basta megafono!

megafono

La politica è gestione della cosa pubblica non stare alla finestra a sbraitare, quest’ultima cosa andava bene fin che non è arrivata la scelta del 25% dell’elettorato votante, disilluso forse, ma richiedente un drastico cambiamento e il cambiamento si ottiene facendo politica.

Gli uomini e le donne di Beppe Grillo sembrano ora sull’orlo di una crisi di nervi. Il vero impegno degli eletti non è ancora iniziato, ma pare già necessaria una psicoterapia di gruppo per evitare il collasso mentale. Non era poi così male essere gente comune, vero? Davvero valeva la pena farsi travolgere da un’onda velenosa, altissima, fatta di domande, diffidenza, proposte indecenti e insulti, attese e speranze in cambio di 2500 euro al mese da intascare per il bene delle Patria?

Il primo conclave della nuova era moVimentista si apre oggi pomeriggio a Roma promettendo di durare tre giorni. I 162 neoparlamentari in arrivo da ogni angolo della Penisola hanno scelto la riunione a porte chiuse, nessuna diretta streaming. La glasnost stavolta non funziona. Chiusi, compatti, in difesa davanti alle pressanti richieste del Paese: “a chi date la fiducia?”. Sono in attesa di capire come comportarsi anche con il Capo. Fieramente dicono: “se qualcuno svela dove siamo lo cacciamo a calci in culo. In questo momento dobbiamo guardarci in faccia tra noi”.