Ritorno di memoria .9

Una delle principali polemiche che hanno affollato i mezzi d’informazione intorno al Covid19 verteva sulla scelta dei medici in ordine ai malati di Covid19 da curare o lasciare in balia della malattia, riporto di seguito in estrema sintesi uno scambio di opinioni on line.

“Con quale criterio decidere? Tra chi è anziano e chi è giovane? Tra chi è già malato e chi è sano?”

Il virologo Giorgio Palù, sulla richiesta di un lock down generalizzato richiesto dall’Ordine dei Medici, è intervenuto alla trasmissione “L’aria che tira” su La7: “L’Ordine ha considerato un aspetto che è fondamentale, qual è l’occupazione media delle rianimazioni, perché è questa che ci dà un indice di saturazione del sistema sanitario”. “Capisco la stanchezza, ma dobbiamo considerare la necessità di intervenire per salvare le persone, tenendo conto che negli ospedali già si stanno facendo queste scelte dolorose, tra chi intubare e chi no e sarà sempre più una scelta che si presenterà di fronte ai sanitari, e allora con quale criterio decidere? tra chi è anziano e chi è giovane? tra chi è già malato e chi è sano?”[1]

Michele Grio, primario di Anestesia e Rianimazione dell’Ospedale di Rivoli che mi ha avuto fra i suoi pazienti, interviene in un post Facebook sulla pagina del quotidiano La Stampa: “Intervengo giusto perché vagamente informato dei fatti: noi non scegliamo chi salvare o chi no, noi valutiamo scientificamente chi sottoporre a trattamenti intensivi in base alle possibilità oggettive di farcela. In parole povere: la maratona di New York (il trattamento intensivo) la faccio fare a chi ha un organismo che può sostenerla e resistervi, altrimenti pongo la limitazione di cure. E la limitazione di cure è fondamentalmente diversa dalla scelta su chi far vivere e chi far morire, dettagliata nelle linee guida nonché normata dalle leggi dello stato[2].

Bene io mi sento soddisfatto dalla risposta del Dottor Grio che è esaustiva ai fini della comprensione in quanto riporta dati di fatto e non interpretazioni personali.


[1] https://video.lastampa.it/dossier/coronavirus/lockdown-il-virologo-giorgio-palu-negli-ospedali-stanno-gia-facendo-scelte-dolorose-tra-chi-salvare-e-chi-no-le-rianimazioni-sono-al-limite/123913/124036?ref=fbpp&fbclid=IwAR2Xxc00degXXn3AB06xNmkJln9vLsLi2s18Eh3Wp9lCAVlXqe-3Iuvumc8

[2] https://www.facebook.com/lastampa.it/posts/10158313673600958?notif_id=1605021728861827&notif_t=comment_mention&ref=notif

Ritorno di memoria .8

La videochiamata è un’evoluzione della classica telefonata, arricchita dalla possibilità di vedere il proprio interlocutore; è possibile effettuare videochiamate sia tramite un apposito videotelefono da collegare alla linea fissa, sia tramite cellulare con standard UMTS.

La permanenza forzata a casa e il fatto di essere colpiti dal Covid19 sta cambiando le nostre le nostre abitudini. Infatti, quando si è ricoverati in ospedale una delle cose che ci manca di più è senza dubbio la vicinanza con le altre persone, con gli affetti personali, ma anche con i colleghi di lavoro. La tecnologia però è un nostro alleato, le videochiamate, in questo periodo stanno vivendo un vero e proprio boom, una riscoperta che assume un valore sociale ancor più importante di quello che ci immaginiamo.

Il momento della videochiamata può diventare la via d’uscita dalla noia, un modo per salutarsi, per simulare un contatto un po’ più umano rispetto alla semplice telefonata, il modo per seguire le lezioni da casa o per organizzarsi sul lavoro.

La mia personale esperienza ha molto influito sulla forza d’animo che ho avuto per affrontare la mia malattia. Ringrazio molto gli operatori sanitari che mi hanno assistito per avermi messo in contatto, via tablet, con la mia famiglia anche quando, non ero in grado di reggere materialmente il tablet o di parlare, in quanto tracheotomizzato e con le corde vocali fuori uso e gli arti bloccati dopo l’immobilità del coma farmacologico. Ascoltare la voce di mia moglie e dei miei figli e vederli tramite videochiamata è stato un balsamo per la mia psiche.

Quando poi sono diventato autonomo le videochiamate con tutti i miei cari e gli amici sono state una costante giornaliera.