testimoni di…

Nel 1870, negli Stati Uniti d’America, un giovane avventista di nome Charles Taze Russell studia la Bibbia insieme ad altri credenti per cercare le verità che non trova nella religione che professa; a 18 anni, nessuna preparazione teologica ha un’insana passione per le profezie.

Per meglio diffondere il vangelo secondo le sue convinzioni, nel 1879 fonda la rivista Torre di Guardia, che nel 1884 diventa una società per azioni. Russell diventa popolare la dove predica; viaggia e scrive molto guadagnando bene con la letteratura che vende. I suoi collaboratori lo identificano con lo “schiavo fedele e discreto” predetto da Gesù nel Vangelo, ma non si rivela uno stinco di santo, perché nel corso della sua vita subisce ben tre processi: uno per infedeltà coniugale, uno per frode e un altro per peculato. Nel 1913, durante un discorso in un tempio massonico, afferma che molte sue dottrine bibliche sono simili alle dottrine massoniche, mescolando il sacro con il profano. Russell rimane capo del movimento fino al 1916, anno della sua morte. Muore su un su un treno nel Texas due anni dopo aver profetizzato la fine del mondo nel 1914.

L’ossessione per l’escatologia apocalittica sarà una costante di questo movimento. Una fissa intorno alla quale baserà il suo impianto dottrinale. Dalla previsione fallita del 1914 il movimento subisce un collasso, da cui si riprenderà solo qualche anno dopo allorché il suo successore, Joseph Rutherford prende in mano l’organizzazione. 

Rutherford non ha il carisma di Russell. E’ ambizioso, megalomane, autoritario e, soprattutto, dedito al bere. Nel 1918 finisce in galera per propaganda sovversiva contro il governo americano. Uscito di prigione, mette da parte tutti gli insegnamenti del suo predecessore, causando uno scisma nella setta, battezza il movimento con il nome di “testimoni di Geova”, elabora nuove dottrine e fissa le fine del mondo prima nel 1925, poi nel 1941. Rutherford muore di polmonite nel 1942 e il suo successore, Nathan Knorr, trasforma il movimento in una vera e propria azienda commerciale, premiando l’impegno dei proseliti e dando inizio alla espansione mondiale della “Tower”, aprendo filiali, scuole e congregazioni ovunque. Con quali fondi faccia tutto questo non è noto, fino a quando, nel 1959 notizie pubblicate sui giornali su una corrispondenza privata tra massoni attestano chiaramente che i testimoni di Geova sono finanziati dalla Massoneria in funzione anti-cattolica.

Knorr non si limita a imprimere all’organizzazione un modello da multinazionale commerciale, ma commissiona una nuova traduzione della Bibbia manomettendola in più parti; introduce l’ostracismo verso i fuoriusciti e il divieto delle trasfusioni di sangue per i fedeli, fonda un corpo direttivo che assume le sembianze di un consiglio di amministrazione di una società e fissa l’inizio del regno millenario di Cristo nel 1975. La sua profezia si rivela un disastro, il suo mancato adempimento causa un’emorragia di fedeli: oltre un milione di seguaci abbandona il culto nel giro di due anni.

Knorr muore nel 1977, al suo posto subentra Frederick Franz, l’eminenza grigia del movimento, il teologo del gruppo. Sotto la sua presidenza l’organizzazione consolida il suo potere sui fedeli. Egli riorganizza il movimento conferendogli una struttura fortemente piramidale; in stile Grande Fratello, modifica profondamente gli intendimenti biblici, crea una gestione politica in cui la libertà individuale è abolita e la Watch Tower diventa la coscienza collettiva di ogni singolo fedele. Viene così a formarsi una dittatura estesa a tutte le congregazioni del mondo mediante un controllo rigido esercitato dagli anziani locali.

Non tutto però fila liscio. Nel 1980 un membro del corpo direttivo, Raimond Franz, entra in rotta di collisione con i dirigenti del gruppo e viene espulso dal movimento. Una volta fuori, pubblica un best-seller di cinquecento pagine, Crisi di Coscienza, in cui denuncia il clima da totalitarismo assoluto che vige nell’organizzazione, i metodi autoritari dei capi, le inquisizioni minuziose sui fedeli, le occulte registrazioni di conversazioni e di telefonate, i processi a porte chiuse senza alcuna difesa da parte degli inquisiti, le scomuniche per qualche critica di troppo, i dissidenti presentati come criminali e indemoniati.

Nel 1983 sulle pubblicazioni della Watch Tower vengono scoperte delle immagini subliminali di natura satanica. I fedeli che scoprono quelle immagini vengono prima ridicolizzati, poi espulsi affinché la notizia non si diffonda nelle congregazioni. Il corpo direttivo liquida tutto come semplici illusioni ottiche, ma quelle immagini diventano sempre più numerose e sempre più visibili, tanto da spingere gli esperti a parlare di tecniche di manipolazione mentale praticate dalla Watch Tower sui lettori.

Nel 1988 intere congregazioni italiane abbandonano il movimento, i fuoriusciti si moltiplicano giorno dopo giorno. Molti di loro ricorrono ai mezzi di comunicazione per denunciare le pratica autoritarie, liberticide e coercitive del movimento. Franz muore nel 1992 senza aver fissato una data precisa per la fine dei tempi, anche se si continua a mettere l’accento sulla sua imminenza preannunciata da guerre, conflitti, calamità naturali, pestilenze, secondo una strategia comunicativa che gli esperti definiscono mirata a seminare terrore nei fedeli così da tenerli legati alla setta. Dopo la sua morte, il movimento resta senza un vero capo carismatico.

Nel 1997 iniziano problemi legati alla pedofilia: una testimone di Geova che lavorava alla sede centrale americana, Barbara Anderson, scopre migliaia di casi di abusi sui minori perpetrati nell’organizzazione e accuratamente insabbiati dai vertici del movimento. Forse, presa da un rimorso di coscienza, sottrae tutti i documenti dagli archivi e li porta in un Tribunale americano. E’ l’inizio di un terremoto che mina le fondamenta stessa dell’organizzazione. Numerose vittime di abusi sessuali cominciano a farsi avanti e a denunciare anni di violenze taciute alle autorità. E’ uno tsunami che travolge l’organizzazione, partono inchieste, processi, condanne che determinano risarcimenti milionari.  

Nel 2001 scoppia un altro scandalo. Un quotidiano inglese, The Guardian, scopre che la Watch Tower si è associata alle Nazioni Unite le quali si giustificano con la menzogna di un errore fatto in buona fede da un loro funzionario. Il movimento dimostra così di avere una doppia faccia, una doppia morale avendo per anni indicato la politica come un’azione satanica.  Una doppia morale messa in risalto anche da un’indagine condotta nel 2015 dal Center for Investigative Reporting, che porta alla luce migliaia di documenti prodotti dalla Società Torre di Guardia in cui erano presenti istruzioni per gli “anziani” dei testimoni di Geova per tenere nascosti, sia alle forze dell’ordine sia agli altri fedeli, i casi di pedofilia e abusi sessuali avvenuti all’interno della congregazione per ben venticinque anni.  

Nel 2019 un quotidiano italiano on line: Fanpage, scopre che l’organizzazione che vieta ai fedeli di svolgere il servizio militare, pena la scomunica, ha investito parte dei suoi proventi in aziende che producono armi da guerra.

Attualmente la Watch Tower conta otto milioni e mezzo di fedeli in oltre duecento Paesi. Ma facendo una stima tra chi entra e chi esce, la crescita media è di centomila nuovi aderenti l’anno. Nel 2020, con la pandemia da Coronavirus che ha impedito loro di predicare e riunirsi, l’organizzazione è calata di cinquantamila unità. Segno che la sua esistenza si basa su un proselitismo capillare e a tratti aggressivo, senza il quale, probabilmente, non sopravvivrebbe a lungo termine.

Non aprite quella porta…

Afghanistan

Serata interessante, presso la Libreria Belgravia di Torino, in compagnia di Maria Morigi che ha presentato il suo “Afghanistan” con ferma pacatezza, evitando ogni implicazione politica o partito preso. Al netto del vasto e variegato contenuto del libro, ciò che più ha colpito la mia attenzione è stato il tema dei “Taliban”. Maria ha evidenziato che quegli uomini dalla lunga barba, che spesso vengono volontariamente confusi con i terroristi tout court, tali non sono. Appartamenti alla etnia Pashtun, che ammonta al 42 per cento della popolazione afghana, sono con tutta evidenza coloro che detengono il potere locale anche quando non si trovano al potere esecutivo. Sono da sempre contrari alla economia del papavero da oppio e sicuramente con questo atteggiamento si sono tirati dietro le antipatie di americani e occidentali in genere, questi ultimi molto interessati all’oppio. La Cia ha utilizzato spesso questa droga per il controllo dei cittadini americani riottosi che furono e sono messi “fuori uso” dall’eroina che dall’oppio deriva. I Talebani sono attualmente al potere perché riconosciuti come interlocutori dall’amministrazione Trump e ora da Biden in continuità con la politica estera americana che non cambia certo al cambiare del “comandante in capo”. Diamo tempo e possibilità al governo talebano e al popolo Afghano tutto di coltivare la vita civile e l’economia secondo i millenari dettami della loro splendida ed indomita cultura.

Maria Morigi si occupa di Afghanistan da più di vent’anni, non è ancora riuscita ad organizzare un viaggio nel Paese anche se, per motivi di studio sociale, storico, archeologico e geopolitico ha visitato i paesi confinanti: Cina, Pakistan e Iran che sono storicamente interconnessi con quella Nazione.

L’Afghanistan è stato sempre nelle mire del colonialismo occidentale, gli inglesi hanno combattuto fin dal XIX secolo ben tre guerre con l’Afghanistan uscendo sconfitti da un popolo che ha sempre salvaguardato la propria indipendenza con caparbietà; soffrendo, ma respingendo l’invasore. Nel 1978 l’allora Unione Sovietica, su richiesta afghana invase a malincuore l’Afghanistan per un decennio. Alla caduta del Muro di Berlino i russi abbandonarono il Paese. Più tardi furono gli Stati Uniti ad invadere l’Afghanistan a causa del terrorismo musulmano che aveva provocato la distruzione delle Torri Gemelle di New York. Questa ultima invasione è appena terminata come abbiamo già visto.

Leggere questo libro permette la comprensione di un grande Paese misconosciuto, ma dalla civiltà millenaria.