Ritorno di memoria .10

Dedico questo post a tutti coloro che dicevano: ah, il corona virus è una semplice influenza.

Dal mio letto in ospedale dove risiedo dal 20 marzo.

11 luglio 2020 (un mese circa prima delle dimissioni)

Certo non è proprio così. Lo sappiamo, vero?

Molte di queste nuove epidemie cominciano quando un patogeno animale passa all’uomo per la prima volta. A causa dell’importanza che i wet market hanno in Cina per il concetto di freschezza delle carni, gli animali vivi sono talvolta tenuti in strette gabbie aperte, dove il sangue e altre deiezioni possono facilmente mescolarsi, creando un ambiente fertile per i virus e facilitando il loro passaggio di specie fino all’uomo. Ma prima di scendere nel dettaglio di questa crisi, facciamo un passo indietro e osserviamo la storia generale delle epidemie e delle pandemie.

Da dove vengono le epidemie e le pandemie?

I lettori del bestseller vincitore del premio Pulitzer: Armi, acciaio e malattie. Breve storia del mondo negli ultimi tredicimila anni di Jared Diamond (1997) sanno bene che la conquista europea degli indigeni del nord e sud America è dovuta più a una maggiore immunità alle malattie che non a una superiore forza militare. La grandissima maggioranza delle morti tra i nativi americani venne causata da germi portati dai colonizzatori. Gli europei avevano da secoli l’abitudine di vivere tra gli animali domestici, e come risultato avevano attraversato una lunga serie di epidemie e piaghe, sviluppando intanto molte immunità. Quando raggiungono il Nuovo Mondo, gli europei vi portano il vaiolo e il morbillo, e queste malattie da sole arrivano a decimare la popolazione locale.

Le epidemie e le pandemie cominciano, come si è detto, quando un patogeno si sposta da una specie a un’altra. Quando diventano malattie trasmissibili da uomo a uomo, la loro diffusione dipende dal movimento e dal comportamento della specie umana. Gli uomini e gli animali entrano in contatto in tutto il mondo, quindi una grande epidemia può avere inizio praticamente ovunque. 

Alla luce di tutto questo, quindi, la superstizione ha avuto un ruolo nell’epidemia di coronavirus?

Anche se non conosciamo esattamente il percorso fatto dal virus Sars-CoV-2, è provato che le convinzioni infondate riguardanti i benefici di carni e prodotti animali, combinate con l’idea che la carne macellata di fresco sia più sicura e saporita di quella surgelata, incoraggiano i commercianti a vendere questi prodotti nei wet market asiatici. Questo ha dato vita a un ambiente ideale per il trasferimento di patogeni tra diverse specie e infine alla specie umana. Nel momento in cui le credenze di cui sopra, molte delle quali provenienti dalla medicina tradizionale cinese, hanno contribuito a creare la domanda di quei prodotti, possiamo considerarle un rischio per la salute pubblica (Still 2003). Peraltro, la sopravvivenza di queste credenze infondate è incoraggiata da forze assai ampie, che vanno al di là della semplice tradizione culturale.[1]

Ecco, di seguito, una intervista sulla progressione della pandemia e in particolare dell’epidemia di Covid19 in Italia, al direttore dell’Istituto di alta matematica dell’Università di Bologna Pierluigi Contucci[2],

-1 Dobbiamo aspettarci una terza ondata di questa epidemia?

Sì, la terza ondata ci sarà a meno di non poter avere un vaccino che diventi operativo ed efficace entro l’estate. Operativo si intende rispetto alla capacità del nostro Paese di distribuirlo, mentre l’efficacia è intrinseca al funzionamento del vaccino.

-2 Si può prevedere l’arrivo di questo nuovo picco dei contagi?

È molto difficile perché la forchetta dei dati che abbiamo oggi è molto ampia. A proposito è opportuno dire che le previsioni, e anche la possibilità di prevenirla, sarebbero molto più facili se la comunità scientifica potesse mappare il rischio avendo a disposizione dati pubblici e disaggregati.

-3 I nostri comportamenti di Natale possono influire sull’arrivo della terza ondata?

Certamente. La cosa più importante è evitare un rilassamento delle abitudini come abbiamo fatto nell’estate scorsa quando ci è sembrato di essere fuori dall’epidemia e abbiamo cominciato a comportarci come se il virus non fosse mai esistito.

-4 Quali comportamenti dobbiamo evitare?

Dobbiamo continuare ad attenerci alle misure di distanziamento, un sacrificio che vale la pena anche per salvaguardare le persone a noi più care, a cominciare dagli anziani.

-5 Come dobbiamo comportarci con gli anziani? E con i nonni?

Tenerli il più distante possibile. Anche evitare di vederli a Natale, sebbene per loro sia comprensibile la sofferenza di non poter vedere i loro nipotini.

-6 E con il cenone come dobbiamo regolarci?

Sia a Natale sia a Capodanno un cenone al ristorante, ma anche in casa, equivale a un suicidio.

-7 Qual è la cosa più pericolosa?

Fare finta di niente, come è successo l’estate scorsa.

-8 E il comportamento più virtuoso?

Ridurre la mobilità il più possibile. È una delle raccomandazioni del governo, ma ecco dei numeri per capire quanto è importante: una riduzione del 10% dei passeggeri sull’autobus diminuisce del 40-50% il rischio dei contagi. Quindi davvero: spostatevi soltanto se indispensabile. Così possiamo sperare di avere un Natale non normale, ma almeno decente.

-9 Cosa succederà all’inizio di dicembre, quando scadranno le misure del governo?

È difficile dirlo perché non possiamo rifarci a quello che è successo l’altra volta. Il virus nel frattempo è un pochino cambiato e anche le misure prese sono diverse dal lock down generale. È possibile che vengano prorogate anche se non è possibile essere precisi a causa del margine di errore grande.

-10 È previsto un picco dei contagi a breve?

Non si può prevedere il picco proprio perché la forchetta è grande. E, inoltre, per quello che è stato detto prima sull’importanza di avere dati disaggregati, puliti, come si dice nella comunità degli scienziati.

-11 Quindi non possiamo fare altro che aspettarci la terza ondata di questa epidemia?

No, possiamo fare. Non possiamo evitare la terza ondata ma possiamo mitigarla, con tutte le precauzioni che abbiamo elencato. Un Natale raccolto ci può salvare da una terza ondata violenta. Valgono la pena un po’ di sacrifici.[3]


[1] https://www.agoravox.it/L-epidemia-di-Covid-19-e-stata.html?utm_source=feedburner&utm_medium=email&utm_campaign=Feed%3A+agoravox%2Fitalia+%28AgoraVox+Italia%29

[2] https://www.unibo.it/sitoweb/pierluigi.contucci

[3] https://www.corriere.it/digital-edition/CORRIEREFC_NAZIONALE_WEB/2020/11/16/4/pil-rischio-di-un-nuovo-picco-quali-sono-i-comportamenti-per-frenare-la-corsa-del-virusp_U32201495606173ZwB.shtml?fbclid=IwAR08hII_aZbSCw50t2wRi43_3BX3Jwc3cZ1syBkfCdCniNgLE3iL3h1b9xU

Un commento

  1. Il Dipartimento nazionale di Protezione Civile si è impegnato per dotare la Campania di altri 450 medici per combattere l’emergenza Coronavirus: il bando, avviato lo scorso 15 novembre, scade domani, mercoledì 18 novembre. Ecco perché in televisione, sulle reti Rai vediamo l’annuncio durante gli stacchi pubblicitari.
    È pazzesco, sembra un richiamo alle armi. Ho paura.

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