laicità

Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani. I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti, accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale.

(art. 7 della Costituzione Repubblicana).

Questa la premessa indispensabile per parlare del libro, “Percorsi Laici” di Tullio Monti, presentato presso il Punto Sociale di Collegno, negli spazi dello storico circolo Martiri della Libertà.

Il volume raccoglie una serie di brevi saggi scritti dall’autore relativi al pensiero laico e liberalsocialista, analizzati e sviluppati dal punto di vista storico, dei principi e politico, anche in relazione alle tematiche dei diritti e delle libertà civili. Temi e argomenti di riflessione che permangono al centro del dibattito con crescente attualità, data la permanente carenza di laicità nella cultura italiana e nella politica nel nostro Paese.

L’autore Tullio Monti, nato a Torino nel 1959, studioso di filosofia politica, con particolare riferimento allo sviluppo del pensiero laico e liberalsocialista, declinati attraverso la sua multiforme attività di suscitatore, divulgatore e organizzatore della cultura laica in Italia e in Europa e mediante il sostegno attivo alla Resistenza laica e democratica in Iran.

Augusta Casagrande speaker di Radio Villa Centrale e il Sindaco di Collegno Francesco Casciano, padroni di casa con Claudia Sais del Circolo Arci Punto Sociale, hanno presentato il dibattito che si è svolto fra Federico Fornaro deputato di Leu in Parlamento e l’autore.

Fornaro: mi rivolgo a un amico di lunga data e allo stesso tempo a un rosselliano convinto, sappiamo che la laicità ha smesso di essere al centro del dibattito politico italiano, essa non può prescindere, in Italia, dai rapporti con la Chiesa Cattolica. Rapporti educativi del popolo da lungo tempo che hanno avuto come conseguenza che in Italia lo Stato sia stato considerato “altro da sé” con conseguente scarso civismo.
Ricordiamo che lo Stato Unitario fino al 1919 non fu riconosciuto dalla Chiesa. Il Non Expedit (non giova, non conviene) fu abolito implicitamente da Benedetto XV, che solo nel 1919 permise ai cattolici di aderire al Partito popolare di Luigi Sturzo e quindi di essere attivi nella politica italiana.
Sappiamo che la Controriforma, storicamente, influì molto sulla vita sociale italiana (la confessione come frattura della laicità). Attualmente la Chiesa conserva l’interventismo sul dibattito e sulla legislazione in connessione coi diritti sociali. Occorre quindi non dimenticare che la laicità dello Stato continua ad essere in messa in discussione (aborto, fine vita) dall’invasione di campo cattolica.
Il rapporto fra sinistra e cattolici nel dopoguerra fu influenzato dalla Svolta di Salerno (P.C.I.) in cui Togliatti evita la contrapposizione con la Chiesa. Successivamente Berlinguer interviene con il tentativo del “compromesso storico”.
La DC è stato un partito interclassista non perfettamente clericale che ha impedito l’affermazione socialista laica (CISL, Forze Nuove di Donat Cattin). La Chiesa, un potere forte che De Gasperi contrastò, cosa che Letta e il Partito Democratico non sono in grado di fare oggi. Occorre inoltre osservare che il Multiculturalismo religioso ha un freno oltre che nella Costituzione, nell’attenzione sulla condizione della donna spesso negativa nei vari credo religiosi. Inoltre, oggi, esiste una fragilità della democrazia con rischi di derive illiberali che mette in pericolo lo Stato tout court.

Tullio Monti: l’esperienza liberalsocialista in Italia non si è realizzata, ho smesso la politica nel 2009 dopo i dissapori con Riccardo Nencini per quanto attiene all’esperienza socialista. Ecco perché Fornaro è l’unico politico avvicinato in occasione delle presentazioni del libro. La storia della sinistra italiana è, in effetti, la storia delle occasioni perdute.
La laicità è la qualità della democrazia, cardine fondante della Costituzione Repubblica. Nel rapporto fra lo Stato e la Confessione religiosa, l’Italia, è un unicum di non risoluzione del problema Stato/Chiesa.
Infatti all’estero i partiti democristiani sono equivalenti ai partiti conservatori privi di problematiche confessionali.
In Italia non ci sono forze politiche veramente laiche nella seconda Repubblica. Nella prima Repubblica ci furono, invece, semi di laicità che sono stati all’origine delle conquiste di molti diritti civili. Conquista diventata impossibile nella seconda Repubblica “infettata” dai residui democristiani in ogni partito.
Attualmente, un incredibile ed elevato finanziamento dello Stato alla Chiesa Cattolica (8 permille, esenzioni tassa sugli immobili, ecc.) impedisce di parlare veramente di laicità e conquiste bioetiche, inducendo fatica della discussione politica in Italia.

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