L’Europa, la Grecia e noi…

Tzipras

Il giudizio storico si incaricherà domani di dare ad Alexis Tsipras quel che gli spetta, nel bene e nel male. Ora è invece fondamentale formulare un giudizio politico che sia all’altezza della lezione che da questi fatti va tratta. C’è chi sostiene (Nichi Vendola) che “Tsipras è il vero alfiere della nuova Europa” in quanto artefice di “un compromesso che apre varchi nel muro delle regole dell’austerity”. E che “se perde Tsipras perde l’Europa”. In sintonia con tali giudizi, va profilandosi nel nostro Paese il cammino di una “sinistra di governo” che intende distinguersi da un’ “estrema sinistra di mera testimonianza”. Sul fronte della prospettiva europea e dei rapporti interni all’Ue, l’architrave che sorregge una tale “responsabile” impostazione puo’ essere sintetizzato nella seguente formulazione: superare l’austerita’ tedesca senza mettere in discussione l’euro (e l’Ue). Qui sta lo snodo cruciale che l’oggettivita’ propone. E qui sta il nodo gordiano da recidere: poiche’ proprio alla luce della drammatica vicenda greca – vicenda emblematica che mette alla prova la tenuta dell’Ue in quanto tale – quella formulazione risulta un’impossibile quadratura del cerchio. Riproporla ora equivale a un’operazione retorica che di fatto – se ne sia o meno consapevoli – riempie il non detto di un’adeguamento all’ordine dato delle cose.

Se hai voglia di leggere tutto, clicca qui!

La Piola Libreria di Catia in Borgo Vittoria.

La-Piola-di-Catia

Avrei voluto ribloggare il post che segue, che trovate in originale cliccando qui, ma trovo bello ed utile, condividendone il contenuto, riportarne il testo completo. Negli ultimi anni popolare è divenuto in qualche caso sinonimo di trascurato, fatiscente, dice l’amica autrice, ma io che sono orgoglioso di appartenere al popolo minuto, quello che, per campare, deve alzarsi ogni giorno di buon ora per recarsi al lavoro invece dico che questo luogo popolare mi appartiene e mi inorgoglisce.

Sono nata e cresciuta in Borgo Vittoria, un quartiere della periferia nord di Torino. Era una zona popolare di fabbriche e operai, con una storia di elaborazioni, discussioni, partecipazione politica e sociale da far invidia al resto della città. Cose che da troppo tempo abbiamo tutti noi dimenticato. Sono sempre stata orgogliosa di crescere in un quartiere “pop”, perché amo le cose semplici e terra a terra, perché ti fanno comprendere meglio la vita che ci gira intorno. Negli ultimi anni però popolare è divenuto in qualche caso sinonimo di trascurato, fatiscente. Se guardo a certi angoli del quartiere, noto in effetti che qualcosa è sfuggito, che le città sono altro ormai dal luogo per accogliere e vivere, sono dormitori, centri di accoglienza improvvisati, luoghi in cui la speculazione vince e non gli interessi della gente. Che poi, noi gente, avremmo bisogno proprio di poco: un giardino sicuro, una scuola funzionante, servizi accessibili, pulizia e socialità. E di un luogo laico dove provare a scambiare due idee, dove parlare di cultura, di letture, della vita, di com’è e di come la immaginiamo. Così è una fortuna che abbia aperto La Piola Libreria di Catia, in un quartiere dove non c’è nemmeno una biblioteca. La Piola è lì fin dagli anni sessanta. Mesceva vini e liquori, la conoscevamo tutti, era a buon prezzo ma era pur sempre una piola, un bar per le carte e qualche bicchiere di troppo. Catia l’ha trasformata in un cortile delle idee, in uno spazio aperto e pulito in cui sono disponibili i libri, da leggere, da sfogliare, da acquistare e un bancone da cui lei, astemia, sa consigliarti i vini di nicchia del suo paese di origine. Un luogo dove ti siedi e anche se  sei “straniero”, puoi consumare un caffè, guardare un libro ed uscirne che sei già “di casa”. Cosa avrà spinto questa donna quarantenne a dedicare tanta attenzione e tanta cura in questa sua nuova avventura? Chiedetelo a lei. Fate un giro in questo luogo dello spirito. Vedere un volto sorridente e trasparente, generoso e colto, fa bene al cuore. E a noi del quartiere ci fa sentire meno la distanza con certi luoghi della città. In fondo non si è soli se hai un libro che ti fa sognare e una persona che col sorriso ti porta, senza che tu lo chieda, un bicchiere d’acqua, così, giusto per farti sentire a casa.

Catia della Piola


La Piola Libreria di Catia è in Via Bibiana 31 a Torino

Info qui

Ma sul pianeta gemello della terra, ci sarà f…?

fitinha-do-bonfim-super-fashion-32-343

(esemplare fortunato di f…), riporto di seguito l’esilarante buongiorno di Massimo Gramellini pubblicato, come al solito, su La Stampa.

Le sconvolgenti notizie sull’esistenza di un pianeta gemello della Terra stanno provocando reazioni entusiaste e addirittura romantiche. «Ma ci sarà f…?» si è subito informato un anziano statista milanese. Renzi ha promesso che nella riforma Boschi del sistema solare è prevista, per gli oppositori che cambieranno pianeta, l’abolizione della tassa sulla seconda casa. L’insensibile Merkel lo ha bloccato: «Dopo i parametri europei non puoi sfondare anche quelli interstellari». Ma esisterà davvero, l’Altro Mondo? Grillo non ha dubbi: «E’ una sfera di cartone costruita dai massoni in un garage di Houston. Ci prendono per la Nasa». Più possibilista Giovanardi: «Deportiamoci i gay, a patto che non possano sposarsi neppure lì».  

L’ex ministro greco Varoufakis ha lanciato un appello ai cugini siderali: «Avreste qualcosa da prestarmi?», mentre la scoperta ha stimolato in Putin un interrogativo filosofico: «Serve gas?». Lo schivo Salvini, in diretta a galassie unificate con la felpa di «Odissea nello Spazio», ha preso le distanze (che non sono brevi) dagli abitatori della Terra bis: «Aiutiamoli a casa loro». Ma se fossimo noi ad avere bisogno di ricovero? L’urlo «Trasferiamoci lì» già rimbomba sul web. Prudenza mista a sconforto solo tra i cittadini romani: «Come faremo a raggiungere un pianeta che dista 1400 anni luce, se non riusciamo a chiudere le porte della nostra metropolitana nemmeno per un chilometro?». Eppure l’istinto a migrare fa parte dell’uomo. «L’universo è di tutti», ha ricordato papa Francesco. Immediata la replica del Salvini dell’Altro Mondo: «I terrestri? Li ospiti lui a casa sua».  

articolo 4

“Ogni legge che va contro il lavoro è un sacrilegio. Amare il proprio lavoro è la concreta realizzazione della felicità sulla terra. Se non abbiamo lavoro non siamo niente. Con il lavoro diamo forma alla nostra vita. Senza il lavoro crolla tutto, la Repubblica e la Democrazia.”
Roberto Benigni

L'altra Italia

Costituzione della Repubblica Italiana

COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA – Ciclo di incontri organizzato dal Comitato di Via Asti – Torino. Mercoledì 1 luglio 2015. Incontro con Rita Sanlorenzo (*)

Art. 4
La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.
Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale e spirituale della società.

La lezione di Rita Sanlorenzo è iniziata simpaticamente con la riproposizione di un breve audio della lettura dell’articolo 4 che ne ha fatto Roberto Benigni che provo a riassumere: “Ogni legge che va contro il lavoro è un sacrilegio. Amare il proprio lavoro è la concreta realizzazione della felicità sulla terra. Se non abbiamo lavoro non siamo niente. Con il lavoro diamo forma alla nostra vita. Senza il lavoro crolla tutto, la Repubblica e la…

View original post 434 altre parole