una nuova piazza a Collegno

Molti ragazzi di Collegno, entrando ed uscendo dalla Scuola Media Gramsci, avranno modo d’incuriosirsi su una figura di uomo importante per Grugliasco e Collegno che è la loro piccola “patria”. Questa mattina alla presenza dei sindaci di Collegno e Grugliasco, insieme alla famiglia Lorenzoni una piccola folla, sotto la pioggia di questa pazza primavera, ha partecipato con calore alla cerimonia dell’intitolazione proprio nei pressi della scuola. Il Sindaco di Collegno Silvana Accossato e quello di Grugliasco Roberto Montà hanno illustrato con le loro parole la figura di Franco Lorenzoni che è stato ricordato con parole semplici e affettuose dal figlio. Impegnato per lunghi anni nella vita politica e associativa di Collegno, funzionario comunale, Lorenzoni venne eletto Sindaco di Grugliasco nel 1982, carica che ricoprì fino al gennaio del 1989 poco prima della sua prematura scomparsa.

Cliccate qui, per visionare le immagini della cerimonia della dedica.

where are we now

david-bowie-single

Had to get the train
From Potzdamer platz
You never knew that
That I could do that
Just walking the dead

Sitting in the Dschungel
On Nurnberger strasse
A man lost in time near KaDeWe
Just walking the dead

Where are we now?
Where are we now?
The moment you know
You know, you know

Twenty thousand people
Gross Bose Brucke
Fingers are crossed
Just in case
Walking the dead

Where are we now?
Where are we now?
The moment you know
You know, you know
As long as there’s sun
As long as there’s sun
As long as there’s rain
As long as there’s rain
As long as there’s fire
As long as there’s fire
As long as there’s me
As long as there’s you

David Bowie

Il tempo passa inesorabile, quanto ne abbiamo sprecato?

Nichi rottama Sel?

CONFERENZA STAMPA PD
Il Giovane Turco Matteo Orfini immagina Sel dentro al PD già al prossimo congresso. E’ una prospettiva verosimile?

Se noi non rincorriamo formule magiche o scorciatoie organizzativistiche, abbiamo un problema davanti a noi che è la costruzione del soggetto politico della sinistra del futuro. L’inadeguatezza dei contenitori attuali e anche la crisi storica della forma partito ci consegnano una ricerca che ha diversi ingredienti per diventare non un’operazione da laboratorio. Ecco gli interrogativi che ci troviamo davanti: come si ricostruisce l’agire collettivo capace di rifondare esperienze di comunità solidali? Come si libera il campo della sinistra dalle micidiali ipoteche della cultura liberista? Come si aggredisce il nodo del disfacimento del sogno europeista e come si pratica concretamente una democrazia di genere attraversata dalla contraddizione feconda del pensiero della differenza? Io credo che Sinistra ecologia e libertà sia nata proponendosi in partenza il tema della propria inadeguatezza. Ci siamo sempre posti come strumento a disposizione, abbiamo detto fin dall’inizio che più che un partito, volevamo riaprire la partita. Questa è la bussola che ci orienta e che ci rende più pesanti sulla scena pubblica di quanto non dica il consenso elettorale che abbiamo. Non c’è confluenza o una fusione a freddo, ma un problema che riguarda la natura e i nodi da sciogliere sulla natura del Pd. E poi ci sono le questioni di una formazione come Sel che non punta all’autosufficienza, ma alla costruzione di un luogo grande, che consenta non solo di dare casa a tutte le sinistre, una casa popolare, innovativa, accogliente e plurale ma che consenta il rimescolamento di tutte le culture politiche, una felice convivenza del riformismo e del radicalismo e il duplice superamento, da un lato, del radicalismo massimalista e testimoniale, e dall’altro, di quel riformismo che ha rappresentato la resa culturale della sinistra.

Che avrà voluto dire Nichi Vendola?

In questi ultimi giorni abbiamo assistito a una sorta di retro campagna elettorale, per la prima volta nella storia repubblicana, si è verificato che, in attesa di formare un governo e, anche a causa di una fase d’ingolfamento istituzionale, i principali partiti si sono nuovamente scontrati in manifestazioni tipicamente pre-elettorali.
PD e Pdl si mostrano i muscoli, in attesa di eleggere un Presidente della Repubblica che risolva la crisi politica in cui siamo incappati a causa dei risultati elettorali che hanno diviso in tre parti praticamente uguali il campo della politica nazionale. Sembra che i contendenti di preparino più alle nuove elezioni che alla formazione di un governo.
Nell’ambito di questa impasse che ha come protagonista principale il PD che, pur avendo vinto le elezioni, non riesce ad assicurare una maggioranza stabile, che sostenga un governo legittimo a misura di Costituzione, si discute anche del futuro prossimo di questo partito. In questa situazione è intervenuto il ministro per la Coesione Territoriale Fabrizio Barca, del governo Monti, lanciando il suo manifesto “Un partito nuovo per il buon governo”, con un documento-saggio in cui egli segnala con forza la necessità per il Paese di forze politiche robuste e ben radicate sul territorio.
“Con Barca naturale sintonia”, ha dichiarato Nichi Vendola, uno dei principali interlocutori scelti, dal ministro, subito dopo la sua recentissima iscrizione al PD nel quale intende impegnasi per una radicale riforma del partito. Questo potrebbe preludere a un avvicinamento ulteriore di SEL e PD.
Durante l’Assemblea Nazionale di SEL Vendola ha chiarito che non è prevista alcuna annessione né alcuno scioglimento nel PD, si tratta solo di stupide semplificazioni. Prima perché con questo PD, dalla natura mai definita, non è possibile alcuna fusione, poi perché il ruolo di SEL non è ancora esaurito anzi, è ancora utile alla sinistra e al Paese. Comunque non è stato mai negato che un soggetto unico della sinistra è sempre stata la stella polare di SEL. Tema che si tenterà ancora di portare avanti con convinzione, senza negare fragilità, mancanze e le difficoltà poste da questo difficile percorso.
A confermare l’identità, il progetto e l’indipendenza di SEL dal PD, è giunta la richiesta formale d’adesione al Partito Socialista Europeo, con larga maggioranza favorevole ieri all’Assemblea Nazionale, decisione che andrà discussa a livello locale e magari ratificata definitivamente nel prossimo congresso che si terrà in autunno o al massimo entro fine anno.
Sinistra ecologia e libertà è nata proponendosi in partenza il tema della propria inadeguatezza. Si è sempre posta come strumento a disposizione, fin dall’inizio più che essere un partito, SEL voleva riaprire la partita. Questa è la bussola che l’orienta e che la rende più pesante sulla scena pubblica di quanto non dica il consenso elettorale. Il compito è la costruzione di un luogo grande, che consenta non solo di dare casa a tutte le sinistre, una casa popolare, innovativa, accogliente e plurale ma che consenta il rimescolamento di tutte le culture politiche, una felice convivenza del riformismo e del radicalismo e il duplice superamento, da un lato, del radicalismo massimalista e testimoniale, e dall’altro, di quel riformismo che ha rappresentato la resa culturale della sinistra.
Insomma non c’è ne confluenza ne una fusione a freddo con o nel PD, ma un problema che riguarda la natura e i nodi da sciogliere sulla natura del PD, probabilmente solo dopo che questi chiarimenti saranno realizzati si potrà parlare definitivamente di un nuovo soggetto nella sinistra italiana.

The Next Day

D.Bowie

Molti fan, ed io sono fra quelli, hanno accolto The Next Day come un piccolo evento; hanno atteso un po’ prima di ascoltarlo, divorati da dubbi e timori, come sempre succede quando le aspettative sono enormi ed il coinvolgimento personale trascende la semplice passione per avvicinarsi a qualcosa di più simile a un culto. Beh, è bello poter constatare come tutti coloro che amano David Bowie abbiano di nuovo, dopo tanto tempo, un disco in più nella propria collezione da ascoltare. Lui è tornato, questa volta per davvero. Lo spirito del Bowie che tutti conosciamo si respira, ancora più che sentirsi, proprio perchè questo The Next Day è la rivisitazione concettuale ed emozionale, prima ancora che stilistica di quanto già abbiamo dentro insieme a Lui.

le olimpiadi della casa

casa

L’Ufficio Vendite del complesso dell’ex villaggio olimpico in via Giordano Bruno, a Torino, è diventato la reception di quello che di fatto è diventato il Crp, Centro Rifugiati Piemonte. Un passa-parola in tutta la Regione sta convincendo decine di disperati a raggiungere zona Lingotto nella speranza di avere un tetto e i comfort essenziali. Sono stati gli autonomi dei centri sociali Gabrio e Askatasuna ad organizzare una specie di ufficio accettazione e le assegnazioni degli alloggi ai destinatari. Gli occupanti sono rifugiati con permesso di soggiorno rilasciato per motivi umanitari che andranno ad aggiungersi agli altri 300 inquilini abusivi.
La nuova occupazione è stata tenuta sotto controllo dalla Digos e s’è svolta in un clima tutto sommato pacifico, hanno ora un tetto oltre un centinaio di centroafricani, più una piccola quota di etiopi e di somali.

Ci sono state tensioni tra un gruppo di inquilini e gli autonomi. A qualcuno non vanno bene i nuovi vicini, di abitudini, etnie e religione diverse, più altri dettagli tecnici. Chi vuole la parabola tv, chi denuncia il malfunzionamento degli impianti, o spazi troppi ridotti per ospitare più persone. Pare che le decisioni della “Commissione” avvengono in base a criteri sconosciuti, alcuni tunisini dell’ultima emergenza Nordafrica denunciano di essere stati allontanati in malo modo dai capi del neo Crp e per motivi che loro definiscono oscuri. Al momento il Comitato Solidarietà, costituito anche da insegnanti volontari dell’Asai, Usb, vari esponenti dei circoli Arci come il Bazoora oltre ai citati centri sociali ha dovuto spiegare ai profughi che gli alloggi sono tutti occupati e non c’è più posto.

Il problema dell’abitazione in questo caso è stato affrontato con una “iniziativa privata”, ma è noto che il tema è molto sentito a Torino, non riguarda solo i rifugiati, c’è la necessità di procurare un’abitazione a chi ha perso improvvisamente il reddito a causa della crisi economica. Occorre quindi intervenire per convincere privati e banche che tengono sfitti gli alloggi, con una tassazione progressiva che colpisca di più chi più possiede o incentivando, con un tassazione ridotta, la collocazione sul mercato degli affitti. Le case ci sono non occorre costruirne altre continuando a consumare suolo.

Organizzare una specie di olimpiadi della casa, mettendo sul mercato degli affitti tutte quelle che sono vuote come lo erano quelle del villaggio olimpico ora occupate, potrebbe diminuire le tensioni sociali e magari sanare situazioni al limite della sostenibilità legale, ci vuole sempre buona volontà per risolvere i problemi della convivenza.

la versione di Ruby

Ruby-Rubacuori-2

Ruby, la giovane marocchina dei festini di Arcore ha recentemente inscenato una manifestazione sui gradini del palazzo di giustizia di Milano leggendo un forbito testo di autodifesa, ma il pezzo forte della sceneggiata si è realizzato quando ha mostrato un vecchio passaporto su cui c’era scritto il nome Mubarak dichiarando di averlo aggiunto, per attribuirsi una finta parentela con l’ex presidente egiziano, all’incredibile scopo di costruirsi una vita parallela. A diciassette anni si ha già bisogno di vivere due vite?

“Non sono una prostituta, devono ascoltarmi. Per colpire Berlusconi la stampa ha fatto del male a me. Non ho mai avuto rapporti sessuali a pagamento e mai con il Cavaliere. Oggi ho capito che contro di lui è in corso una guerra e io ne sono rimasta coinvolta, ma non voglio che la mia vita venga distrutta. Voglio essere ascoltata per dire la verità, voglio difendermi da bugie e pregiudizi.” questa la conclusione della pièce condita da calde lacrime.
Era il pezzo che mancava alla telenovela che ci affligge nostro malgrado, ora sarebbe interessante capire chi scrive i copioni delle innumerevoli puntate che per altro sono zeppe di bugie eclatanti, l’ultima e più grossa delle quali è questa: “Trovo sconcertante e ingiusto che nessun giudice voglia ascoltarmi!” ha detto Ruby quando è notorio che è stata convocata e si è resa irreperibile.

Ciò che più inquieta è che le bugie paiono passare sulle nostre coscienze impunemente, le beviamo ed andiamo avanti nelle nostre vite con gli occhi foderati di prosciutto, ma è possibile continuare così sotto gli occhi del mondo?

scorretti e intellettualmente disonesti

berren

“Stiamo vivendo una situazione politico istituzionale in cui stiamo perdendo tempo, mentre il mondo ci chiede di correre a velocità doppia”. Questo dice il sindaco di Firenze Matteo Renzi, dando voce a chi pensa che il Presidente Napolitano, con gli otto giorni che ha dato ai “saggi”, stia tergiversando, per attendere l’elezione del nuovo Presidente della Repubblica il quale potrà sciogliere le camere ed andare nuovamente alle elezioni.
Intanto, il presidente della Camera Laura Boldrini ha annunciato che la prima seduta per l’elezione del nuovo capo dello Stato potrà aver luogo già a partire da giovedì 18, dopo che le Camere saranno convocate lunedì 15 aprile.

Intanto Matteo Renzi rincara la dose:

“In un momento si vagheggia Berlusconi in manette, in un altro ci si incontra di nascosto con Verdini. Non si può stare così, in mezzo al guado. Io ho tutto l’interesse a votare subito. Ma l’importante è decidersi”. Nella convinzione che “io non voglio Berlusconi in galera, voglio Berlusconi in pensione. Andare al governo con Gasparri fa spavento, lo so. Non a caso io sono pronto a votare subito. Ma se il Pd ha paura delle urne deve dialogare con chi ha i numeri. Il Pd avanzi la sua proposta, senza farsi umiliare andando in streaming a elemosinare mezzi consensi a persone come la capogruppo dei 5 Stelle, che hanno dimostrato arroganza e tracotanza nei nostri confronti”.

Non c’è che dire si tratta di un … bell’aiuto a Bersani e al PD che dovrebbe essere lo stesso partito di Renzi, oltre che al Paese naturalmente.

Persino Bertinotti ci mette lingua non smentendo la sua verve parolaia: “Se il sistema attuale è senza via d’uscita visibile a occhio nudo, venga dato l’incarico di governo a chi ne ha proposto più drasticamente il cambiamento. Esso passerebbe così da oggetto della consultazione al suo soggetto, quello con le cui proposte di governo tutte le altre forze politiche dovrebbero confrontarsi”.

Ma per favore… abbiamo già avuto abbastanza tempo per vedere lo spessore politico dei cittadini di Grillo che ci tengono sospesi con il loro continui batti e ribatti che assomigliano da vicino alla tattica di Berlusconi: fai un’affermazione stamattina per poi smentirla stasera.

Napolitano è stato criticato “per non aver chiamato donne nei gruppi dei saggi”. Cosa debbano fare questi gruppi, quali i termini e i poteri, quale la conseguenza di ritardare o accelerare la formazione di un governo sono argomenti lasciati a qualche sparuto commentatore o alle manipolazioni dei partiti. “Poltrone anche per noi” è ciò di cui si sono occupate le paladine, e i paladini accorsi in soccorso, dei diritti delle donne rivelando quanto povere siano in generale le capacità di analisi e la consapevolezza.

Se in Italia sguazziamo nel ridicolo, in Tunisia ci si dibatte nel tragico. Il 4 aprile è stato dichiarato dal gruppo internazionale Femen il giorno della Topless Jihad in difesa di ”Amina”.

INTEMPERIE

mcc43

aggiornamento 20 maggio : In occasione del divieto imposto dalle autorità tunisine alla “riunione religiosa” dei Salafiti di Ansar Al Sharia a Kairouan,  sono scoppiate dimostrazioni con scontri sia a Tunisi che a Kairouan. Puntualmente spunta Amina, ma solo sui media occidentali. La narrazione grosso modo è:  Amina  ha imbrattato la moschea con la scritta Femen ed è stata arrestata| secondo  ELLE, invece, non arresto ma prelievo della ragazza a scopo di protezione dagli insulti della folla. Impudentemente Elle fa riferimento  per questa notizia a un comunicato “pubblicato sulla pagina Face Book del Ministero Degli Interni della Tunisia” .      Già l’affermazione è improbabile di per sè ( non si dà un Ministero che avverta via FB di un’operazione di polizia) ma ancor più falsa, autentico psyop pro Femen, appare  considerando che il Ministero non ha alcuna pagina FB (ne esiste da Wikipedia, e un’altra autodichiarata…

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grandine

Beppe-Grillo-a-Napoli

Ci poteva scappare la notte più bella del mondo agitando pensieri come bandiere colorate
e io invece zaino in spalla , nido di rapace ricordi in via d’estinzione

ma l’arte non paga diritti d’autore alla realtà , anche se ogni donna vorrebbe farsi leccare da un poeta anche se da quello che mi dicono i poeti non esistono più e questo è un vero peccato

perché bisogna sapersi leggere dentro prima di cominciare a scrivere , si , martello su un’incudine
sentirsi come un lungo ramo senza fiori
ogni speranza è raggiungibile
ogni certezza è irragionevole

perché sempre seducente chi può farci del male
perché sempre seducente chi vuol farci del male

rifiutare le proprie ossessioni e come sbucciarsi con un coltello senza lama
ci metteresti troppo tempo e poi a che prezzo poi

ho notato che fidarsi di chi non ti contraddice mai è un grossissimo rischio perché ti vuole fregare o pure peggio non glie ne frega niente di te

ho notato che la speranza è ciò che ognuno vuole che sia la speranza è una risposta vaga una domanda sfocata
un’arrampicata affannosa su una pertica
CHE PRENDE fuoco , una tana scavata in fretta
mentre lasci il tuo odore nel naso del tuo predatore

sentirsi come un lungo ramo senza fiori
ogni speranza è raggiungibile
ogni certezza è irragionevole

perché sempre seducente chi può farci del male
perché sempre seducente chi vuol farsi del male

Ci poteva scappare la notte più bella del mondo agitando pensieri come bandiere colorate
e io invece zaino in spalla , nido di rapace ricordi in via d’estinzione

ma l’arte non paga diritti d’autore alla realtà , anche se ogni donna vorrebbe farsi leccare da un poeta anche se da quello che mi dicono i poeti non esistono più e questo è un vero peccato

perché bisogna sapersi leggere dentro prima di cominciare a scrivere , si , martello su un’incudine
sentirsi come un lungo ramo senza fiori
ogni speranza è raggiungibile
ogni certezza è irragionevole

perché sempre seducente chi può farci del male
perché sempre seducente chi vuol farci del male

rifiutare le proprie ossessioni e come sbucciarsi con un coltello senza lama
ci metteresti troppo tempo e poi a che prezzo poi

ho notato che fidarsi di chi non ti contraddice mai è un grossissimo rischio perché ti vuole fregare o pure peggio non glie ne frega niente di te

ho notato che la speranza è ciò che ognuno vuole che sia la speranza è una risposta vaga una domanda sfocata
un’arrampicata affannosa su una pertica
CHE PRENDE fuoco , una tana scavata in fretta
mentre lasci il tuo odore nel naso del tuo predatore

sentirsi come un lungo ramo senza fiori
ogni speranza è raggiungibile
ogni certezza è irragionevole

perché sempre seducente chi può farci del male
perché sempre seducente chi vuol farsi del male

marta sui tubi