Il bosco in via Garibaldi a Torino

La città era piena di rumore: era sempre più difficile parlare e ascoltare. E poi c’era il bosco silenzioso. Ma nel silenzio del bosco ci si perdeva. Chi non sopportava il rumore della città andava nel bosco, e il silenzio se lo portava via. Così si sparse la voce che nel bosco c’era un orco. Furono mandati soldati e anche quelli sparirono. Quando Luì il matto arrivò in città, trovò rumore e musi lunghi. Qualcuno gli raccontò la storia di quelli che sparivano nel silenzio e a Luì venne una gran voglia di fare una passeggiata nel bosco. Ma capì che era necessario studiare la lingua del vento e della pioggia, dei sassi, del legno e della terra. E dopo tanto studiare Luì inventò uno strano bastone che faceva un rumore dolce ad ogni passo. Tric trac, fran fran troc. Così il bosco non era più tanto silenzioso. Poi, le forme degli alberi e della terra tentarono di ingannarlo. Ma Luì con il suo coltellino intagliò il legno e raccolse pietre, e legò rami e fece balene orchi elefantesse. Le illusioni del bosco silenzioso diventarono cose da toccare e tutti quelli che si erano perduti incominciarono a saltare fuori come funghi. Da quel giorno tutti i bambini vollero i bastoni sonori di Luì per non perdersi nel silenzio e nel rumore. E quando chiesero a Luì che nome dare ai suoi bastoni, egli disse: chiamateli sonagli. E così fu.

Luì

Luì e l’arte di andare nel bosco (Guido Quarzo)

 

Manet a Torino

rue Saint Denis

La Rue Montorgueil (ou Rue Saint-Denis) à Paris.

Fête du 30 juin 1878.

La rue Montorgueil, come la sua gemella La rue Saint-Denis (Rouen, musée des Beaux-arts), viene spesso vista come una celebrazione del 14 luglio, festa nazionale francese. Il dipinto, fu, in realtà realizzato il 30 giugno 1878 in occasione della festa “della pace e del lavoro”, istituita quello stesso anno dal governo.

Questo evento si inseriva nelle celebrazioni organizzate per la terza Esposizione universale di Parigi, inaugurata soltanto poche settimane prima e che intendeva assurgere a simbolo della rinascita della Francia dopo la disfatta del 1870. Il 30 giugno 1878, giorno in cui si celebrava l’entusiasmo nazionale, un’occasione per dare ulteriore vigore al regime repubblicano che aveva assunto la guida del paese ma che, a pochi mesi di distanza dai feroci scontri del 1876-1877 che hanno visto violentemente opporsi i suoi sostenitori e i conservatori, non era abbastanza forte. Soltanto due anni dopo, nel 1880, il 14 luglio viene proclamato festa nazionale francese.

Il quadro è una veduta a distanza di un paesaggio urbano ad opera di un pittore che non si mischia alla folla, ma si limita ad osservarla da una finestra. I tre colori che Monet fa vibrare sono quelli della Francia moderna.

La tecnica impressionista, veramente impressionante se si prova a guardare la pittura a distanza “di pittore”, con le sue molteplici piccole pennellate di colore descrive bene l’animazione della folla e lo sventolio delle bandiere. Ciò spinse lo storico americano Philip Nord a ritenere che, tale tecnica, si sposi perfettamente con la rappresentazione del “momento repubblicano” che segna la nascita di una società democratica ed il suo radicamento nella Francia contemporanea. Con questo quadro, Monet rivela un aspetto nascosto della modernità, egli agisce quasi in veste di “reporter” di un avvenimento, la pittura come notizia oltre che rappresentazione della realtà.