Un anno dopo… (R.di m. 38)

Potrebbe essere un'immagine raffigurante 1 persona e il seguente testo "S Dopo un anno in lockdown ci sentiamo in trappola. Non perché dobbiamo stare in casa, ma perché non possiamo fuggire"

[“A un anno di distanza dalle prime chiusure parte dell’Italia è di nuovo in zona rossa. Ci risiamo, tutti a casa. La speranza di una normalità più vicina grazie al vaccino, dopo la sospensione di AstraZeneca, lo stop e adesso la ripartenza della campagna, comunque rallenta. Si allontana nei nostri pensieri il momento in cui saremo tutti immunizzati. Emergono ansia, incertezze.”Se nel primo lockdown la paura del contagio era generalizzata e straniante, in un’atmosfera fantascientifica, in questo secondo anno prevalgono proprio i vissuti di impotenza, di incertezza del futuro e di relativa affidabilità delle autorità politiche e civili: non per disistima di esse, ma per l’evidenza innegabile della complessità del problema. La gente si sente in trappola, non solo e non tanto perché deve materialmente stare in casa, bensì perché deve stare in una situazione che non può evitare e da cui non può fuggire” spiega lo psicoanalista Stefano Bolognini, già presidente della Società italiana psicoanalitica (Spi). Un problema che non accenna a fermarsi. “Disturbi psichiatrici e depressioni – conclude – aumenteranno, per forza di cose.”]

Non sono completamente d’accordo con questa visione che leggo on line su “La Stampa”. Gli italiani non si sentono prigionieri delle regole anzi le disattendono regolarmente, magari non sempre in maniera eclatante come è successo a Torino nei giorni scorsi con la manifestazione “no mask, no Vax”. Più semplicemente gli italiani fanno quello che gli pare certi che non ci siano controlli seri, a Collegno si gira un film in piena zona rossa, micro assembramenti si verificano, sembra tutto normale. Si sta in casa perché costretti da DAD e lavoro agile, chi può esce e si allontana a piedi o in bicicletta dalla propria zona. Non è sempre necessario sconfinare dal proprio Comune per fare parecchia strada. La cosa che manca di più è la solidarietà, la fiducia nelle vaccinazioni è scarsa anche a causa delle diatribe di origine chiaramente commerciale gonfiate dalla TV e dai giornali. La zona rossa, in pratica, è al massimo gialla. Speriamo che il virus vada via autonomamente come fanno ed hanno fatto tutti i suoi fratelli. Buona giornata a tutte e tutti, siate prudenti, proteggete comunque voi stessi e le vostre famiglie usando le tre regole basilari che non sto a ripetere, le conoscete. Ne usciremo sperando di aver imparato qualcosa.

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