discuterne con voi o miei quattro lettori.

* legge anticorruzione: quale, come da cosa cominciamo? Boh, occorre sicuramente andare a sentire Grillo o leggere il suo blog, ma la politica si fa anche spiegando le proprie idee con quattro parole su un foglietto distribuito all’ignaro passante, o no?

* reddito di cittadinanza: ah, che bel nome per la vecchia, vecchisima indennità di disoccupazione di degasperiana memoria, roba nuova…

* abolizione dei contributi pubblici ai partiti (retroattivi da queste elezioni),

* abolizione immediata dei finanziamenti diretti e indiretti ai giornali: benissimo affidiamo finanziamento dei partiti e della stampa, solo ed esclusivamente ai privati, cioè a coloro che posseggono capitali e potere, potranno scegliere loro direttamente chi proporci, questa è la pura essenza della democrazia, ah come mi piace essere conservatore ogni tanto!

* Introduzione del referendum propositivo e senza quorum,

*obbligatorietà della discussione di ogni legge di iniziativa popolare in Parlamento con voto palese: bene! A quando l’istituzione del plebiscito?

* referendum sulla permanenza nell’euro: demenziale! Ma dove vivi Beppe, sulla Luna? Non sai che per molto meno, una dichiarazione di Berlusconi per esempio, i mercati finanziari ci mazzuolano ben bene? Non sai che il ritorno alla tanto amata lira, che persino la destra estrema agogna, ci porterebbe alla definitiva rovina? O pensi che la Merkel ci perdoni per aver mandato a puttane l’Europa della moneta unica, o meglio ancora, hai forse dimenticato che uno dei motivi fondativi di quella moneta unica è evitare la terza guerra mondiale con partenza Europa!

* una sola rete televisiva pubblica, senza pubblicità, indipendente dai partiti: magari controllata che ne so dalla tanta odiata Mediaset, così solo per suggerire il palinsesto a base di nani e ballerini, no?

* elezione diretta dei candidati alla Camera e al Senato: oh si, siamo d’accordo, magari chessò via internetet…

* istituzione di un politometro per la verifica di arricchimenti illeciti da parte della classe politica negli ultimi vent’anni: d’accordo, trovami la maggioranza che la vota!

* massimo di due mandati elettivi,

* legge sul conflitto di interesse: ok, approvo!

* misure immediate per il rilancio della piccola e media impresa sul modello francese: addirittura! Per vedere affrontato il problema dei problemi italiani, il lavoro (salvo il punto in cui si inventa l’indennità di disoccupazione chiamata qui pomposamente reddito di cittadinanza) si deve giungere al trediciesimo punto della lista d’intenti? E poi di che trattiamo ? Di un fantomatico modello francese: un colpo al cerchio leghista e uno alla botte centrosinistra (amante di Hollande secondo Grillo). Ammazete oh! Dulcis in fundo tre punti buoni:

* ripristino dei fondi tagliati alla Sanità e alla Scuola pubblica con tagli alle Grandi Opere Inutili come la Tav,

* informatizzazione e semplificazione dello Stato,

* accesso gratuito alla Rete per cittadinanza: andrebbe anche detto come spendere i soldi che tornano a Sanità e Scuola Pubblica senza provocar danni, gli altri due punti sono già attivi a macchia di leopardo, sperando che Bersani non passi nelle vicinanze…

Bene siamo già all’autocelebrazione, al culto del movimento duro e puro, ma i risultati dell’azione di governo al comune di Parma o in Sicilia, quando ci sarà dato di vederli?