diamoci una regolata

L’Ordine degli Psicologi del Piemonte organizza, dal 12 al 17 novembre, BE YOU 2012, terza edizione della Settimana del Benessere Psicologico in Piemonte. L’iniziativa offre ai cittadini di tutto il Piemonte l’opportunità di un confronto gratuito con uno psicologo, previo appuntamento. Un primo momento di incontro e confronto da cui trarre l’occasione per ripensare progetti e stili di vita, per recuperare motivazioni perdute, capacità relazionali o per riuscire ad affrontare una crisi. BE YOU 2012 propone inoltre un calendario di appuntamenti e di approfondimenti aperti al pubblico. L’elenco degli incontri e degli psicologi che aderiscono alla manifestazione potrà essere richiesto al Numero Verde 800-174515, attivo dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 19,oppure consultabile su  www.ordinepsicologi.piemonte.it.

A me pare una buona occasione per riprendere le misure della nostra vita.

Nichi Vendola ad Alpignano

La prima buona notizia è che le firme a sostegno della candidatura di Nichi Vendola alla primarie sono state raccolte. Questo è stato possibile anche grazie al prezioso contributo di tutte le compagne e i compagni della provincia di Torino, dove sono state raccolte 2187 firme delle 20000 richieste a livello nazionale. Visitate il sito www.nichivendola.it
Uno dei primi appuntamenti della campagna per le primarie avverrà nel nostro territorio. In particolare
DOMENICA 28 OTTOBRE NICHI VENDOLA SARA’ NUOVAMENTE CON NOI
 
Ecco il programma delle iniziative:
ore 15 – Piazza Berlinguer, Alpignano –
CONSUMO DEL SUOLO? INQUINAMENTO DELLE ACQUE? GRANDI OPERE INUTILI? … OPPURE VENDOLA
Con Nichi Vendola (Presidente di Sinistra Ecologia Libertà), Gianni Da Ronco (Sindaco di Alpignano), Angelo Patrizio (Sindaco di Avigliana), Nicoletta Cerrato (Capogruppo SEL nel Consiglio Comunale di Rivalta T.se) Sandro Plano (Presidente della Comunità Montana Valle Susa)
 
ore 17 – Mercato di Piazza Madama Cristina – S. Salvario, Torino –
INAUGURAZIONE DEL COMITATO PER VENDOLA DI TORINO
Incontro con la cittadinanza nel quale interverranno rappresentanti delle associazioni presenti nel quartiere, che dialogheranno con il candidato su alcuni temi del suo programma: fra gli altri, l’ambiente, l’integrazione dei migranti, le politiche culturali e la lotta all’esclusione sociale.
ore 21 – Porta 2 FIAT Mirafiori, C.so Tazzoli, Torino –
L’ITALIA DI MARCHIONNE… OPPURE VENDOLA
Con Nichi Vendola (Presidente di Sinistra Ecologia Libertà), Giorgio Airaudo (Resp. Naz. Auto FIOM), Luciano Gallino (Sociologo), Nina Leone (RSU Fiom Mirafiori), Francesco Lopomo (Portavoce Officine Corsare)
Modera Paolo Griseri (La Repubblica)
Con quest’ultimo evento si aprirà OCCUPY MIRAFIORI (link evento facebook)
Una tre giorni di iniziative, davanti ai cancelli della Porta 2 di Mirafiori in Corso Tazzoli, al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori attendendo il nuovo piano industriale di Marchionne che potrebbe nascondere ancora cassa integrazione, niente investimenti e ulteriori bugie.
DOMENICA 28
ORE 21 – L’ITALIA DI MARCHIONNE… OPPURE VENDOLA
LUNEDì 29
ORE 15 richiesta di comunicazione in Consiglio Comunale al sindaco Fassino sulla Fiat, a cura del Gruppo Consiliare di SEL Torino.
ORE 21 Proiezione di film e documentari sul referendum di Mirafiori
MARTEDì 30
presidio davanti a Mirafiori in attesa dell’annuncio dei nuovi piani di sviluppo per la FIAT
Prosegue intanto la raccolta firme nei mercati di Collegno per il referendum per il ripristino dell’art. 18 e l’abrogazione dell’art. 8, per farci giungere le vostre disponibilità scrivete alla mail in oggetto o mandate un sms al numero sottoindicato.

Germania: inaugurato monumento in ricordo dell’olocausto di Rom e Sinti

Inaugurato ieri a Berlino, in Germania, un monumento in ricordo dell’olocausto di Rom e Sinti durante la seconda guerra mondiale. La cerimonia, alla presenza di alcuni superstiti e della cancelliera tedesca Merkel, la quale sul suo canale Youtube ha sottolineato “l’importanza di coltivare la cultura della memoria”. L’avvenimento rappresenta l’occasione per riflettere su questo particolare aspetto della persecuzione nazista. Eugenio Bonanata ne parlato con Brunello Mantelli, docente di Storia Contemporanea all’Università di Torino:RealAudioMP3

R. – E’ molta la dimenticanza dell’opinione pubblica, ma in realtà sono usciti in Germania – ma non solo e anche in Italia – studi pregevoli sulla persecuzione di Rom e Sinti. Quello che si può dire è che la persecuzione di Rom e Sinti è stata ricondotta alla dimensione della persecuzione degli asociali, data la marginalità sociale di Rom e Sinti, trascurando quindi la dimensione razziale. Invece, entrambe le cose, procedevano parallele. > leggi l’intervista

facciamoci sempre conoscere…

La stampa e la comunità scientifica internazionale mostrano sorpresa e incredulità per la sentenza che ha condannato gli esperti della Commissione Grandi Rischi in relazione al tragico terremoto dell’Aquila. “Ma come? – si sente ripetere da più parti – in un Paese nel quale nessuno è mai responsabile di nulla, mandate in galera validi scienziati per non aver saputo prevedere un terremoto? E’ una sentenza ingiusta, i terremoti non si possono prevedere; la colpa semmai è della politica che ha organizzato un’operazione mediatica per mandare un messaggio tranquillizzante…”. C’è chi, con sprezzo del ridicolo, scomoda Galileo. E chi sente il dovere di difendere il ruolo della “scienza”, come Odifreddi, a difesa de: “La ragione, o anche solo il buon senso, dovrebbero portare a ringraziare gli scienziati per ciò che sanno e riescono a fare, e non a condannarli per ciò che non sanno e non possono fare: come le previsioni dei terremoti gli esperti sono responsabili dei pareri che hanno dato. Non sono responsabili dei suggerimenti che la protezione civile ha ritenuto di dover dare alla popolazione, in seguito a questi pareri”.
Vero. Ma c’è qualcosa che non torna in questa storia. E non serve scomodare Galileo, o il ruolo degli scienziati. Si tratta di una storia molto italiana, in fondo.
Il 31 marzo 2009, alle ore 18.30, si riunisce a l’Aquila la Commissione Grandi Rischi. Una riunione molto importante e delicata: la zona è da mesi soggetta a fenomeni sismici rilevanti, culminati con la scossa di magnitudo 4.0 avvenuta il giorno precedente, 30 marzo. Il giorno dopo quella riunione, sul sito della Protezione Civile compare il seguente comunicato: “Nel pomeriggio di ieri si è riunita a L’Aquila, nella sede della Regione Abruzzo, la Commissione Nazionale per la Previsione e la Prevenzione dei Grandi Rischi. Scopo dell’incontro è stato fornire ai cittadini tutte le informazioni disponibili alla comunità scientifica sull’attività sismica delle ultime settimane in Abruzzo: attività che viene costantemente monitorata, pur non essendoci nessun allarme in corso.” Messaggio breve e tranquillizzante.

Facciamo un passo indietro. Torniamo alla famosa riunione della Commissione Grandi Rischi del 31 marzo 2009.

Come riporta Il Fatto Quotidiano, quella delicata riunione dei massimi esperti scientifici si conclude incredibilmente senza che venga redatto alcun verbale: il documento attestante le conclusioni di quella riunione viene infatti prodotto e firmato in occasione di una successiva riunione della Commissione Grandi Rischi all’Aquila avvenuta in data 6 aprile, poche ore dopo il terremoto che ha sconvolto la città e ucciso centinaia di persone. “Qualcuno corregge il testo alla meno peggio e Dolce (Mauro Dolce, capo Ufficio rischio sismico della Protezione Civile, ndr) ce lo fa firmare per ragioni interne”.

Quali ragioni interne? Chi denuncia un fatto tanto grave? Si tratta di Enzo Boschi, fisico, Presidente dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, componente della Commissione Grandi Rischi. Boschi non si rivolge subito e direttamente all’autorità giudiziaria, preferendo indirizzare questa comunicazione ai vertici della Protezione Civile, Zamberletti e Barberi, sei mesi dopo i fatti.

Ma cosa viene riportato nel famoso verbale di quella riunione? Niente di sconvolgente, in apparenza. Da un lato si afferma l’inattendibilità delle misurazioni del gas Radon ai fini previsionali di eventi sismici (per zittire le polemiche di un tecnico laureato, Giampaolo Giuliani, che non fa parte della Commissione Grandi Rischi e che continua a lanciare allarmi: la notte del 6 aprile, Giuliani posta la sua famiglia fuori casa, in auto, al sicuro, in attesa della scossa, che arriva); dall’altro, la conclusione è lapidaria: “Oggi non ci sono strumenti per fare previsioni e qualunque previsione non ha fondamento scientifico. Il problema va, invece, visto nei termini generali, perché l’unica difesa dai terremoti consiste nel rafforzare le costruzioni e migliorare la loro capacità di resistere al terremoto. Tutti i componenti della Commissione concordano con questa valutazione”.

Congratulazioni. E c’era bisogno di una Commissione di esperti in Grandi Rischi per produrre questo? Uno studente di ingegneria o architettura al primo anno poteva bastare.

Enzo Boschi, comprensibilmente sconvolto dalla sentenza, oggi dichiara: “I sismologi sono l’anello debole. Il numero delle vittime di un terremoto è proporzionale al livello di corruzione di ogni Paese, è scientificamente provato”.

E se ne accorge adesso? Non sapeva con chi aveva a che fare, lui e i suoi colleghi scienziati, fino a ieri?

Perché si dimettono tutti solo dopo la sentenza di condanna e non tre anni fa, quando parteciparono a una riunione delicata e importante, alla vigilia della distruttiva scossa magnitudo 6.3, conclusasi con una verbalizzazione firmata sette giorni dopo, a terremoto avvenuto, “per ragioni interne”?

Certo, l’esperto/scienziato rischia di essere l’anello debole di una catena al vertice della quale vi è il decisore politico e, spesso, l’incoffessabile intreccio affari/politica. Ma l’esperto/scienziato non è obbligato ad accettare o mantenere prestigiosi e ben retribuiti incarici, se si accorge che qualcosa non funziona.

Anche questo è scientificamente provato, in questa amara storia tutta italiana…

Un caro saluto a tutti, fate girare, grazie.

Enrico Fedrighini
Ambientalista
Portavoce Comitato Promotore MilanoSiMuove

http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/10/24/commissione-grandi-rischi-perche-solo-ora-dimissioni/392002/

http://zatopek4recordolimpici.blogspot.it/

oggi abbiamo salutato l’amico Sergio Polin

Oggi giovedì 25 ottobre 2012, alle ore 11:00, si sono svolti a Torino, nella chiesa di Sant’Anna, i funerali di Sergio Polin, 43 anni, originario di Aosta.

L’uomo, non vedente, è stato investito, insieme al cane guida Dharma sulla strada statale 24 a Oulx, lo scorso sabato sera. L’animale è morto sul colpo mentre l’uomo è deceduto all’ospedale, dove era giunto in condizioni gravissime. Lascia la moglie e tre figlie. Chi volesse, può onorare la memoria di Sergio, utilizzando i seguenti dati. La famiglia utilizzerà i fondi per beneficienza:

 

POSTE PAY N. 4023600629335565

INTESTATA A ELISABETTA GRANDE

 

Una messa in suffragio sarà celebrata domenica prossima alle 11 nella chiesa di Saint-Martin de Corléans ad Aosta. La messa di trigesima sarà celebrata il 24 novembre a Torino.

Elisabetta la moglie di Sergio ha introdotto la funzione dicendo: “Questa mattina Sergio mi ha detto di venire da voi a rassicurarvi, perché lui non è li in quella bellissima bara coperta di fiori belli e profumati, li c’è solo il suo corpo. Sergio è qui accanto a me ed insieme a tutti noi. Questa mattina ho proprio visto il suo sorriso di sempre, quando mi ha detto questo. Quindi non siate tristi egli continua la sua vita accanto a noi.” Lei era leggermente emozionata, ma non commossa. La sua Fede era evidente come quella della figlia undicenne che ci ha ricordato il papà più avanti, fatte le dovute proporzioni persino una delle gemelline di sei anni, che ha parlato al microfono in braccio alla giovanissima tata, era piena di Fede.

La morte non è niente.
Sono solamente passato dall’altra parte:
è come fossi nascosto nella stanza accanto.
Io sono sempre io e tu sei sempre tu.
Quello che eravamo prima l’uno per l’altro lo siamo ancora.
Chiamami con il nome che mi hai sempre dato, che ti è familiare;
parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato.
Non cambiare tono di voce, non assumere un’aria solenne o triste.
Continua a ridere di quello che ci faceva ridere,
di quelle piccole cose che tanto ci piacevano
quando eravamo insieme.
Prega, sorridi, pensami!
Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima:
pronuncialo senza la minima traccia d’ombra o di tristezza.
La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto:
è la stessa di prima, c’è una continuità che non si spezza.
Perché dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente, solo perché sono fuori dalla tua vista?
Non sono lontano, sono dall’altra parte, proprio dietro l’angolo.
Rassicurati, va tutto bene.
Ritroverai il mio cuore,
ne ritroverai la tenerezza purificata.
Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami:
il tuo sorriso è la mia pace.

Questa poesia è stata letta alla fine dei numerosi e commoventi saluti, che parenti ed amici intimi di Sergio, hanno voluto rivolgergli davanti a tutti noi. Anche se Elisabetta all’inizio della cerimonia e per tutto il suo proseguimento ci ha dato l’esempio evitando l’aperta commozione, confesso di non aver resistito: mi sono commosso numerose volte per quello che è stato un vero ed accorato saluto a Sergio che ha lasciato, grazie al suo entusiasmo trascinante nella vita, un indelebile ricordo in tutti noi.

una mostra della sms Don Minzoni / Gramsci di Collegno

lavori alunni corsi A - D - G

Cliccate sull’immagine per visitare una interessante mostra di dipinti degli allievi della Scuola Media Statale intitolata a Don Minzoni ed Antonio Gramsci. La scuola è frutto della fusione fra le sue scuole medie preesistenti, infatti dal primo settembre 2000, secondo i progetti di dimensionamento, le scuole “Gramsci” e “Don Minzoni” sono state accorpate in un’unica scuola denominata: Scuola Secondaria di primo Grado ” Don Minzoni – Gramsci”, con una sola presidenza e una sola segreteria situate in Via Donizetti 30 a Collegno.

FACCIAT SCUOLA GRAMSCI

cercando Fabrizio

Venerdì 26 ottobre 2012, ore 21.00 presso la Sala Levi – Biblioteca Archimede – a Settimo Torinese:

Cercando Fabrizio

 

Presentazione del libro che racconta la storia vera, di un ragazzo scomparso nel 2005, raccontata in prima persona da sua madre e da una cara amica di famiglia.

Un problema spinoso quello della scomparsa di persone che getta nell’angoscia e nella disperazione i familiari. Ma questa è anche una storia di lotta tenace, una “Storia di un’attesa senza resa”.

Un libro sgorgato dal dolore di mamma Caterina per arrivare al cuore di chi lo legge, per creare una rete di persone che conoscano la storia, nella speranza ancora viva, come una fiaccola incapace di spegnersi, che arrivi a lui, a Fabrizio o a coloro che sanno qualcosa di lui!

La scomparsa di Fabrizio ad Assisi porta con sé misteri e incognite. Dalla trasmissione “Chi l’ha Visto” – dedicata alla persone scomparse – a organizzazioni e associazioni, in parecchi hanno aiutato nella ricerca di Fabrizio. Purtroppo però non è bastato a farlo tornare dai suoi cari a Collegno, Torino, o a scoprire  cosa possa essergli successo. Seguendo questo sito o attraverso il libro “Cercando Fabrizio – Storia di un’ attesa senza resa” potrai, se vorrai, approfondire quanto avvenuto fin’ora e quanto ancora si spera di riuscire a fare per mettere una fine a questa interminabile attesa.

La diffusione del libro servirà certamente a far sentire più vicino il momento in cui i genitori di Fabrizio potranno riabbracciare il loro amato figlio. Con ogni copia distribuita, si rafforza la loro speranza, che passando di mano in mano, possa incontrare qualcuno che indichi a Fabrizio la strada di casa. Aiutiamo questi poveri genitori che reagiscono alla loro disperazione in maniera positiva e costante!

 

il mio amico e collega Sergio Polin è morto

Sergio Polin, non vedente è morto assieme al suo cane guida a Oulx (Ulzio) in provincia di Torino investito da un auto.

21 ottobre 2012, Sergio Polin, 43 anni, di Torino, è morto dopo essere stato investito, insieme al suo cane guida, da
un’auto condotta da una donna di 58 anni, ieri sera a Oulx (Torino), sulla statale 24. La ricostruzione dell’incidente, resa possibile anche dai segni di pneumatici lasciati sull’asfalto, ha evidenziato che la vittima e il suo cane si trovavano praticamente in mezzo alla carreggiata, in un tratto di strada poco illuminato. Con ogni probabilità è stato il cane-guida, forse disorientato dalla poca illuminazione, a portare Sergio Polin in mezzo alla strada dove è poi stato investito.
L’animale, un pastore tedesco, è deceduto all’istante, mentre l’uomo è stato trasportato all’ospedale di Susa (Torino) da un’ambulanza del 118 ed è morto nel corso della notte. Sulla dinamica dell’incidente indagano i Carabinieri, che hanno sequestrato il veicolo. La donna investitrice, malcapitata e sfortunata, è stata denunciata per omicidio colposo quale atto dovuto. La signora, secondo le dichiarazioni del suo legale, ha riferito di non essersi accorta assolutamente della presenza dell’uomo e del suo cane. Si è immediatamente attivata per prestare soccorso. È tuttora sconvolta ed è vicina alla famiglia della vittima, poiché alcuni anni fa, in Liguria, perse un fratello investito da un pirata della strada ubriaco. Sergio, un amico sfortunato, ma indomito e reattivo, era sposato ed aveva tre figlie. L’avevo conosciuto, poco più che ventenne, quando fu assunto nell’Azienda in cui lavoravo. Un ragazzo schietto, ma onesto e lavoratore, superava il suo grave handicap grazie a un carattere allegro ed intraprendente.
 
Aggiornamento del 23 ottobre 2012:

assurdo

Non vi sono ragioni di povertà né di disagio sociale dietro l’omicidio di una donna di 56 anni, uccisa oggi con undici coltellate dal marito di 54 anni, nell’appartamento in cui abitavano a Collegno.

Lui, dopo aver commesso il folle gesto durante una lite, ha chiamato i carabinieri e ha dato soltanto una laconica spiegazione: «Non mi lasciava parlare». Un raptus improvviso, dunque, nel corso di una discussione vivace.

Secondo i vicini di casa, si trattava di una famiglia tranquilla, senza apparenti problemi. L’uomo, assistente scolastico nell’Istituto comprensivo di Caselette (Torino), in passato aveva sofferto di depressione, ma non tale da spiegare, a distanza di tanto tempo, un gesto come quello di oggi. Era conosciuto da tutti come una persona mite e riservata e i vicini hanno confermato che non aveva mai dato in escandescenze. Lei insegnava italiano alla scuola media `Tallone´ di Alpignano.

La coppia, che abitava nel quartiere Villaggio Dora, aveva due figli, di 18 e 16 anni, entrambi studenti. Il più giovane ha assistito al litigio, iniziato in cucina e finito nell’ingresso di casa, e ha cercato di arginare la furia del padre rimanendo lievemente ferito a una mano.  Veramente assurdo il modo in cui una vita tranquilla vira nella tragedia più nera, auguro ai due ragazzi rimasti orfani della madre e con un padre assassino di poter proseguire il loro percorso dopo questo stop terrificante. Un uomo tranquillo, ma chiuso, ha distrutto quello che aveva creato insieme alla persona che ha barbaramente soppresso. Troppo fragile l’equilibrio fra la normalità e la follia, interroghiamoci e riflettiamo: siamo tutti soggetti a questo terrificante pericolo.