analisi del voto di Gianni Gelmini

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L’unica via che mi pare possibile è un governo “Bersani” (o di altro esponente della coalizione prima nel Parlamento; perché no Vendola o ripescare Prodi?) con il preciso scopo delle riforme condivise col Movimento 5 stelle, riforme che sono poi quelle che almeno il 60% degli italiani si attende; occorre un profilo basso, ma incisivo; in pratica riformare lo Stato in senso democratico e per il benessere diffuso, non per i “belli” del potere.

Credo che così si possa avere un Governo stabile, che almeno ci porti fuori dalla crisi, quindi che duri alcuni anni e non certo un governo per fare solo la legge elettorale per tornare a votare.

Dico che occorre un Governo che duri, per molti motivi, anche di convenienza dei partiti. Né al PD, né a Grillo conviene tornare subito alle elezioni: entrambi perderebbero tutto, ma anche perché le riforme non si fanno in pochi mesi: smantellare in sistema ingessato, come quello italiano, e una cosa complessa e occorre parecchio tempo per mettere il tutto a regime, strada facendo, correggere gli inevitabili errori che si fanno e si possano valutare i risultati.

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