Beppe Fenoglio morì 50 fa

Cinquant’anni fa Alba («… la presero in duemila e la persero in duecento…») rischiò nuovamente di soccombere. La sua sentinella, Beppe Fenoglio, combatteva nell’ospedale Molinette l’estrema battaglia. Si congederà il 18 febbraio, ma lasciando un’eredità letteraria e civile che nel tempo assurgerà a bussola, a trincea, a fortezza, a imperativo categorico, da Johnny svelato a un comandante inglese: fare «una cosa alquanto piccola ma del tutto seria, un’altra Italia».

Dominante, negli ultimi giorni dello scrittore e partigiano («Mi pare d’aver fatto meglio questo che quello»), un pensiero, la figlia, la piccola Ita, due anni appena compiuti. Ita, Margherita, è via via cresciuta, ha frequentato il liceo Govone, si è laureata in Giurisprudenza, è divenuta avvocato, lo studio nel cuore della capitale langarola, non lontano dalla natale casa paterna, in piazza Rossetti. Gli occhi sono verdi, i capelli spruzzati di bianco, nel viso brilla una fierezza «imprudente e innamorata di sé», come gli antenati scolpiti da Fenoglio.

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Beppe Fenoglio era nato ad Alba il 1° marzo 1922″Scrivo per un’infinità di motivi.
Non certo per divertimento.
Ci faccio una fatica nera.
La più facile delle mie pagine esce
spensierata da una decina
di penosi rifacimenti.”

Portale ufficiale dello scrittore Beppe Fenoglio.