a “Chi la visto?” Pare che il dna non menta mai…

oggi festa della città di Collegno

Chi era lo smemorato di Collegno? Il professor Canella, tornato dalla guerra senza memoria oltre dieci anni dopo essere stato dato per disperso, oppure il tipografo Bruneri, sorpreso a rubare, che simula l’amnesia per evitare il carcere? La prova del Dna, il cui risultato è stato svelato in diretta ieri sera a ‘Chi l’ha visto?’, non conferma che si trattasse di Canella. Doveva dunque essere Bruneri.
“Non è il risultato che mi aspettavo, ma questa è una prova come altre, ce ne sono tante a favore e tante contro, per noi non cambia niente”, ha commentato deluso Julio Canella, nipote certo del professore in quanto figlio di un figlio di Canella nato prima della guerra, quando il risultato del test genetico gli è stato consegnato in busta chiusa. Canella non ha fatto affermazioni precise sul contenuto della busta, ma la sua delusione ha fatto intuire gli spettatori che l’esito del test è stato contrario alle sue aspettative di vedere riconosciuto nello smemorato il suo vero nonno.

La prova del Dna, eseguita dalla genetista Marina Baldi, è stata fatta comparando il profilo genetico di Julio, nipote certo di Canella, con quello del fratello Camillo, un figlio dello smemorato nato dopo la fine della guerra, ovvero quando il presunto professore ricomparve senza memoria al manicomio di Collegno e fu riconosciuto da Giulia Canella come suo marito.

A quasi un secolo dal caso che a partire dal 1926 divise l’Italia e terminò con una sentenza definitiva nel 1931, il Dna dovrebbe avere permesso di trovare la soluzione all’enigma. A inizio Novecento, mezza Italia si schierò dalla parte di Giulia Canella e l’altra mezza da quella di Rosa Bruneri, poichè entrambe le donne sostenevano di avere trovato nello smemorato il proprio marito. La sentenza giudiziaria e le ragioni del cuore giunsero a conclusioni opposte, lasciando di fatto sospeso il dilemma fino a oggi. Nel 1931 la corte d’appello di Firenze dichiarò infatti che lo smemorato era Mario Bruneri. Ma Giulia Canella, che nel frattempo aveva vissuto con lo smemorato come proprio marito provocando scandalo, non accettò la decisione dei giudici e quando l’uomo finì di scontare la pena si trasferì con lui in Brasile.

periurbano sarà Lei!

Un Paese più... dipende da noi!

ecorto

Dalle mie parti (quelle attuali) i sindaci si danno un gran da fare per procurare (agli anziani appassionati sopratutto) terreni per gli orti urbani organizzati; basta restaurare i muri a secco, assegnare particelle con l’obbligo di usare la terra senza sovrastrutture e il paesaggio è salvo… non mi spingo a chiedere scavi archeologici, ma questa … scalinata fa venire il mal di pancia.

periurbano

L’associazione nazionale Italia Nostra onlus chiede la conservazione degli orti periurbani della città di Ceglie Messapica, la cui area è sottoposta a vincolo paesaggistico.
Il centro storico di questa antica città brindisina e il suo contesto periurbano manifestano da sempre un carattere di notevole pregio paesaggistico, storico, archeologico e architettonico, degno di nota, considerazione e tutela.
Il ‘Colle di Ceglie’, ospitante sulla cima il rione ‘terra’, si configura come monumento singolare e originale, nei suoi elementi specifici e nel suo essere sistema corale. Composto da un…

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a proposito di chiacchiere…

Un Paese più... dipende da noi!

Alcibiade aveva un cane bellissimo che, per altro, aveva pagato moltissimo. Un giorno inopinatamente gli tagliò la bellissima coda. Agli amici che lo rimproveravano per quel gesto e, dicendosi pieni di compassione per il cane, lo criticavano per quel gesto, Alcibiade rispose ridendo:
– E’ proprio questo che voglio! Che gli ateniesi parlino di questo fatto e non abbiano il tempo per dire nulla di più pesante sul mio conto.
(Plutarco – Vita di Alcibiade)

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cegliesi nel mondo e l’Italia
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