Novantesimo per San Michele Salentino

I miei bisnonni paterni, cegliesi, erano enfiteuti di un piccolo appezzamento in contrada Cutugn di Massarianova (San Michele Salentino). Insieme costruirono un trullo in cui ho passato periodi della mia prima infanzia.

Un Paese più... dipende da noi!

I miei bisnonni paterni, cegliesi, erano enfiteuti di un piccolo appezzamento in contrada Cutugn di Massarianova (San Michele Salentino). Insieme costruirono un trullo in cui ho passato periodi della mia prima infanzia. Ecco il motivo che mi spinge a riportare di seguito il ricordo di Edmondo Bellanova.

NOVANTESIMO

Novanta anni fa, la notizia arrivò una mattina d’autunno e trovò la piazza antistante “lì curt”, all’epoca non più di un’aia in breccia polverosa, popolata da polli e galline razzolanti e croccolanti; cani smagriti alla vana ricerca di cibo; gatti, sazi di topi, sdraiati a crogiolarsi al sole.

Ma da quella mattina del 25 ottobre 1928 cambiava la vita per tutti i 4.108 abitanti di San Michele, frazione del comune di San Vito dei Normanni, che per decenni avevano sperato e lottato per l’autonomia.

Finalmente l’impegno dei vari: don Donato Spina, Ettore TAGLIAFERRO, Pietro Rocco SANTORO, don Pietro GALETTA, Giuseppe CIRACI…

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