Nel Limbo Psichico della Probabile Covid

Storie Anomale

Non posso risponderti, perché tu sei un personaggio dentro YouTube.

La prima parte della frase risuona in un luogo oscuro, semiliquido, un Limbo Psichico ai confini della consapevolezza. Le ultime tre parole segnano il mio ritorno nel Regno del Conscio. Accendo la lampada posta sul tavolo di fianco al letto. Niente notebook. Smartphone silente. Niente YouTube. Nessun personaggio cui non posso rispondere. Sono invece tornati i brividi, e i colpi di tosse che, negli ultimi tempi, hanno reso la mia pubalgia cronica una collina dura e dolente.

Probabile Covid-19, mi ha detto il medico del Servizio di Continuità Assistenziale al telefono. Se subentrano gravi difficoltà respiratorie, non chiami più noi ma subito il 118.

In questo momento sono le 08.34 di mercoledì 27 maggio 2020. Sono in casa dalle 11 circa A.M. di venerdì 20 marzo. Iniziale malessere. Brutta notte. Al risveglio, 38 di febbre. Mal di testa…

View original post 529 altre parole

Ritorno di memoria .7

L'immagine può contenere: una o più persone, occhiali e primo piano

Il 29 maggio fui trasferito dall’Ospedale di Rivoli a quello di Pinerolo che porta il nome di Edoardo Agnelli. Fui destinato alla “area grigia” dove per dieci giorni fui coccolato da un corpo infermieri attento e gentile. La Peg [1] che mi avevano inserito nello stomaco a Rivoli continuava a nutrirmi mentre la tracheotomia mi permetteva di respirare in sicurezza.

Dopo avermi espiantato la tracheotomia fui trasferito finalmente nel reparto di fisioterapia e recupero cardio polmonare dove iniziai a recuperare lentamente la mia autonomia.

Ricominciai a leggere libri cartacei e in formato kindle. Francesco, un infermiere collega di mia cugina Maria Teresa nel reparto cardiologia, mi forniva di quotidiani e riviste. Un giorno lessi il mio oroscopo che prevedeva: “Giuseppe Berto scrittore del Capricorno scriveva: – Ma nel mio inconscio c’era qualcosa che diceva sta a vedere che sei capace di scrivere un’opera d’arte, proprio tu che al bar Venezia ti impegnavi a dire le poesie. – e oggi il vostro inconscio suggerisce altrettanto. Non saranno romanzi, ma qualcosa di solo vostro, capace di mettere in pratica la svolta.”[2].

Ecco, non che io creda agli oroscopi, ma presi sul serio queste parole che confermarono la mia intenzione di scrivere qualcosa che raccontasse le mie giornate e i miei sentimenti in quella situazione nuova ed emozionante per me. Cominciai dedicando una poesia ai miei angeli in carne ed ossa: medici ed infermieri numerosissimi che si erano e si stavano occupando di me.

Eccola:

Riscossa

Ero prigioniero di un’armatura,
m’invadeva la gola,
ma ero pronto per l’avventura.
Il cuore forte, i sogni confusi, chiusi in una bolla
che rimbalzava su sponde dure,
sostituivano la veglia, erano la colla
che mi teneva legato alle cure
degli angeli in carne ed ossa.
Combattendo riuscii a vincere
e fu così che realizzai la mia riscossa.

Naturalmente pensai anche a mia moglie che soffriva per e con me:

Blu

Blu come il cielo incazzato,
sarà il loro colore.
Avrai blu vene d’amore.
Blu saranno il tuo incarnato
e i tuoi occhi ornati,
di blu bistrati.


[1] Macchinario che, introduce cibo semiliquido direttamente nello stomaco, tramite un sondino introdotto con un intervento chirurgico.

[2] Giuseppe Berto “Il male oscuro 1964 https://it.wikipedia.org/wiki/Il_male_oscuro_(romanzo)