Regoliamoci (R. di M. 30)

Prendiamo, se ce li danno, i soldi del recovery fund, ma non quelli del MES altrimenti dovremo consegnare i libri al tribunale della Troyka. Riapriamo le scuole a gennaio e stiamo a casa senza guardare i colori dell’arcobaleno regionale. Inoltre, laviamoci le mani, sanifichiamole e indossiamo la mascherina anche in casa quando qualche congiunto rientra da fuori. Natale lo festeggeremo il prossimo anno. Intanto scaldiamoci con moderazione con il vino rosso e bianco di tutte le regioni della nostra bella e resistente Italia. Una eventuale terza ondata della pandemia rischia di provocare una “strage”. C’è da temere moltissimo l’arrivo del mese di gennaio quando, come accade tutti gli anni, le persone colpite dall’influenzastagionale si recano negli ospedali affollandoli. Per questo motivo occorre fare quanto suggerisco, rispettare ancora in maniera ferrea le regole di distanziamento sociale. In caso contrario, una terza ondata della pandemia di Covid19, unita alla diffusione dell’influenza, potrebbe appunto provocare una strage.

A questo punto credo sia utile conoscere più da vicino e meglio il covid19 della famiglia coronavirus:

  1. Che cosa sono i coronavirus?

I coronavirus (CoV) sono una vasta famiglia di virus che possono causare malattie che vanno dai comuni raffreddori fino a infezioni più gravi come la sindrome respiratoria mediorientale (MERS – Middle East Respiratory Syndrome) o la sindrome respiratoria acuta grave (SARS – Severe Acute Respiratory Syndrome). Il coronavirus apparso a fine 2019 nella provincia cinese di Wuhan (SARS-CoV-2) fa parte di un nuovo ceppo mai identificato in precedenza.

2. Che cosa si intende con Covid-19?

La malattia provocata dal coronavirus è denominata COVID-19 e a partire dall’11 marzo 2020 è stata catalogata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come “pandemia”. 

3. Quali sono i sintomi del coronavirus?

I sintomi più comuni registrati in persone affette da coronavirus sono i normali sintomi influenzali: febbre sopra i 37,5 gradi, tosse e difficoltà respiratorie (dispnea) sono in generale i sintomi iniziali più comuni. Nei casi più gravi, l’infezione può causare polmoniti e serie difficoltà respiratorie, tali da richiedere l’intubazione del paziente e la respirazione assistita.

4. Come si trasmette il coronavirus?

La trasmissione dei coronavirus tra esseri umani avviene normalmente attraverso il contatto stretto con un’altra persona portatrice del virus. I vettori della trasmissione tra umani possono essere la saliva (anche tossendo o starnutendo), mani contaminate che entrano in contatto con naso o bocca e più in generale i contatti diretti personali. La trasmissione iniziale dei coronavirus avviene generalmente tra animali ed esseri umani (i coronavirus sono infatti scientificamente definiti “zoonotici”). Le ricerche scientifiche condotte in passato hanno scoperto che il SARS-CoV, che ha colpito il sud-est asiatico tra il 2002 e il 2003, è stato trasmesso dagli zibetti agli esseri umani mentre il MERS-CoV, apparso in Medio Oriente nel 2012, è stato trasmesso dai dromedari. Nel caso del coronavirus cinese, l’animale che ha iniziato il contagio pare essere stato una specie di pipistrello.

5. Trasmissione coronavirus, cosa si intende con ‘contatto stretto’?

La definizione di “contatto stretto” è stata fornita dal Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (ECDC – European Centre for Disease Prevention and Control) e comprende le casistiche descritte di seguito:

  • Una persona che vive nella stessa abitazione di un caso di COVID-19.
  • Una persona che ha avuto un contatto fisico diretto, per esempio una stretta di mano, con un caso di COVID-19.
  • Una persona che ha avuto un contatto diretto non protetto con le secrezioni di un caso di COVID-19, ad esempio toccare fazzoletti usati dalla persona contagiata.
  • Una persona che ha avuto un contatto diretto con un caso di COVID-19, ad una distanza inferiore a 2 metri e per una durata maggiore di 15 minuti.
  • Una persona che si è trovata in un ambiente chiuso, con un caso di COVID-19 ad una distanza inferiore a 2 metri e per una durata maggiore di 15 minuti. Esempi di ambienti chiusi possono essere aule scolastiche, sale riunioni, uffici, sale di attesa in ospedale o negli ambulatori comunali.
  • Un operatore sanitario od altra persona che fornisce assistenza diretta ad un caso di COVID-19 senza l’utilizzo dei presidi medico-sanitari raccomandati o in caso di utilizzo di presidi non idonei.
  • Una persona che abbia viaggiato seduta in aereo nei due posti adiacenti a un caso di COVID-19, i compagni di viaggio o le persone addette all’assistenza e i membri dell’equipaggio addetti alla sezione dell’aereo dove il caso indice era seduto (qualora il caso indice abbia una sintomatologia grave od abbia effettuato spostamenti all’interno dell’aereo, determinando una maggiore esposizione dei passeggeri, considerare come contatti stretti tutti i passeggeri seduti nella stessa sezione dell’aereo o in tutto l’aereo).
  • Il collegamento epidemiologico può essere avvenuto entro un periodo di 14 giorni prima o dopo la manifestazione della malattia nel caso in esame.

6. Quanto dura il periodo di incubazione del coronavirus?

Con ‘periodo di incubazione’ si intende il lasso di tempo che intercorre tra il momento del contagio da Covid-19 e il momento in cui si presentano i primi sintomi. Secondo le informazioni disponibili al momento, si stima che questo vari fra i 2 e gli 11 giorni, fino ad un massimo di 14 giorni. Durante il periodo di incubazione è possibile trasmettere la malattia ad altre persone, per questo ai casi sospetti è consigliato un auto-isolamento di due settimane senza contatti con l’esterno, il tempo necessario per avere la certezza di avere o non avere contratto il virus e poter eventualmente effettuare analisi approfondite.

7. Quanto è pericoloso il coronavirus?

La pericolosità del virus varia di caso in caso. Alcune persone infette possono rimanere asintomatiche, non manifestano sintomi e non incorrono in alcun pericolo. La maggior parte delle persone contagiate, soprattutto giovani e bambini, sviluppa sintomi lievi e molto lentamente. È stato riscontrato che le persone anziane e quelle con patologie preesistenti come diabete, insufficienze cardiache e renali sono generalmente più vulnerabili e sviluppano le infezioni più gravi.

8. Quali sono le precauzioni per ridurre il rischio di contagio da coronavirus?

Le precauzioni da adottare, suggerite, dall’OMS includono includono:

  • Lavarsi frequentemente le mani. Il lavaggio accurato delle mani con acqua e sapone o con disinfettante a base alcolica è in grado di eliminare il virus.
  • Coprirsi naso e bocca quando si tossisce o starnutisce. Sarebbe bene evitare di coprirsi con le mani, perché questo potrebbe infettarle e favorire la trasmissione del virus. L’OMS suggerisce di coprirsi con il gomito, dal momento che è più difficile che questo entri in contatto con altri oggetti, oppure con un fazzoletto di carta, da gettare immediatamente dopo.
  • Evitare contatti ravvicinati con altre persone, in particolare quelle che presentano sintomi come tosse o raffreddore. La tosse e gli starnuti infatti generano piccole goccioline di saliva che possono essere inalate in seguito a contatti troppo ravvicinati.
  • Evitare di toccare con le mani superfici esposte al contatto di molte persone. Le superfici esposte al contatto di molte persone potrebbero contaminarsi molto più facilmente e fungere da veicolo per la trasmissione del virus.

Spero di aver convinto qualcuno ad una maggior prudenza nell’interesse di noi tutti.

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