Appello per salvare l’Archivio Storico della Stampa. Ecco le prime 76 firme. L’adesione del Comitato Scientifico del Centro Studi Gino Pestelli

La storia recente rappresentata dall’archivio storico di un quotidiano di levatura Europea non può essere tolta alla libera fruibilità.

Il Times

L’APPELLO

Torino, 29 novembre 2020

Abbiamo appreso della possibilità che l’intero Archivio Storico La Stampa, dal 2010 disponibile e fruibile gratuitamente in modalità online, possa scomparire.

Come storici, ricercatori e archivisti siamo estremamente preoccupati e desideriamo lanciare un accorato appello. Il patrimonio in esso contenuto rappresenta infatti una fonte di ricerca di estrema importanza, in particolare per la storia contemporanea. E non solo unicamente per Torino e per il Piemonte.

Uno strumento che utilizziamo noi per primi per le nostre ricerche, ma che risulta di grande importanza per i lettori: è storia anche loro e di un intero Paese. E lo è anche per gli studenti in generale – non solo universitari – che in particolare in questo periodo (e sempre di più, in futuro) avranno bisogno di supporti consultabili online. I tempi sono miseri, ma bisogna cercare di non farli diventare miserabili, senza cioè gettare alle spalle quanto di…

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Il patto del Nazareno ritorna

Le differenze che dividono Berlusconi dal resto del centro destra si fanno sempre più significative. L’appoggio non richiesto sia sui provvedimenti del governo alle prese con la pandemia che in relazione alle politiche di sostegno all’economia messe in campo dalla UE (vedi Recovery Fund) è sempre più evidente. D’altra parte le ultime sortite di qualche traghettatore del PD vanno sommandosi ai ripetuti inviti dei renziani che mal sopportano la leadership di Conte, omologato in quota M5S. A sbarrare la strada a questa ipotesi tutt’altro che peregrina, ossia l’entrata di Berlusconi nella maggioranza in forma surrettizia sotto forma di nuovo partito dei moderati, o se vogliamo di un revival dei democristiani, ci sono ovviamente i pentastellati. Tutti gli esponenti del M5S, nessuno escluso, scartano a priori questa ipotesi.

Su fronte avverso, l’opposizione rappresentata da Lega e Fratelli d’Italia, sta da tempo conducendo il tentativo di spaccare lo schieramento di maggioranza. Salvini e Meloni puntano ad enfatizzare le diverse posizioni tra il M5S e il resto della coalizione di centro sinistra a proposito del MES (Meccanismo Europeo di Stabilità), messo a disposizione dalla UE per chi lo richiede. PD e Italia Viva lo vogliono subito, perché 38 miliardi di euro cache sono una manna dal cielo per dare una boccata di ossigeno alle ingenti spese della sanità, il premier Conte e i grillini glissano. Le ragioni del rifiuto sono tutt’altro che ideologiche, come si cerca da più parti di insinuare per denigrare il M5S, ma per ragioni prettamente di equilibrio economico finanziario del sistema Italia. Conte e grillini ritengono, diversamente da Renzi , Zingaretti e Gualtieri, che il MES offra un mix di condizionalità che porrebbero il paese a rischio Troika, come successe per la Grecia. Un dato certo è che, ad oggi, malgrado la pesante situazione economica di tutti i paesi alle prese con gli effetti del Covid19, nessun membro della UE lo ha ancora richiesto. 

Quindi sembra certa la fusione fra Forza Italia e Italia viva ovvero Forza Italia Viva con l’intento di unire due debolezze per farne una forza politica in grado di esercitare una attrazione sui moderati, soprattutto ex democristiani. Tutto dipenderà da come evolve la situazione economico sanitaria del paese. Se a primavera si vedrà, anche grazie ad una vaccinazione antivirus di massa efficace, uno sviluppo favorevole della situazione, il governo rimarrà invariato al suo posto. In caso contrario le premesse della fusione potranno realizzarsi.