blackstar

Black Star

David Bowie, ha festeggiato oggi il 69° compleanno, con l’uscita di un nuovo album: Blackstar. I critici, ed io come suo fan da 44 anni, apprezziamo parecchio questa nuova opera di David. L’amato artista è tornato così sul palcoscenico, dopo il suo ultimo lavoro musicale, The Next Day  uscito nel 2013 all’indomani di un lunghissimo silenzio durato 10 anni.

Il nuovo disco, coprodotto da Tony Visconti, collaboratore storico del Duca Bianco, comprende solo sette brani ed è un album che incrina, ma conferma i legami con il passato di Bowie. L’album è pervaso dalla musica:  jazz, suoni industriali, ballate, folk, hip hop e, per chi lo conosce veramente, di molti richiami ai precedenti 26 albums.

L’opera si avvale delle performance di musicisti della grande mela: Donny McCaslin (il cui sax fenomenale impregna di sonorità l’album), il geniale chitarrista jazz Ben Monder e Jason Lindner alle tastiere, Tim Lefebvre al basso e Mark Guiliana alla batteria. Ecco la batteria con i suoi suoni cupi, blak, very black stordisce il primo ascolto, ma che personalità ragazzi! Tutti insieme, David e i suoi collaboratori musicali, farciscono Blackstar d’ansia inquieta che è il marchio della nostra epoca. Il risultato finale è grandioso ed emozionante come mi attendevo.

 

il mondo impuzzolisce

charlie_hebdo_2016

“Come continuare a fare il giornale? A darci la forza è stato tutto ciò che avevamo costruito in 23 anni. Non saranno due stronzetti incappucciati a mandare all’aria il lavoro di tutta la nostra vita. Non saranno loro a far crepare Charlie. È Charlie che li vedrà crepare”.

Ha scelto il giorno dell’anniversario della strage di Charlie Hebdo un ventenne di origini marocchine che ieri ha cercato di introdursi all’interno di un commissariato a Parigi.  Il tentativo è stato subito fermato. Erano le 11,30 quando ha urlato  “Allah Akbar”, tentando di aggredire un agente. Voleva vendicare le vittime siriane, ma è stato ucciso dai proiettili della polizia. Aveva una cintura esplosiva finta, un’imitazione, un coltello, un pezzo di carta con disegnata la bandiera dell’Is e una rivendicazione manoscritta in arabo. Nel testo parlava della sua volontà di “vendicare i morti in Siria”, e giurava fedeltà all’autoproclamato califfo dell’Is.

Ora si cerca di fare luce sull’identità dell’uomo ucciso dagli agenti. Mi pare si sia perso l’equilibrio sia in un senso che nell’altro, il mondo impuzzolisce ogni giorno di più, lo diceva già la buonanima di mio nonno durante la mia oramai lontana infanzia.